1970 01 3 Paese Sera – Il giudice controlla gli alibi. Oggi sarà interrogata la zia di Pietro Valpreda. Aperta l’inchiesta formale per gli attentati dinamitardi

1970 01 3 Paese Sera – Il giudice controlla gli alibi Oggi sarà interrogata la zia di Pietro Valpreda

Aperta l’inchiesta formale per gli attentati dinamitardi

Il giudice controlla gli alibi

Salite a 16 le vittime della bomba. E’ deceduto dopo venti giorni di agonia il pensionato Calogero Galatioto – Oggi sarà interrogata la zia di Pietro Valpreda

 

Le vittime dell’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, a Milano, sono sedici: all’ospedale Fatebenefratelli è morto, nella notte fra il primo e il due, Calogero Galattioto, un pensionato di 71 anni. L’uomo era stato colpito da una scheggia alla colonna vertebrale che gli aveva provocato la paralisi degli arti inferiori.

A Roma, intanto, l’inchiesta formale, affidata al giudice istruttore dott. Ernesto Cudillo, prosegue. Questa mattina il magistrato interrogherà al Palazzo dà Giustizia Rachele Torre, la zia di Pietro Valpreda. La donna in un primo interrogatorio dinanzi al magistrato di Milano (la Torre vive infatti nel capoluogo lombardo) confermò l’alibi del nipote sostenendo che il Valpreda il giorno degli attentati era rimasto a casa sua, a letto, con la febbre alta. Altri interrogatori sono previsti per i prossimi giorni: il magistrato dovrà riascoltare tutti i testi già sentiti dal P.M. dalla polizia e dai carabinieri. Li convocherà a uno a uno invitandoli a confermare e chiarire meglio quanto hanno già detto.

 

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Afferma che l’accusato era a letto ammalato il giorno degli attentati

Oggi la zia di Valpreda dal giudice istruttore

La donna è giunta a Roma ieri sera da Milano – L’interrogatorio del «superteste»

 

Rachele Torre, la zia di Pietro Valpreda, sarà questa mattina a Roma, al Palazzo di Giustizia, per essere interrogata dal giudice istruttore dottor Ernesto Cudillo, il magistrato cui è stata affidata l’inchiesta formale sugli attentati del 12 dicembre scorso a Milano e Roma. La donna, che abita a Milano in via Pietro Orsini 9, è giunta ieri sera nella capitale ed ha preso alloggio in una pensione del centro. Rachele Torre fu già interrogata a Milano il 17 dicembre: al sostituto procuratore della Repubblica dott. Paolillo che la sentì, la zia dell’ex ballerino accusato di strage in concorso con altre cinque persone, dichiarò che il nipote il giorno della esplosione della bomba nella banca di piazza Fontana era rimasto in casa, a letto, con la febbre alta. Una affermazione che è in netto contrasto con quanto, invece, sostiene la pubblica accusa nell’ordine di cattura, spiccato contro il Valpreda dal P.M. Occorsio, nel quale l’imputato viene ritenuto responsabile di avere personalmente depositato all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura l’ordigno che fece sedici vittime.

Già ieri intanto il magistrato ha fatto avere la convocazione per un breve interrogatorio al supertestimone Umberto Macoratti, un frequentatore del circolo «XXII Marzo» di via del Governo Vecchio. Le dichiarazioni rese dal Macoratti, un ragioniere padre di due figli, fornirono alla polizia la conferma di alcuni elementi a carico di Pietro Valpreda e di altre persone già identificate. Umberto Macoratti era nel gruppo dei fermati a Roma nei giorni immediatamente seguenti gli attentati: in un primo momento si parlò di lui come di un finanziatore del circolo «XXII Marzo». Il ragioniere chiarì poi agli investigatori che tale ruolo non gli spettava poiché solo una volta aveva offerto diecimila lire ai giovani del circolo che non avevano di che pagare l’affitto dei locali che occupavano. Qualche volta si era limitato ad offrire una cena a Emilio Bagnoli, Roberto Mander, Emilio Borghese e Roberto Gargamelli, e anche allo stesso Valpreda, poiché tutti si trovavano spesso a corto di soldi, ma nulla di più. Sempre nel corso degli interrogatori resi alla polizia, il «supertestimone» a proposito dei movimenti di Pietro Valpreda nei giorni precedenti il 12 dicembre, dichiarò che l’ex ballerino gli telefonò a casa il 9 dicembre per dirgli che doveva recarsi a Milano dove era stato convocato dalla magistratura per essere interrogato in merito agli attentati del 25 aprile alla Fiera Campionaria. In quella occasione Valpreda chiese all’amico cinquemila lire in prestito. Macoratti assicurò che gli avrebbe portato i soldi al circolo nel pomeriggio di giovedì 11: quando andò, verso le 17,30, seppe che Valpreda era già partito per Milano.

Secondo il «superteste» il giorno degli attentati Emilio Borghese e Emilio Bagnoli (due dei giovani arrestati) erano al circolo ad ascoltare una conferenza del fascista Antonio Serventi. Presente era anche il giovane Enrico Di Cola, un altro degli appartenenti al circolo, fermato e quindi rilasciato: ora, a quanto si è appreso, sembra che il dott. Cudillo abbia chiesto che il giovane sia messo a sua disposizione per altri interrogatori.

Nei prossimi giorni il giudice istruttore sentirà anche tutti quei testimoni che, nel corso delle indagini, hanno rilasciato deposizioni nelle Questure di Roma e Milano, nei Comandi dei Carabinieri e dinanzi al sostituto procuratore della Repubblica dott. Vittorio Occorsio.

 

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