1970 01 11 Paese Sera – Bombe: senza volto il nuovo testimone. Riserbo assoluto sulla sua identità – L’accusa gli attribuisce «grande importanza»

1970 01 11 Paese Sera - Bombe senza volto il nuovo testimone

Bombe: senza volto il nuovo testimone

Riserbo assoluto sulla sua identità – L’accusa gli attribuisce «grande importanza» – Quali sarebbero le «ammissioni» fatte da Emilio Borghese e Roberto Mander. Una perizia collegiale sui reperti degli ordigni

 

Un nuovo testimone è entrato da ieri nella vicenda degli attentati di Milano e di Roma. E’ stato interrogato lungamente dal giudice istruttore, dott. Ernesto Cudillo, alla presenza anche del P.M., dott. Vittorio Occorsio (che peraltro si è limitato ad assistere alla verbalizzazione delle dichiarazioni fatte dal teste). Tutti i tentativi per cercar di dare un volto e un nome al personaggio sono riusciti vani. Manco a parlare, poi, di ciò che il testimone avrebbe detto. L’unica «indicazione» (se così può definirsi) raccolta negli ambienti giudiziari è una frase del P.M., il quale, pressato dalle insistenti richieste dei giornalisti si è limitato a dire che «si tratta di un testimone piuttosto importante». Tutto qui.

A disposizione i verbali

Qualche notizia più precisa su ciò che riguarda l’andamento dell’istruttoria si potrà, forse, avere domani. In mattinata, infatti – secondo quanto lo stesso giudice ha comunicato – saranno depositati, a disposizione dei difensori, i verbali d’interrogatorio, il che induce a ritenere che entro la prossima settimana gli avvocati potranno anche finalmente recarsi al carcere per prendere contatto con i propri assistiti.

Un’altra informazione appresa da fonti attendibili dà per certo che nei prossimi giorni il giudice istruttore disporrà una nuova perizia sui reperti degli ordigni. Si tratterà, stavolta, di un’indagine affidata a un collegio di periti e alla quale parteciperà anche la difesa con alcuni consulenti di parte.

Intanto, sia pure faticosamente, continuano a filtrare alcune indiscrezioni su ciò che gli inquirenti sarebbero riusciti a raccogliere interrogando i sei arrestati (il settimo imputato, Enrico Di Cola, è ancora latitante). Secondo queste notizie – peraltro ovviamente non ufficiali – due degli accusati, in particolare, avrebbero fatto delle ammissioni, che per l’accusa costituirebbero «elementi di notevole gravità e significato». I due sarebbero Emilio Borghese e Roberto Mander. Specialmente il primo – sempre stando alle voci – avrebbe in sostanza attribuito a Pietro Valpreda e al Mander di avere avuto nei giorni immediatamente precedenti il 12 dicembre (all’interno della sede del circolo «XXII marzo») molti «scambi di idee» non solo sull’opportunità di compiere delle azioni terroristiche, ma addirittura sulla «scelta» degli «obbiettivi».

Queste indiscrezioni hanno trovato qualche conferma anche negli ambienti della polizia, come quelle riguardanti Roberto Mander il quale, nell’apprendere da chi lo interrogava ciò che sarebbe stato dichiarato da Emilio Borghese, avrebbe replicato ritorcendo contro lo stesso Borghese e Valpreda la responsabilità dei «progetti» di attentato e della «designazione» dei luoghi in cui effettuarli.

Paolucci sarà interrogato

Naturalmente riferiamo tutto questo con le dovute riserve che la gravità del caso impone, anche se ci sembra opportuno sottolineare – come del resto facciamo in altra parte del giornale – che «discorsi» e «progetti» non sembrano oggettivamente sufficienti a dimostrare una diretta partecipazione agli attentati.

La settimana prossima, comunque, dovrebbe permettere di tracciare un quadro abbastanza esatto della situazione. Il giudice istruttore, come si è detto, depositerà domani i verbali d’interrogatorio, e presumibilmente martedì si recherà a Milano, con il pubblico ministero, per procedere – si è dichiarato negli ambienti giudiziari – ad alcuni «importanti accertamenti». Fra l’altro il magistrato procederebbe, nella città lombarda, anche all’interrogatorio del prof. Liliano Paolucci, direttore generale del Patronato Scolastico, che con ripetute dichiarazioni alla stampa ha smentito talune asserzioni fatte dal tassista Cornelio Rolandi.

Un’ultima notizia riguarda un personaggio il cui nome è venuto più volte alla ribalta in margine all’inchiesta sugli attentati. Si tratta di Ivo Della Savia, amico di Pietro Valpreda, che gli inquirenti vorrebbero interrogare perché, si dice, qualche volta sarebbe stato in possesso di esplosivi. Il Della Savia, renitente alla leva, si troverebbe però da qualche tempo in Belgio.

 

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