1969 12 16 Paese Sera – «Una vittima in più» dicono gli anarchici su «Umanità nova»

1969 12 16 Paese Sera - Una vittima in più dicono gli anarchici

«Una vittima in più» dicono gli anarchici su «Umanità nova»

 

Sotto il titolo «Una vittima in più», Umanità Nova, organo nazionale degli anarchici, riferisce la notizia del suicidio del ferroviere milanese definito dalla polizia un «anarchico individualista».

«Al momento di andare in macchina apprendiamo dalla stampa – scrive il giornale – di un preteso “suicidio”, alla questura di Miano, di un fermato sotto interrogatorio. La polizia si sforza di assicurare che il fermato, come centinaia d’altri in tutta Italia, non è stato “torchiato”, e in modo tale da costringerlo a preferire il “suicidio”. Per il momento – continua l’organo degli anarchici – pensiamo solo ai “suicidati” del regime di Franco o della “caccia alle streghe” nel periodo più nero della storia americana. In attesa che piena luce venga fatta sul drammatico episodio, alle povere vittime straziate dall’esplosione di piazza Fontana, ne dobbiamo aggiungere una di più».

Umanità Nova riporta inoltre un comunicato sugli attentati di Milano e Roma, diramata a conclusione di un’assemblea straordinaria degli anarchici milanesi, avvenuta il giorno 14 al Circolo Ponte della Ghisolfa. Nel comunicato, oltre a respingere la paternità degli attentati, si sostiene che essi «sono palesemente opera criminale e provocatoria della teppa fascista».

«Anche stavolta – afferma il comunicato – si cerca di gettare addosso agli anarchici – troppo facile bersaglio – se non la colpa, almeno il sospetto. Ma il solo sospettare gli anarchici è offensivo, non solo del Movimento anarchico e del movimento operaio di cui esso è parte, ma anche dell’intelligenza». Il giornale anarchico ricorda poi le rivelazioni apparse sui due giornali inglesi The Observer e Guardian e riprese anche dal nostro giornale a proposito di un documento del servizio segreto greco che testimonierebbe dell’esistenza di un piano che prevede l’esecuzione di atti terroristici in Italia ad opera di elementi fascisti (ai quali si attribuiscono fra l’altro gli attentati effettuati il 25 aprile alla Fiera di Milano e alla Centrale) e conclude scrivendo che chi oggi si presta ancora al gioco «dei fascisti italiani e greci, perseguitando e calunniando gli anarchici, è complice degli attentatori».

 

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