1969 12 17 Messaggero – Arrestati i criminali. Sono estremisti di sinistra gli autori dell’eccidio

1969 12 17 Messaggero - Arrestati i criminali 1

Sono estremisti di sinistra gli autori dell’eccidio

Arrestati i criminali

L’anarchico Pietro Valpreda ex ballerino della RAI-TV, detto «il Cobra» incriminato per la strage di Milano

 

E’ con senso di enorme sollievo, come se si fosse usciti da un incubo, che l’opinione pubblica ha appreso la notizia dell’identificazione e dell’avvenuto arresto dei biechi terroristi autori dell’efferata strage di Milano.

La sete di giustizia è appagata. Il pesante clima che si era creato negli scorsi giorni, può dirsi spezzato. La fiducia nelle forze dell’ordine, in quelle forze che troppo spesso erano state mortificate nell’espletamento del loro dovere dagli ingiusti attacchi dei partiti di sinistra, è tornata. Ora che ne siamo fuori, possiamo valutare appieno il senso di grave smarrimento da cui era stato colto il Paese all’indomani dell’eccidio di Milano. Ed è proprio alle forze dell’ordine che va attribuito il merito di avere, con opera tempestiva e intelligente, ridato sicurezza alla cittadinanza e alle istituzioni. Sotto lo incitamento di tutti quei cittadini che hanno creduto, anche nelle ore più oscure, nella validità dei princìpi di democrazia e di libertà, lo Stato, finalmente, ha ritrovato se stesso e ha saputo operare giustizia. Lo Stato ha dimostrato di avere nella sua Magistratura, non soltanto uno strumento efficace e sensibilmente operante per concludere, sul piano giudiziario, una delicata indagine, ma anche la suprema garanzia perché piena luce sia fatta su tutti gli aspetti, anche quelli più oscuri, di questa bieca vicenda.

L’autore materiale della strage di Milano, colui che ha portato la bomba da Roma per seminare la morte di innocenti cittadini, si identifica, come lo dimostrano le fotografie che oggi tutti i giornali pubblicano, con quei gruppi di estrema sinistra, di cui le cronache delle dimostrazioni di questi ultimi tempi più volte hanno dovuto occuparsi. Anche gli altri compagni dell’autore materiale della strage di Milano, che hanno partecipato ai criminosi attentati di Roma e di Milano, direttamente o indirettamente, fanno tutti parte di un gruppo estremista di sinistra, a sfondo anarchico, che aveva per fine la violenza, la strage e la sovversione sociale: obiettivi che, purtroppo, hanno potuto portare a termine.

Non possiamo tralasciare di osservare che, negli ultimi tempi, queste organizzazioni estremiste, avevano acquistato una loro operante vitalità, un maggiore spazio per agire, una serie di complicità mai prima d’ora registrate.

Già l’assassinio dell’agente di P.S. Antonio Annarumma può essere considerato, alla luce dei nuovi fatti, come una conseguenza di questo stato di cose, che proprio oggi abbiamo il dovere di ricordare alla pubblica opinione. I partiti di sinistra, e in prima fila il Partito Comunista, pur denunciando a parole le violenze di questi gruppi, tuttavia mai hanno negato la loro protezione e la loro compiacente solidarietà quando, dalle parole occorreva passare ai fatti per mettere questi gruppi nella impossibilità di agire e di nuocere.

Non si voleva rinunciare al vantaggio di sfruttare, sul piano politico, la violenza estremista di queste punte avanzate. Temendo di alienarsi particolari giochi politici, non si è saputo prevenire, con la dovuta fermezza e autorità, gli atti di violenza. Non si è voluto colpire quando il solo fatto di organizzarsi a fini di violenza, costituiva, già di per sé, un reato e quindi materia per essere perseguita dalla legge. Si credeva di cavalcare semplicemente una tigre di carta, ma essa ha fatto sentire la sua mortale unghiata di sangue.

L’«autunno caldo», poi, aveva saputo creare quel clima di generale disfacimento che rappresentava l’ambiente tattico migliore per ogni tipo di manifestazione di violenza e di criminalità da parte di ristretti gruppi di commandos miranti ad aggravare e a sovvertire ancora di più una situazione già tesa.

Purtroppo, la lezione è stata dura. E ciascuno, di fronte alle proprie responsabilità, è chiamato oggi a meditare. La forza dello Stato democratico, il rispetto della Legge, la sicurezza dei cittadini, la garanzia della libertà individuale, sono valori cui non si deve mai venir meno e su cui non si possono fare concessioni o compromessi. I partiti democratici, in questi ultimi mesi, si sono dilaniati fra loro e in loro stessi, in una sterile lotta che porta vantaggio solo a quelle forze politiche che tendono a sovvertire il sistema democratico. Saranno capaci, ora, di trarre le dovute conseguenze da tutto quello che è successo e che, qualche volta, è stato da essi stessi provocato? Lo vogliamo sperare, lo vogliamo ancora credere. I trecentomila cittadini di Milano che hanno seguito i funerali delle vittime innocenti, erano dominati da uno stesso stato d’animo: l’orrore per l’eccidio e il desiderio di giustizia.

Oggi che giustizia è fatta, vorremmo che i politici ricevessero da quella folla che manifestava uno stato d’animo diffuso in tutto il Paese, lo stimolo necessario per operare nel superiore interesse di salvaguardare la pacifica convivenza civile, nella libertà e nella democrazia. Che il barbaro eccidio di Milano rimanga sempre un monito presente in tutti gli animi, particolarmente in questi nostri giorni difficili.

 

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