1969 12 17 Messaggero – Il drammatico confronto di Paolo Matricardi

1969 12 17 Messaggero - Il drammatico confronto di Paolo Matricardi

Il drammatico confronto

di Paolo Matricardi

 

Il destino di Pietro Valpreda si è deciso in venti minuti. Tanto, infatti, è durato ieri il drammatico confronto tra il ballerino accusato come uno dei principali responsabili della strage di Milano e Cornelio Rolandi, il tassista milanese che lo accompagnò alla Banca Nazionale dell’Agricoltura poco prima dello scoppio della bomba.

Sono stati venti minuti di ansia e di tensione, decisivi, appesantiti dall’aria di mistero e dall’imponente schieramento di sicurezza predisposto dalle autorità per prevenire qualsiasi incidente. Al Palazzo di Giustizia, all’interno dello ufficio del sostituto procuratore della Repubblica che dirige l’indagine, dottor Vittorio Occorsio, il Valpreda è stato introdotto per primo dal capitano dei Carabinieri Antonio Varisco. Lo attendevano quattro persone che avevano la sua stessa statura e che fisicamente gli assomigliavano. L’indiziato è stato messo loro accanto e, successivamente è stato fatto entrare il tassista. Cornelio Rolandi ha osservato a lungo le cinque persone di fronte a lui, allineate lungo il muro. Poi, senza alcuna esitazione, ha indicato il ballerino al magistrato. A questo punto, la scena si è fatta intensamente drammatica. Pietro Valpreda, a stento trattenuto da alcuni carabinieri, ha tentato di scagliarsi contro il suo accusatore ed ha ripetutamente protestato la sua innocenza, mentre il tassista, dal canto suo, continuava ad additarlo ai funzionari, indicandolo come la persona che aveva usufruito del suo automezzo nel tragico venerdì milanese.

Terminato il confronto, tutti sono stati fatti uscire dall’ufficio del magistrato, tranne l’indiziato, che vi è rimasto ancora a lungo per essere interrogato. L’avvocato Pietro Calvi, difensore del Valpreda, è apparso visibilmente emozionato ed ha subito con stanchezza l’assedio dei giornalisti presenti.

«Non chiedetemi nulla – ha detto il legale. – Il fatto è così grave che non posso rilasciare alcuna dichiarazione senza rivelare il segreto istruttorio. Posso solo dire che c’è stata una ricognizione in mezzo ad altre quattro persone. Io finora ho fatto il mio dovere e tutto ciò che la legge mi consentiva. Ora mi riservo di accettare definitivamente l’incarico di difendere Pietro Valpreda, che è già stato mio cliente qualche tempo fa, non appena avrò esaminato le prove raccolte dal magistrato e non appena avrò parlato con lui».

A questo punto è stato chiesto all’avvocato Calvi perché il ballerino, arrestato a Milano, sia stato accompagnato a Roma insieme con il tassista. «Questo è per me ancora un mistero – ha risposto. – So che Valpreda era stato a Milano perché doveva essere interrogato in merito a un procedimento in corso a suo carico. So che risiede abitualmente a Roma e che saltuariamente si sposta nella città lombarda, dove ha la madre ed alcuni parenti».

Ancora più enigmatico è stato Cornelio Rolandi alla sua uscita dall’ufficio del procuratore Occorsio. Accompagnato dal tenente colonnello dei Carabinieri Salvano e dal comandante del reparto investigativo Brunelli, ha resistito senza scomporsi al fuoco di fila dei flashes dei fotografi ed alle domande dei giornalisti. Il tassista non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione e non ha voluto neppure dire il suo nome. Sempre seguito dai suoi accompagnatori, è salito su un’automobile e si è dileguato nel traffico intenso del Lungotevere.

Ultimo ad uscire è stato Pietro Valpreda. Erano esattamente le 23,10. Vestito di un cappotto marrone, una vistosa sciarpa al collo, si difendeva dai lampi dei fotografi coprendosi il volto con i polsi ammanettati. Fatto salire su un’auto dei Carabinieri, è stato accompagnato a Regina Coeli.

Prima di entrare nel carcere l’ex ballerino ha pronunciato quella che gli è forse sembrata una frase storica: «Mi sono illuso fino all’ultimo! – ha detto in tono tragico. – Pinelli si è ucciso, io vado in carcere! L’anarchia è definitivamente finita!». Oggi sarà nuovamente interrogato.

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