1969 12 19 Messaggero – Roma Oggi una decisione sulla proroga dei fermi.- Tredici i giovani che sono ancora trattenuti in Questura

1969 12 19 Messaggero - Roma Oggi una decisione sulla proroga dei fermi

Le indagini sugli attentati dinamitardi

Oggi una decisione sulla proroga dei fermi

Il maggiore indiziato, Pietro Valpreda, aveva un contratto per ballare all’Opera di Cagliari – L’anarchico ha ricevuto a Regina Coeli l’ordine di cattura spiccato dal magistrato – Tredici i giovani che sono ancora trattenuti in Questura 

L’indagine in corso sui tredici giovani fermati dall’ufficio politico della questura e indiziati per la strage di Milano e per i gravi attentati avvenuti lo stesso giorno nella capitale prosegue a ritmo serrato.

Ieri il capo dell’ufficio politico della questura ha reso noto che è stato operato un nuovo fermo. Nel corso della notte, infatti, un giovane che era stato ricercato invano nei giorni scorsi, è stato fermato e condotto negli uffici di via San Vitale. Il numero dei fermati, dunque, è salito a quattordici; sempre ieri, però, uno dei fermati, una donna, è stata rilasciata ed il numero, perciò, si è stabilizzato nuovamente sul tredici.

La posizione di alcuni giovani appare piuttosto grave. Questa mattina il dr. Provenza chiederà alla procura della Repubblica la proroga del fermo. Gli elementi emersi sui giovani, gli indizi che indicano in questi «contestatori» una certa colpevolezza sono tali che il capo dell’ufficio politico ritiene necessario continuare le indagini per raccogliere altre prove.

Dei fermati, otto si trovano già in carcere (un minorenne è all’«Aristide Gabelli» e una donna è trattenuta a Rebibbia), mentre cinque sono ancora nelle celle di sicurezza della questura. Per costoro, stamane, scadono le 48 ore oltre le quali la polizia deve chiedere, come abbiamo detto, al magistrato che sovrintende alle indagini, dr. Occorsio, l’autorizzazione al fermo giudiziario. Nel caso che la richiesta venisse accolta i cinque verrebbero trasferiti dalle camere di sicurezza di San Vitale nel carcere di Regina Coeli.

La questura non ha ancora reso noti i nomi dei fermati. Sono trapelate, però, nel giorni scorsi, notizie su alcuni di essi. Non è possibile, per ora, conoscere la posizione di ognuno. Alcuni potrebbero venire rilasciati al termine delle indagini, altri saranno probabilmente incriminati. Sembra che si sia aggravata la posizione di Roberto Mander, 17 anni, figlio del famoso direttore d’orchestra.

Tra i fermati vi è Emilio Borghese, 22 anni, figlio di un noto magistrato, Mario Merlino di 25 anni, laureando in legge e uno dei fondatori del gruppo XXII Marzo ed Elga Borthe, amica del Valpreda. Il Merlino, come si sa proveniva dall’organizzazione di estrema destra «Avanguardia Nazionale». Anche un’altra persona che frequentava il gruppo «XXII Marzo» e che proveniva da «Avanguardia Nazionale» è stato fermato dalla polizia romana. Si tratta di Antonio Serventi, il quale è molto noto tra gli estremisti sia di destra che di sinistra. Ha una quarantina d’anni e fino a tre anni fa aveva militato nel MSI e poi nei gruppi dissidenti neo-fascisti. Il Serventi viene indicato dai giovani che frequentano piazza di Spagna, piazza Navona e piazza Santa Maria in Trastevere, come uno stravagante bevitore che andava in giro fino a qualche tempo fa con un cobra avvolto intorno a] corpo. Fu implicato, inoltre, in una denuncia per sevizie.

Non è improbabile che nei prossimi giorni il magistrato dottor Occorsio decida di mettere a confronto il Valpreda con alcuni fermati al fine di raccogliere altri elementi utili alle indagini.

Pietro Valpreda ieri ha ricevuto in carcere la notizia che il magistrato aveva deciso di emettere contro di lui l’ordine di cattura. Si trova in una cella d’isolamento di Regina Coeli sotto stretta sorveglianza. Si teme infatti che date le sue precarie condizioni psichiche possa compiere gesti avventati. Intanto affiorano nuovi particolari sulla personalità e sulla vita dell’indiziato numero uno. Pur non essendo mai stato un ballerino di valore il Valpreda avrebbe dovuto partecipare, quale ballerino di fila, alla stagione lirica cagliaritana organizzata dall’istituzione dei concerti e del teatro lirico del capoluogo sardo. Egli era stato scritturato assieme ad altri ballerini e ballerine con un impegno contrattuale dal 30 dicembre all’11 gennaio prossimi. Avrebbe dovuto partecipare alle tre rappresentazioni della «Forza del destino» di Verdi in programma a Cagliari il 4, l’8 e l’11 gennaio. Dopo le trattative intercorse tra il Valpreda e l’ente organizzatore, l’indiziato aveva firmato il contratto per una paga giornaliera di undici mila lire e lo aveva rispedito, per le formalità, a Cagliari.

Intanto si è appreso della singolare protesta degli anarchici romani. Gli aderenti alla FAI hanno infatti annunciato di aver compiuto un passo in questura per protestare contro la definizione di anarchici data dai funzionari dell’ufficio politico agli esponenti del gruppo «XXII Marzo». «Saremo costretti – ha detto un redattore di Umanità Nova, l’organo della FAI – a ricorrere alle vie legali contro la Questura di Roma se continuerà a chiamare anarchici persone che sono state espulse dalle nostre federazioni e che sono state allontanate da tutti i nostri circoli».

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