1969 12 20 Messaggero – Sono tutti anarchici romani i cinque arrestati per gli attentati

1969 12 20 Messaggero - Sono tutti anarchici romani i 5 arrestati

Sono tutti anarchici romani i cinque arrestati per gli attentati

Mario Merlino, studente in lettere, era il fondatore del «Gruppo XXII marzo» – Emilio Bagnoli, studente d’architettura, fu denunciato in seguito agli incidenti di Valle Giulia – Roberto Gargamelli è figlio di un cassiere della Banca del Lavoro di via San Basilio dove fu compiuto uno degli attentati di Roma – Emilio Borghese, figlio di un magistrato e Roberto Mander, figlio del noto musicista, erano le reclute.

 

Chi sono i cinque giovani romani arrestati per concorso nella strage di Milano e per i due attentati al Vittoriano e alla Banca Nazionale del Lavoro? «Fra essi – ha detto il Capo dell’Ufficio politico della Questura, dott. Provenza – vi sono i preparatori e gli esecutori degli attentati compiuti a Roma nel pomeriggio di venerdì 12 dicembre». Il Capo dell’Ufficio politico ha anche affermato: «Ci sarebbero motivi per ritenere che l’operazione dei due attentati sia stata decisa e organizzata nella capitale. In ogni caso – assicura lo stesso funzionario – gli indizi raccolti sono gravi e sufficienti ».

Sono cinque studenti. Nelle loro famiglie, da ieri sera, dopo la notizia del mandato di arresto – notificato in carcere – la tragedia di sette giorni fa si è colorita di tinte più fosche: speravano, genitori e parenti, che gli interrogatori, i minuziosi accertamenti, avrebbero reso meno compromessa la posizione dei ragazzi. La madre di uno dei cinque, la signora Bagnoli, è stata colpita da un grave malore. Non riusciva a parlare. Così gli altri, padri e madri, che vedono ridotti al peggior risultato i tanti sforzi e sacrifici fatti in lunghi anni di educazione.

Mario Michele Merlino, il venticinquenne studente del quarto anno di Lettere, all’Università, può considerarsi il personaggio-chiave tra gli ultimi cinque arrestati come complici dell’ex ballerino Pietro Valpreda. Fu lui, un paio di mesi fa, a fondare il gruppo anarchico «Ventidue Marzo» nella cui sede di via Baccina si sarebbero dati convegno i terroristi. In questa sede, proprio venerdì scorso, mentre venivano compiuti i feroci attentati, c’era una conferenza. La teneva uno degli adepti, Antonio Serventi, divenuto anarchico dopo aver militato in organizzazioni di estremisti di destra. Anche il Merlino aveva abbracciato l’anarchismo dopo essere passato attraverso organizzazioni estremiste di destra e di sinistra; egli aveva militato, tra l’altro, nelle file del gruppo di «Avanguardia Nazionale». Merlino è stato già altre volte alle prese con l’ufficio politico della questura: tra l’altro venne denunciato per aver partecipato attivamente alle dimostrazioni di piazza organizzate nella nostra città in occasione della visita del presidente americano Richard Nixon.

Emilio Bagnoli, ventiquattro anni, studente del terzo anno di architettura, aveva avuto anche lui una denuncia. L’anno scorso fu incriminato dopo i drammatici fatti di Valle Giulia a marzo. Ci furono in quella occasione, come si ricorderà, cinquanta agenti di polizia feriti, al termine di scontri durissimi, con barricate e auto incendiate. Bagnoli, dunque, fu allora tra i protagonisti della violenta dimostrazione. Anche in quella occasione la madre si senatì male a sapere del figlio che si immischiava nei «fattacci» di piazza. Ora, come si è detto, la povera donna è stata presa nuovamente da malore, più grave, poiché è più grave adesso la posizione del figlio.

Roberto Gargamelli, che ha diciannove anni, si è diplomato l’anno passato ma frequenta ancora gli ambienti degli studenti, ed era in relazione con gli altri protagonisti delle «giornate calde». La sua posizione è particolarmente delicata. Suo padre è uno dei cassieri della banca di via San Basilio dove è stato compiuto l’attentato. Si sa che in questo caso la bomba fu piazzata in un corridoio sotterraneo, difficilmente raggiungibile e che comunque non poteva essere accessi al pubblico (contrariamente al locale della banca di Milano dove fu posta l’altra bomba, micidiale per quattordici vittime). Orfano di madre, Roberto Gargamelli abitava in via Paola Frassineti 11 con il padre, un fratello e una sorella. Quest’ultima è convinta della sua innocenza. Ha detto: «Mio fratello, giovedì, venerdì e sabato (dunque anche il giorno degli attentati) era a letto con l’influenza».

Il quarto è Emilio Borghese, diciottenne, alunno di un istituto tecnico. Suo padre, il dr. Sofo Borghese, è magistrato di cassazione. Si può considerare, insieme con Roberto Mander, uno recluta nell’ambiente dei nuovi anarchici.

L’ultimo dei cinque è ancora minorenne. Roberto Mander, figlio del noto musicista Francesco Mander, non ha ancora compiuto i diciotto anni. Frequentava la seconda classe del liceo classico «Giulio Cesare». Come gli altri, faceva capo al gruppo «Ventidue Marzo». Ma egli frequentava anche un altro circolo anarchico, il «Bakunin», in via del Governo Vecchio.

«Gravi e sufficienti» – come ha detto il capo dell’ufficio politico – sarebbero gli indizi raccolti a loro carico. Devono rispondere come complici del Valpreda, di associazione per delinquere, concorso in strage, detenzione e trasporto di materiale esplosivo. Tuttavia nei lunghi interrogatori non si sono confessati colpevoli. Le indagini – come riferiamo in altra parte del giornale – proseguono per individuare in particolare eventuali «mandanti e organizzatori a più alto livello» (come si è espresso il dirigente dell’ufficio politico della Questura, dottor Provenza). Intanto otto degli indiziati sono stati rilasciati, mentre viene tenuta tuttora in stato di fermo nel carcere di Rebibbia la tedesca Elga Borth: sul suo conto si attende la decisione del magistrato inquirente. Un elemento importante da accertare nelle indagini delle prossime ore, sarà quello di stabilire se anche uno dei cinque studenti arrestati sì recò a Milano il giorno dell’attentato: si tratterebbe in questo caso del principale complice del Valpreda.

Il programma del gruppo «ventidue marzo» lo abbiamo riassunto nei giorni scorsi. I nuovi anarchici affermavano tra l’altro: «La nostra matrice ideologica si rifà a Proudhon e Bakunin; è necessario però un aggiornamento per comprendere la società moderna e il nemico che bisogna combattere». Gli obiettivi principali: «Né Dio, né Stato, né servi, né padroni e per questo ci battiamo. Noi vogliamo abolire la dominazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Per il raggiungimento di questi scopi sentiamo l’esigenza di una rivoluzione che miri alla formazione nell’uomo di una coscienza individuale e collettiva che determini l’autogestione della società da parte del popolo mediante il rovesciamento di ogni forma di autorità e di potere».

L’Ufficio politico della Questura intanto ha smentito categoricamente ieri sera di aver compiuto accertamenti su un viaggio in Grecia di Mario Michele Merlino nel maggio scorso. Secondo una agenzia di stampa si trattò di un «viaggio premio» per gli esponenti di organizzazioni di estrema destra che si erano distinti nelle azioni di propaganda in favore del regime greco. Sempre in Questura è stata smentita la notizia diffusa da un giornale della sera, secondo la quale il figlio del senatore Bellisario sarebbe stato interrogato dalla polizia.

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