1969 12 21 Paese Sera – Polizia e A.G. non hanno dubbi e ora danno la caccia ai mandanti. di Franco Rossi

1969 12 21 Paese Sera - Polizia e A.G. non hanno dubbi e ora danno la caccia ai mandanti di Franco Rossi

Polizia e A.G. non hanno dubbi e ora danno la caccia ai mandanti

Gli autori materiali degli attentati sarebbero i sei giovani già arrestati: non si sa nulla però su chi li organizzò e finanziò Mandato di cattura per lievi reati contro la tedesca Elga Borth

 

Per la polizia e la magistratura romana non vi sono più dubbi: i responsabili dei sanguinosi attentati di Roma e Milano sono sei, tutti ormai in carcere, colpiti da altrettanti ordini di cattura spiccati nei giorni scorsi dal sostituto procuratore della Repubblica dottor Vittorio Occorsio. Giovedì scorso, quello contro Pietro Valpreda, venerdì sera quelli contro i cinque giovani studenti Emilio Borghese, Emilio Bagnoli, Roberto Mander, Roberto Gargamelli, e Mario Merlino.

Ieri mattina, la Procura di Roma ha spiccato il settimo ordine di cattura: il magistrato ha incriminato la diciannovenne Elga Borth, che si trovava in stato di fermo al carcere di Rebibbia, per aver rilasciato, al momento del fermo, generalità false e per violazione di alcune leggi di P.S. relative al soggiorno degli stranieri nel nostro paese. Niente che abbia a che vedere, quindi, con gli attentati. Scarcerate venerdì sera tutte le altre persone fermate in questi giorni, le indagini, per quanto attiene alla identificazione degli esecutori materiali dei crimini possono considerarsi chiuse; la polizia e il magistrato ora hanno intrapreso un altro lavoro, quello della ricerca dei mandanti, di coloro cioè che in qualche modo finanziarono e favorirono l’attività terroristica dell’ex ballerino Pietro Valpreda e degli altri.

Intanto, si sono appresi ulteriori particolari circa la formulazione dell’ordine di cattura spiccato contro Pietro Valpreda al cui carro, come abbiamo rilevato nelle nostre precedenti edizioni, sono stati legati anche gli altri cinque giovani arrestati. Identiche sono infatti le imputazioni; associazione per delinquere, concorso in stage, detenzione e trasporto di materiale esplosivo.

In particolare, scrive il giudice nell’ordine di cattura di Valpreda, questi agì in accordo con altri commettendo atti che avevano il fine di uccidere e porre in pericolo l’incolumità pubblica. Valpreda – secondo il giudice – depose materialmente la bomba all’interno della Banca nazionale dell’agricoltura, in piazza Fontana a Milano, la cui esplosione provocò la morte di 14 persone e il ferimento dì altre 80, e «curò lo scoppio di altre cariche di esplosivo – lasciando ad altri l’esecuzione materiale – all’interno della Banca nazionale del lavoro, in via S. Basilio a Roma», scoppio che provocò il ferimento di 17 persone. Gli «altri» in questione, sarebbero Mario Merlino e Roberto Gargamelli: quest’ultimo è il figlio diciannovenne del cassiere capo della stessa Banca nazionale del lavoro ove esplose l’ordigno.

Valpreda, inoltre – sempre secondo il magistrato inquirente – sarebbe responsabile di aver collocato un’altra bomba (rinvenuta prima della deflagrazione) all’interno della Banca commerciale italiana, in piazza della Scala a Milano. Infine, sotto il profilo del concorso, l’ex ballerino risulta anche indicato come responsabile dell’esplosione delle due cariche deposte a Roma, al Milite Ignoto.

Quali le prove contro Valpreda? Gli inquirenti, in merito, mantengono il più assoluto riserbo: nell’ordine di carcerazione si parla solo del riconoscimento del Valpreda da parte, del tassista milanese, Cornelio Rolandi e del fatto che l’imputato «apparteneva a un gruppo di persone aventi come programma criminoso la realizzazione di attentati contro cose e persone». Da rilevare, comunque, che il fermo di Valpreda fu tramutato in arresto giovedì scorso, 18 dicembre, e questa è la data in cui venne spiccato l’ordine di cattura nei suoi confronti. Da allora, anche se sono passati solo pochi giorni, gli inquirenti possono aver raccolto altri elementi a carico dell’ex ballerino: elementi che, in virtù del segreto istruttorio, non sono stati resi di pubblico dominio.

Ieri si è inoltre appreso che Mario Merlino ha nominato come proprio difensore di fiducia l’avv. Armentano Conte. Valpreda è difeso invece dall’avvocato Guido Calvi e dal professor Giuseppe Sotgiu; Emilio Borghese, figlio di un alto magistrato di Roma, dall’avv. Pietro D’Ovidio e Roberto Mander dal prof. Giuliano Vassalli e dall’avv. Nicola Lombardi.

 

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