1969 12 24 Messaggero – Per gli attentati istruttoria formale. Concluso l’interrogatorio degli imputati

1969 12 24 Messaggero - Per gli attentati istruttoria formale

Concluso l’interrogatorio degli imputati

Per gli attentati istruttoria formale

Sarà decisa appena il P.M. Occorsio avrà ricevuto il materiale raccolto a Milano – Ricognizione a Regina Coeli di una testimone sul Valpreda.

 

Risolto, senza che sia stato necessario l’intervento della Cassazione, il problema della competenza, quasi pronto il rapporto della polizia alla magistratura, la inchiesta giudiziaria sulla strage di Milano e sugli attentati di Roma sta per entrare nella seconda fase: il sostituto procuratore della Repubblica Vittorio Occorsio, non appena avrà in mano il dossier inviatogli dal suo collega milanese e i risultati completi delle indagini della Questura, consegnerà il fascicolo processuale (intestato «Valpreda Pietro più sei») all’ufficio istruzione, affinché si proceda con istruttoria formale. L’indagine, infatti, si presenta particolarmente complessa, ed essendoci imputati in stato di arresto l’istruttoria condotta con rito sommario non può protrarsi oltre quaranta giorni.

Il dottor Occorsio, nella giornata di lunedì, si è recato a Milano, dove ha avuto uno scambio di idee con il magistrato che fino ad ora ha diretto l’inchiesta nel capoluogo lombardo. Come già abbiamo scritto, ora tutto il materiale raccolto sarà trasmesso a Roma, poiché la stessa procura milanese ha riconosciuto che la competenza territoriale è di questa città: infatti l’ultimo atto del delitto di strage (continuato) si è consumato nella Capitale, con la esplosione di via San Basilio alla Banca Nazionale del Lavoro.

Tornato a Roma, il dottor Occorsio, si è incontrato con il procuratore capo della Repubblica, consigliere Augusto De Andreis, illustrandogli il lavoro fin qui svolto e concordando un piano per i prossimi giorni, fino alla formalizzazione dell’istruttoria. Il dott. Occorsio ha anche riferito sui risultati degli interrogatori, che ha concluso nei giorni scorsi a Regina Coeli ed all’Istituto «Gabelli» (carcere dei minorenni). Per quanto è dato di sapere, sia il ballerino Valpreda, sia i suoi presunti complici (Mario Merlino, Roberto Gargamelli, Emilio Bagnoli, Emilio Borghese, ed il minorenne Roberto Mander) hanno decisamente respinto l’accusa di aver preparato, in concorso tra loro, gli attentati dinamitardi, senza tuttavia rinnegare i loro principi anarchici e formulando violente critiche alla «marcia società» in cui viviamo.

Nell’ambito degli ultimi adempimenti in fase di istruttoria sommaria, c’è da registrare una «ricognizione» (detta anche confronto all’americana) avvenuta nel pomeriggio di ieri a Regina Coeli. Un testimone venuto da Milano (sembra si tratti di una donna, la cui identità non è stata rivelata) è stata posta dinanzi a cinque detenuti di corporatura simile, tra i quali era Pietro Valpreda. Non si conosce l’esito dello esperimento giudiziale, cui ha assistito anche il prof. Giuseppe Sotgiu, che difende il ballerino insieme con il prof. Guido Calvi: sembra tuttavia che la testimone abbia avuto qualche esitazione nell’effettuare il riconoscimento.

Altre novità in pratica non ce ne sono: resta da segnalare che l’avvocato Vinicio De Matteis ha assunto la difesa di Emilio Bagnoli, ed infine che il capo dello ufficio politico della Questura di Roma, dottor Provenza, è partito per Milano (sembra su ordine del capo della polizia, prefetto Vicari), per sovrintendere ad alcune indagini nel capoluogo lombardo. Dovrebbe rientrare a Roma tra un paio di giorni.

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