1970 04 9 Paese Sera – Forse ricostruiranno il «volo» di Pinelli. Chiesto dagli avvocati un collegio peritale. di G.M.

1970 04 9 Paese Sera - Forse ricostruiranno il volo di Pinelli di G.M.

Chiesto dagli avvocati un collegio peritale

Forse ricostruiranno il «volo» di Pinelli

Nell’istanza, presentata ieri, i legali della famiglia dell’anarchico chiedono che venga ammessa la costituzione di parte civile

di G.M.

 

Dal nostro corrispondente

Milano, 9. – Ancora una istanza dei legali dei familiari di Giuseppe Pinelli. E’ un esposto di otto cartelle dattiloscritte, consegnato ieri mattina al procuratore generale dottor Riccomagno, al procuratore capo dottor De Peppo e al sostituto procuratore dottor Caizzi. In sostanza, è un duro attacco al metodo con cui vengono condotte le indagini sulla morte di Giuseppe Pinelli.

«Di fronte all’atteggiamento assunto dal magistrato inquirente – si legge infatti all’inizio dell’esposto – siamo costretti ad esprimere le nostre vive perplessità». Perché, innanzi tutto, si chiedono i due difensori, gli avvocati Carlo Smuraglia e Domenico Contestabile, ci si ostina a non voler riconoscere la legittimità della costituzione di parte civile? Non è proprio questo il caso di aprire invece porte e finestre, ammettendo anche la «controparte» alle indagini?

Dice la Procura: non si ammette la parte civile perché il procedimento è contro ignoti; e poi, ammettendo la parte civile si finirebbe col riconoscere che ci sono sospetti di reato. Rispondono i difensori: «La verità è che i sospetti circolano ampiamente nell’opinione pubblica e sono stati abbondantemente raccolti dalla stampa quotidiana e settimanale». Ergo, ogni accorgimento formale improntato ad una ingiustificata «prudenza» è proprio fuori luogo in questo caso, che «è un caso oltremodo delicato – si legge nell’esposto – che interessa fortemente l’opinione pubblica e i cittadini di ogni orientamento politico».

Fatta questa «premessa», i difensori avanzano poi tutta una serie di istanze che rappresentano altrettante critiche al modo con cui viene condotta l’inchiesta. Affermano i due legali della vedova e della madre di Pinelli: «Abbiamo acquisito la certezza, attraverso informazioni direttamente assunte, che “nessun” suicidio si è realizzato, negli ultimi venti anni, con le caratteristiche di quello – preteso – del Pinelli». Quindi, i difensori chiedono che si nomini un collegio peritale, il quale «potrà esperire le opportune indagini anche presso l’obitorio di Milano per stabilire quali siano state le modalità dei suicidi e quali le lesioni presentate dai deceduti». Occorre poi mettere in luce, dicono ancora i difensori, la personalità bio-psichica di Giuseppe Pinelli, «giacché, secondo i neurologi, nessuno si suicida per caso». Del collegio peritale deve quindi far parte anche uno psichiatra.

Ci sono anche altri accertamenti da compiere, sostengono ancora i due legali: «Le modalità della caduta e del decesso di Pinelli», che non sono state sinora stabilite con precisione. «Non si sa – continuano infatti i due legali – se siano state misurate le distanze e valutate la parabola di caduta in rapporto alla presumibile spinta che il corpo ricevette per impulso proprio o altrui. Eppure si tratta di un dato estremamente importante per valutare l’attendibilità della ipotesi di caduta da suicidio o di quella dal così detto defenestramento».

Anche per questi accertamenti i difensori della vedova e della madre di Pinelli chiedono la nomina di un collegio peritale, il quale potrebbe finalmente procedere ad un esperimento giudiziale che non è stato sinora compiuto: costruire cioè «un manichino, della statura e del peso di Pinelli da gettare – con varie modalità di caduta e di spinta – dalla ben nota finestra, traendo poi tutti i rilevamenti del caso dalle modalità e dal luogo di caduta».

Ultima istanza: «Risulta infine – si legga sempre nell’esposto – che è stata disposta l’audizione dei testi Malagugini, Bottarelli e Cederna, che ebbero un colloquio col questore di Milano subito dopo il fatto. Se questi testi confermeranno quanto risulta dalla stampa (che cioè il questore avrebbe dichiarato che dei colloqui col Pinelli nulla era stato verbalizzato), si confida che il magistrato inquirente vorrà accertare se per caso tra gli atti risulti un verbale sottoscritto dal Pinelli; in tale ipotesi vorrà disporre perizia grafica per accertare se la sottoscrizione sia davvero del Pinelli».

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