1970 04 28 Paese Sera – Valpreda: tre quesiti per l’indagine psico-fisica

1970 04 28 Paese Sera - Valpreda tre quesiti per l'indagine psicofisica

Quali conseguenze ha avuto sull’ex ballerino il morbo di Burger?

Valpreda: tre quesiti per l’indagine psico-fisica

I difensori si oppongono («ma questa è una perizia psichiatrica!» – Il giudice, però, respinge le obiezioni – Fra 30 giorni le conclusioni dei periti

 

Tre quesiti su Pietro Valpreda. Li ha proposti ieri il giudice istruttore, dott. Cudillo, ai periti (professori Gerin, Pratesi, Antoniotti e Reda) che dovranno sottoporre l’ex-ballerino all’annunciata indagine psico-fisica sollecitata dal P.M.

I periti, convocati ieri dal giudice, dopo il giuramento di rito, hanno preso visione dei quesiti che sono i seguenti:

1) Accertare, dopo aver sottoposto a visita l’imputato Pietro Valpreda, se il medesimo era ed è tuttora affetto da morbo di Burger; 2) in caso affermativo, precisare quali conseguenze derivano da tale affezione, con particolare riferimento alla deambulazione, e ciò sia al momento dei fatti (12 dicembre 1969: giorno degli attentati a Milano e a Roma – NdR) sia allo stato attuale; 3) stabilire se tale affezione comporta deficienze fisiche di altra natura, oppure conseguenze neuro-psichiche».

Il termine assegnato ai periti per concludere l’indagine è stato fissato dal giudice in 30 giorni. Gli accertamenti medico-legali saranno effettuati nell’infermeria del carcere.

I difensori di Valpreda, professor Giuseppe Sotgiu e avvocato Guido Calvi, si sono opposti all’effettuazione dell’indagine medica definendola «tardiva e illegittima», e rilevando, altresì, che la richiesta del P.M. mirava, in sostanza, a far sottoporre l’imputato (anche se non ufficialmente) a una perizia psichiatrica.

Le argomentazioni dei difensori, però, sono state respinte dal giudice istruttore che ha ritenuto fondata la richiesta del P.M. Il dott. Occorsio, in sostanza, afferma che la perizia fu richiesta il 9 marzo, cioè non appena al suo ufficio furono restituiti gli atti, in seguito alla formalizzazione dell’istruttoria. Inoltre, in questi tempi Valpreda non ha subito alcun accertamento medico-legale. Di conseguenza, poiché dal morbo di Burger derivano conseguenze riduttive della capacità di locomozione del soggetto, e poiché risulta dagli atti che nella fase acuta della prima manifestazione Valpreda avrebbe subito un trauma violento, la perizia appare indispensabile.

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Una lettera sul processo a Valpreda

In relazione al processo svoltosi recentemente in Pretura, e nel quale Pietro Valpreda figurava imputato di avere diffuso volantini privi delle indicazioni, dell’editore e dello stampatore, alcuni degli altri accusati (Paolo De Medio, Fernando Visonà, Franco Montanari e Giovanni Ferraro) ci hanno scritto una lettera lamentando una inesattezza del resoconto. In particolare questo passo: «Naturalmente il clou del processo era costituito dall’interrogatorio di Valpreda, avvenuto dopo che alcuni degli imputati avevano indicato in lui l’ispiratore della protesta».

Dicono i firmatari della lettera che «nessuno, degli imputati ha chiamato in causa Valpreda, il cui interrogatorio è avvenuto, su richiesta del pretore, semplicemente perché coinvolto nella stessa imputazione».

Diamo atto ai quattro giovani di quanto affermano. In effetti nessuno aveva indicato l’ex-ballerino come l’«ispiratore della protesta»; tuttavia la circostanza era stata riferita al nostro cronista come avvenuta.

 

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