1970 06 7 Paese Sera – Il magistrato rifiuta di intervenire sull’accusa: “Calabresi è un assassino”. La Procura della Repubblica non ha voluto denunciare il settimanale «Lotta Continua» affermando che era «in gioco solamente l’onorabilità del dott. Calabresi»

1970 06 7 Paese Sera - Il magistrato rifiuta di intervenire sull'accusa Calabresi assassino

Dopo un esposto della squadra politica della questura milanese

II magistrato rifiuta di intervenire sull’accusa: “Calabresi è un assassino,,

La Procura della Repubblica non ha voluto denunciare il settimanale «Lotta Continua» affermando che era «in gioco solamente l’onorabilità del dott. Calabresi» Il commissario in seguito ha querelato il direttore responsabile del settimanale

di M. Sass.

 

Clamoroso: la magistratura milanese si è rifiutata di denunciare e di prendere provvedimenti contro il settimanale milanese «Lotta Continua» che aveva scritto nei suoi due ultimi numeri degli articoli a nove colonne dal titolo «Calabresi sei tu l’accusato» e «Calabresi è un assassino». In questo modo la magistratura milanese dimostra chiaramente di non credere alla «innocenza» del commissario aggiunto Luigi Calabresi, nel cui ufficio l’anarchico Giuseppe Pinelli subì un interrogatorio e poi precipitò nel vuoto.

L’interesse della Procura milanese è stato attirato sui due clamorosi articoli da un esposto della squadra politica della questura, reparto a cui appartiene il commissario Calabresi, nel quale si chiedeva l’incriminazione del direttore responsabile del periodico. La Procura della Repubblica ha esaminato il breve esposto ma lo ha archiviato immediatamente affermando che il testo degli articoli in questione e che gratificavano, come abbiamo già detto, il commissario Calabresi della qualifica di «assassino», mettevano unicamente in causa l’onorabilità del predetto dott. Calabresi.

E’ estremamente importante e qualificante questa decisione: Calabresi, all’interno della magistratura milanese, sembra trovarsi isolato. Vogliamo sperare che questo isolamento venga ulteriormente accentuato dalla decisione del giudice istruttore dott. Amati che sta esaminando il fascicolo dell’inchiesta sulla morte di Pinelli, di respingere l’archiviazione del «caso» richiesta senza alcuna motivazione e logica dal Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Caizzi, tenendo per di più presente che il PM non ha affatto sostenuto la tesi del suicidio dell’anarchico ma ha affermato che la sua morte è «stato un fatto accidentale» (!).

Calabresi, in seguito alla decisione della Magistratura si è trovato, dunque costretto a presentare una denuncia «in proprio» contro «Lotta Continua» nella persona del suo direttore responsabile Pio Baldelli.

Il procedimento è stato affidato al sostituto procuratore dott. Guicciardi, che subito dopo le elezioni emetterà i mandati di comparizione e fisserà il processo per la metà di luglio.

La difesa di Baldelli, direttore responsabile di «Lotta Continua», ha intenzione di utilizzare il processo originato dalla querela di Calabresi per tentare di fare luce su tutta la vicenda che ha portato alla mostruosa morte di Pinelli. Ma oggi dobbiamo riprendere anche un altro discorso che avevamo iniziato nei giorni scorsi e che riguardava le denunce che colpiscono, per fatti diversissimi, molti dei testimoni a difesa nei due procedimenti Pinelli-Valpreda. Il fatto nuovo di ieri, che ci costringe a ritornare su questo argomento è l’incriminazione di quattro testimoni dell’inchiesta su Pinelli, tra cui l’Ardau e Valitutti.

Gli anarchici sono stati mandati sotto processo in seguito ad una manifestazione che si svolse a Milano il 25 aprile, intitolata «Processo allo Stato», e che riguardava in particolare la morte di Pinelli. Le imputazioni sono: di aver diffuso notizie false e tendenziose e manifestazione non autorizzata.

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