1970 06 7 Paese Sera – Lo 007 Politi risponderà di «falsa testimonianza»? O mente lui o mentono tutti gli «imputati minori» e i testimoni a proposito della conferenza del Cobra

1970 06 7 Paese Sera - Lo 007 Politi risponderà di falsa testimonianza

Lo 007 Politi risponderà di «falsa testimonianza»?

O mente lui o mentono tutti gli «imputati minori» e i testimoni a proposito della conferenza del Cobra: c’era o non c’era Roberto Mander?

 

Nei prossimi giorni il magistrato che dirige l’inchiesta giudiziaria sugli attentati dello scorso dicembre dovrà prendere in esame una istanza – già preannunciata – dei due difensori del giovane Roberto Mander, prof. Giuliano Vassalli e avvocato Nicola Lombardi. Al magistrato toccherà il compito di decidere se non sono da ravvisarsi degli illeciti nel comportamento della polizia e, per essa, dell’agente della squadra politica Andrea Politi, introdotto come informatore negli ambienti dei circolo «22 Marzo».

In sostanza, i due penalisti solleciteranno la magistratura ad esprimere un parere su alcuni fatti determinatisi in questi ultimi giorni, e in primo luogo sull’incredibile ritardo con il quale è stato fornito ai giudici il nome di quell’informatore che, proprio perché agiva all’interno dell’ambiente sospettato per la strage di Milano, avrebbe potuto fornire determinati elementi sin dalle prime battute dell’inchiesta. «Andrea» – come l’agente era conosciuto al «22 Marzo» – con le sue dichiarazioni smonta per intero l’alibi fornito agli inquirenti da Roberto Mander, sostenendo che questi il giorno degli attentati non era – come lo informatore afferma – alla conferenza tenuta dal «Cobra» nei locali del circolo in via del Governo Vecchio. Questa dichiarazione dell’agente della «politica» è tuttavia in contrasto con le deposizioni rese da undici testimoni, tutti presenti alla ormai nota conferenza, i quali dicono sotto giuramento esattamente il contrario.

E’ per questo motivo che il prof. Vassalli e l’avv. Lombardi, nella loro istanza preannunciata ieri, chiederanno che venga stabilita una volta per tutte una sola verità su questa circostanza. Perché, evidentemente, preso atto delle discordanti affermazioni, o è nel falso l’agente di polizia o lo sono gli undici testimoni della difesa.

L’istanza dei legali di Mander, impostata in questi termini, tende chiaramente a spingere il magistrato a decidere o la incriminazione per falsa testimonianza di tutti i testi che confermano la presenza di Roberto Mander al circolo per il pomeriggio del 12 dicembre, o quella di Andrea Politi. Quest’ultimo – sempre in via del tutto ipotetica – potrebbe anche lui essere imputato di falsa testimonianza, oppure di omissione di atti d’ufficio in quanto, trattandosi di un pubblico ufficiale, avrebbe dovuto immediatamente informare il magistrato di ciò che sapeva circa il «22 Marzo ». Questo, molto in sintesi, lo spirito della Istanza che i due difensori di Mander presenteranno – stando a quanto è stato annunciato – la prossima settimana.

Intanto, il giudice istruttore dott. Ernesto Cudillo, dopo avere interrogato il 21 maggio scorso Emilio Borghese, ha sentito in questi ultimissimi giorni anche tutti gli altri imputati di questa vicenda (Pietro Valpreda, Emilio Bagnoli, Mario Merlino, Roberto Mander e Roberto Gargamelli), ai quali ha contestato le affermazioni recentemente fatte da «Andrea». Roberto Mander, a quanto si è potuto apprendere, ha violentemente respinto i nuovi fatti che gli sono stati contestati chiedendo al giudice di essere posto, al più presto, a confronto con Andrea Politi. Il magistrato si è riservato di decidere in merito.

Ieri mattina i due difensori di Mander hanno preannunciato l’istanza di cui si è detto in principio rilasciando una dichiarazione che riportiamo:

«Abbiamo deciso di presentare al giudice istruttore una istanza che tende a sottolineare l’assurdo atteggiamento di alcuni inquirenti della polizia, che a loro criterio orientano le indagini del magistrato, rivelandogli, e neppure spontaneamente, a distanza di mesi, circostanze o testimonianze (vere o false, per ora non interessa) che, conosciute immediatamente, avrebbero risparmiato al magistrato e agli imputati inutili e lunghe attese. Ma oltre che essere assurdo quel che avviene, è anche palesemente illecito, poiché il segreto di polizia sui confidenti (sul quale ha deciso una recente sentenza della Corte costituzionale) non si riferisce ai pubblici ufficiali – e il Politi è un pubblico ufficiale. Inoltre gli stessi pubblici ufficiali, quando non assolvono ai doveri di ufficio, quale quello di riferire al magistrato, compiono una gravissima violazione della legge.

«Nel merito – concludono i due legali – dobbiamo anche sottolineare che la testimonianza dell’ultim’ora circa l’assenza del Mander alla conferenza del “Cobra”, contrasta con quella di tutti coloro che alla conferenza parteciparono e che hanno confermato che il Mander ivi rimase sino alla fine. Dovrà essere il giudice a rispondere giuridicamente a questo contrasto».

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