1970 03 24 l’Unità – Mandati di cattura per Pietro Valpreda e gli altri cinque.

1970 03 24 Unità - Mandati di cattura per Pietro Valpreda e gli altri cinque

Spiccati dai giudice istruttore

Mandati di cattura per Pietro Valpreda e gli altri cinque

Esclusa per il ballerino l’organizzazione degli attentati – Le sue parenti, ascoltate ieri per rogatoria, come imputate, hanno confermato l’alibi milanese

 

Il giudice Cudillo the conduce l’istruttoria sugli attentati di Roma e Milano accogliendo le richieste del PM Occorsio ha trasformato gli ordini di cattura emessi contro gli arrestati in altrettanti mandati di cattura. Le accuse per Valpreda Gargamelli Merlino Bagnoli Borghese e Mander sono di concorso in strage, associazione a delinquere, detenzione di materiale esplosivo. Sono stati spiccati inoltre mandati di cattura per associazione a delinquere anche contro Ivo Della Savia ed Enrico Di Cola entrambi latitanti.

Fatto veramente singolare I mandati di cattura non sono stati notificati tanto per fare un esempio ai difensori di Valpreda, Sotgiu e Calvi, ne allo stesso imputato. Cosa davvero sconcertante specie se si tiene conto che almeno secondo notizie d’agenzia il giudice avrebbe deciso di spiccare I mandati di cattura una decina di giorni or sono.

Un’altra perplessità nasce dal fatto che il giudice non aveva l’obbligo di spiccare il mandato, dunque perché questa mossa? Forse per premere sull’opinione pubblica nel tentativo di convincere che la magistratura non ha dubbi sulla colpevolezza di Valpreda e degli altri? Comunque in sostanza il cambiamento di formula da ordine in mandato non è che un fatto formale che permette di conoscere in base a quali elementi il giudice accusa l’imputato.

Finora non si conosce il testo del mandato di cattura ma viste le accuse si può escludere che a Valpreda (come sembrava certo nei giorni scorsi) sia stato anche addossato il ruolo di organizzatore degli attentati. Sembra inoltre che non siano menzionati fatti nuovi ad esempio contro Valpreda sarebbero citate le testimonianze di Rolandi, di Macoratti, di Spanò e di quell’ufficiale il quale ha sostenuto che Valpreda era «esperto d’esplosivi» e questo perché 15 anni fa aveva frequentato un corso da pioniere nell’esercito!

Milano. 23 – Folla di giornalisti e fotoreporters stamane nel corridoio al secondo piano del palazzo di Giustizia su cui si trova l’ingresso dell’ufficio del consigliere istruttore dott. Amati. Ancora una volta sono state di scena le quattro donne di casa Valpreda contro le quali una quindicina di giorni fa il giudice istruttore romano dott. Cudillo su richiesta del PM Occorsio aveva emesso altrettanti mandati di comparizione accusandole di falsa testimonianza. I quattro mandati erano stati poi portati a Milano il 13 marzo scorso in un plico chiuso affidato al capitano dei carabinieri Varisco comandante del nucleo giudiziario del Palazzaccio di Roma che l’aveva consegnata al consigliere incaricato di interrogare per rogatoria le imputate.

Le quattro donne sono comparse alle 9,30 nel corridoio della sezione istruttoria dinanzi all’ufficio del giudice accompagnate dagli avvocati Janni, Boneschi e Mariani. La madre di Pietro Valpreda, Ele Lovati, sua figlia Maddalena, la prozia Rachele Torri e la nonna Olimpia Lovati (la quale ultima sta vivendo giorni drammatici per le gravi condizioni del marito ricoverato in ospedale) hanno affrontato I fotografi senza cercare di sottrarsi alla loro insistenza.

Sul contenuto del loro interrogatorio ovviamente non si è potuto sapere nulla. Ma la sua stessa brevità e le dichiarazioni rese sia dalle stesse imputate che dai loro legali al momento della notifica dei mandati alcuni giorni fa lasciano ampio spazio alla deduzione che tutte e quattro devono aver ribadito le loro dichiarazioni di sempre, circa la presenza a Milano di Pietro Valpreda nei giorni 12, 13 e 14 dicembre.

In quella occasione Rachele Torri aveva detto «Possono interrogarci quanto vogliono ma noi non possiamo che continuare a dire la verità; dal 13 al 14, checche ne abbiano detto questi testi romani dell’ultima ora (i testi cioè nell’ambiente teatrale frequentato a Roma da Valpreda fattesi vivi dopo due mesi n.d.r.), Pietro è rimasto a Milano!». Le singole posizioni delle quattro donne sono note da tempo, oltre a Rachele Torri (per quanto riguarda il 12 dicembre) di cui abbiamo già ricordato le parole, le dichiarazioni della madre Ele Lovati e della sorella Maddalena – come della nonna Olimpia – riguardano la presenza a Milano in casa della nonna in viale Molise 16 di Pietro Valpreda i giorni 13 e 14, testimonianze al centro da quelle «indirette»

L’avv Janni uno dei difensori della famiglia Valpreda parlando con I giornalisti ha detto da parte sua che le quattro donne «hanno in sostanza confermato tutte le dichiarazioni testimoniali rese in istruttoria». «Esse hanno poi ritenuto di avvalersi – ha continuato l’avv. Janni – della facoltà concessa agli imputati di non rispondere ad ogni altra domanda».

 

 

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