1970 04 19 Paese Sera – Valpreda davanti al pretore: assolto. L’ex ballerino, arrestato per l’attentato di Milano, era accusato, con altri 7 anarchici, di aver diffuso volantini non autorizzati.

1970 04 19 Paese Sera - Pretura assoluzione Valpreda di F.N

Valpreda davanti al pretore: assolto

L’ex ballerino, arrestato per l’attentato di Milano, era accusato, con altri 7 anarchici, di aver diffuso volantini non autorizzati. Alla lettura della sentenza un gruppo di giovani ha gridato: «Valpreda è innocente!, Valpreda libero!»; il pretore ne ha fatti arrestare tre.

di F.N.

 

La presenza di Pietro Valpreda in un’aula della pretura di Roma, dove l’ex ballerino
anarchico è comparso con altri otto giovani per rispondere di aver diffuso, nel settembre dello scorso anno, un manifestino senza i nomi dell’editore e del tipografo, è servita di pretesto ad alcuni suoi compagni di fede per inscenare un’indecorosa manifestazione che si è conclusa con tre arresti per resistenza alla forza pubblica e oltraggio a magistrato.

E’ accaduto al termine del processo. Il pretore dott. Luciano Infelisi, della quinta sezione penate, aveva appena letto la sentenza (assoluzione con formula dubitativa per tutti gli imputati), quando dal settore del pubblico alcuni giovani, evidentemente in attesa di questo momento, alzando il braccio destro con il pugno chiuso, hanno cominciato a gridare: «Fuori Valpreda! Fuori Valpreda!». Mentre i carabinieri di servizio cercavano di individuare i disturbatori, uno dei manifestanti ha aggiunto: «Basta con queste buffonate!» ed ha cercato di raggiungere rapidamente l’uscita, inseguito dal capitano Antonio Varisco, che è riuscito a bloccarlo dopo averlo rincorso per una ventina di metri.

Ma la manifestazione non era finita: i dimostranti, infatti, continuando a gridare, cominciavano a battere con i pugni sulla porta di ferro dell’aula, che nel frattempo era stata chiusa. Un usciere giudiziario veniva stretto contro il muro e riportava una leggera ferita al polso sinistro. Carabinieri e agenti dovevano faticare non poco per disperdere i manifestanti, tre dei quali, come si è detto, venivano tratti in arresto. Si tratta di Raniero Coari, accusato di resistenza e oltraggio a magistrato, di Cosimo Corania e Angelo Fascetta, denunciati entrambi per resistenza.

Fascetti è il giovane che l’11 dicembre dello scorso anno, cioè il giorno prima degli attentati, si incontrò a Roma con Pietro Valpreda, che era in partenza per Milano. L’arresto del Coari, studente di scienze biologiche ed iscritto alla federazione anarchica giovanile italiana, invece è stato ordinato dallo stesso pretore, dopo che il giovane aveva gridato: «Basta con queste buffonate!». Del provvedimento, il dott. Infelisi ha dato atto nel verbale di udienza, dove ha precisato anche di aver diffidato i giovani presenti in aula dal persistere nel loro atteggiamento irriguardoso. Alcuni avvocati hanno chiesto al magistrato di giudicare Coari per direttissima, in modo da consentirgli di tornare in libertà, ma il pretore è stato di diverso avviso ed ha continuato la udienza, affrontando altri processi.

Pietro Valpreda, ritenuto dalla accusa il responsabile della strage di Milano, che provocò sedici morti e il ferimento di ottanta persone, si è presentato in aula in completo grigio, con una maglietta celeste a collo alto, apparentemente abbastanza sicuro di sé.

Interrogato dal pretore, l’ex ballerino si è protestato innocente. L’accusa, come si è detto, era quella di aver diffuso un manifestino senza i nomi dell’editore e dello stampatore (in violazione dell’articolo 16 della legge 8 febbraio 1948, n. 47), per protestare contro l’arresto di alcuni anarchici a Milano.

Ma ecco le battute salienti dell’interrogatorio:

Pretore: Fu lei a far pubblicare i manifestini

Valpreda: Noi facemmo vedere i cartelli di prova alla polizia. Credo che li abbia visti anche un giudice, che ci permise di dar vita alla manifestazione.

Pretore: Io volevo sapere se i manifestini li ha fatti stampare lei.

Valpreda: No. Io agivo come partecipante al digiuno di protesta davanti a palazzo di giustizia stavo davanti a palazzo di giustizia, a piazza Cavour, e non mi sono allontanato giorno e notte dal luogo della manifestazione. Lo sciopero della fame è durato sette giorni.

Pretore: Ma sa chi ha pubblicato i manifestini

Valpreda: Non so perché dovrei
rispondere io e indicare chi ha
pubblicato i volantini. Lo chieda
agli altri imputati.

Gli altri imputati erano Paolo De Medio, Fernando Visona, Maurizio Di Mario, Rossella Palaggi, Leonardo Claps, Giorgio Spano, Franco Montanari e Giovanni Ferraro, tutti giovani sui venti anni.

Dopo la breve requisitoria del pubblico ministero, che ha concluso chiedendo la condanna ad un mese di arresto per tutti gli accusati, e le arringhe dei difensori, il pretore ha emesso la sentenza di assoluzione per insufficienza di prove. A questo punto gli anarchici presenti hanno cominciato a gridare, provocando i disordini che hanno portato all’arresto di tre giovani.

 

 

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