1970 04 23 Messaggero – Attentato dinamitardo. Depositati i verbali relativi alle perquisizioni compiute nelle abitazioni di tre imputati.

1970 04 23 Messaggero - attentato dinamitardo

Attentato dinamitardo

 

Il giudice istruttore Ernesto Cudillo, che dirige l’inchiesta giudiziaria sugli attentati compiuti a Milano e Roma nel dicembre dello scorso anno, ha depositato in cancelleria i verbali relativi alle perquisizioni compiute nelle abitazioni di tre imputati: Enrico Di Cola, Mario Merlino e Roberto Garbameli.

Gli accertamenti domiciliari, furono compiuti il 9 aprile scorso e solamente in casa di Enrico Di Cola, il quale è latitante fin dai primi giorni dell’inchiesta, fu compiuto un sequestro. Si tratta di un quaderno dalla copertina verde sulla quale è scritto «Quaderno di musica di Enrico Di Cola ». Su uno dei primi fogli è scritto «Le basi NATO in Italia… De Lorenzo». Poi, su otto fogli, sono state trascritte alcune poesie.

Prima che nella abitazione di Enrico Di Cola, gli investigatori -il commissario di pubblica sicurezza Umberto Improta, un sottufficiale e due agenti – si recarono in casa di Mario Merlino, il quale, come è noto, è in carcere perché accusato di concorso in strage e altri reati. Nell’appartamento di via Liberiana 9, gli agenti furono ricevuti dal padre del giovane anarchico, Aldo Merlino. Nel corso delle ricerche non fu trovato nulla di sospetto.

Dall’abitazione di Merlino gli inquirenti passarono in via Pescara, nell’abitazione del Di Cola, dove alla perquisizione fu presente la zia del giovane, Anna Maria Tumino.

Nella casa di Roberto Gargamelli, che è figlio di un funzionario della Banca Nazionale del Lavoro, in cui fu compiuto uno degli attentati, gli investigatori si recarono l’11 aprile, ma anche qui non trovarono nulla di compromettente.

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