1970 09 14 Paese Sera – Entro il mese le conclusioni del PM Occorsio

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La strage di Milano

Entro il mese le conclusioni del PM Occorsio

Il giudice Cudillo dovrà quindi redigere la sentenza istruttoria contro Valpreda e gli altri arrestati

 

Il fascicolo contenente gli atti istruttori dell’inchiesta svolta dalla magistratura sugli attentati compiuti a Milano e Roma nel dicembre dello scorso anno sarà probabilmente restituita dal pubblico ministero Vittorio Occorsio (il quale sta redigendo la requisitoria scritta) al giudice istruttore Ernesto Cudillo entro la fine del mese in corso. Immediatamente il magistrato, che ha diretto l’istruttoria formale, provvederà a redigere la sentenza istruttoria

Prima di inviare nei giorni scorsi il fascicolo al dottor Vittorio Occorsio, il giudice istruttore, accogliendo le istanze di alcuni difensori di imputati minori, ha fatto svolgere, soprattutto a Milano, altre indagini per controllare nuove circostanze e «suggerimenti» a proposito di responsabilità attribuibili secondo alcuni difensori, ad elementi filogreci, legati al governo dei colonnelli. Gli accertamenti fatti, comunque, non avrebbero mutato la posizione processuale di Pietro Valpreda, Roberto Mander, (che – come è noto – sta facendo lo sciopero della fame nel carcere minorile di Forlì), Roberto Gargamelli, Mario Merlino, Emilio Borghese ed Emilio Bagnoli. I sei sono accusati – ricordiamo – di associazione per delinquere, strage aggravata, detenzione, trasporto ed uso di materiale esplosivo.

Gli accertamenti nei giorni scorsi sono stati svolti in particolare, per richiesta dell’avvocato Eduardo Di Giovanni, difensore di Angelo Fascetti, il quale è stato incriminato in tempi recenti. Tra l’altro, la polizia milanese, per ordine del Magistrato, ha compiuto una perquisizione in un negozio di ferramenta e casalinghi appartenente all’oriundo greco Enrico Karanastassis. Gli accertamenti, che non hanno avuto esito positivo, sono stati svolti dal commissario Luigi Calabresi, della questura di Milano, e da una squadra di sottufficiali, nella sede del negozio, a Rozzano (Milano). In particolare, gli agenti dovevano stabilire se nella rivendita «si trovassero materiali eventualmente idonei alla fabbricazione di ordigni esplosivi», nonché cassette di sicurezza metalliche tipo «ditta ing. Parma». Di queste ultime ne sono state trovate tre, di differente misura. Ma Karanastassis sarebbe riuscito a dimostrarne il legittimo possesso, consegnando agli inquirenti la copia della bolletta d’acquisto. Gli agenti hanno anche trovato nel negozio un contaminuti «veglia modello 151» differente, comunque da quelli che furono usati per confezionare i mortali ordigni scoppiati il 12 dicembre dello scorso anno.

Tutto il materiale, insieme con alcune pallottole ed una pistola sequestrate nell’abitazione di Karanastassis, è stato messo a disposizione del magistrato inquirente. Le indagini – secondo quanto si è appreso – avrebbero comunque escluso ogni responsabilità del commerciante.

 

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