1970 11 13 Paese Sera – Pinelli fu «ospite» della questura per tre giorni. di G.M

1970 11 13 Paese Sera - Pinelli fu ospite della questura per tre giorni di G.M B

Il processo contro «Lotta continua»

Pinelli fu «ospite» della questura per tre giorni

di G. M.

 

Milano 13. – A che titolo Giuseppe Pinelli venne invitato in questura la sera del 12 dicembre, subito dopo l’attentato di piazza Fontana? Era un sospettato? Era un fermato? No, nessun fermo, ha detto, in una delle passate udienze del processo contro «Lotta Continua», il dott. Allegra, capo dell’ufficio politico della questura.

Pinelli non era un fermato, era soltanto un «ospite». La richiesta di fermo venne infatti inoltrata alla procura della Repubblica la sera del 15, poche ore prima che il «Pino» morisse. La polizia era venuta a sapere di un viaggio di Pinelli a Roma, nell’agosto, e voleva approfondire questa circostanza. Di qui, la richiesta di fermo.

Questa la precisazione del dott. Allegra. Un «ospite», dunque, un «testimone». Un «ospite» che, però, una volta in questura, è costretto a trascorrere tutta una notte in bianco, al quarto piano, negli uffici della politica, e che la sera successiva viene rinchiuso in camera di sicurezza.

Come si concilia quindi la sua qualità di «testimone» con questo trattamento? Non un «ospite» era dunque Giuseppe Pinelli, ma un cittadino privato nella sua libertà. E la richiesta di fermo? Perché non venne inoltrata alla Procura come vuole la legge. E perché poi venne inoltrata quando ormai erano abbondantemente passate le 24 ore dal fermo effettivo?

Queste le obiezioni che avanzerà la difesa di Pio Baldelli dopo aver appurato, nell’udienza di ieri, che Giuseppe Pinelli non era stato certo trattato come «ospite», come sostiene il dott. Allegra, ma come un «fermato». La circostanza è emersa dalla «lettura» del registro su cui, in questura, vengono scritti i nomi delle persone che sono rinchiuse nelle camere di sicurezza.

Questo quanto si legge accanto al nome di Giuseppe Pinelli: fermato il 13 dicembre, alle 23,30, posto in libertà alle ore 12 del 17 dicembre. Ora, a parte quel «posto in libertà» la dizione è chiara: Pinelli era un «fermato» ancor prima che venisse inoltrata alla Procura la richiesta di fermo.

Nell’udienza di ieri si è conclusa la lunga sfilata dei testi-poliziotti. Novità? Nessuna, anche perché le testimonianze erano decisamente marginali.

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