1970 11 16 Messaggero – Sulla strage di Milano «memorie» della difesa. Prossima la sentenza di rinvio a giudizio

1970 11 16 Messaggero - Sulla strage di Milano memorie della difesa

Prossima la sentenza di rinvio a giudizio

Sulla strage di Milano «memorie» della difesa

Riguardano gli imputati Merlino, Gargamelli e Bagnoli – Le indagini criticate

 

Scadono oggi i termini, fissati dal giudice istruttore Ernesto Cudillo per la presentazione di memorie difensive da allegare alla inchiesta sulla strage di Milano e sugli attentati di Roma. I difensori di Pietro Valpreda, professor Sotgiu e avvocato Guido Calvi, non hanno ritenuto opportuno depositare alcuna «memoria». Lo hanno invece fatto i difensori di Mario Merlino, Roberto Gargamelli ed Emilio Bagnoli. I primi due, secondo quanto ha chiesto il pubblico ministero Vittorio Occorsio nella sua requisitoria scritta, dovrebbero essere rinviati a giudizio per concorso in strage ed altri reati «minori»; Bagnoli, invece, dovrebbe rispondere solo di associazione per delinquere.

Nella «memoria» in difesa di Mario Merlino, gli avvocati Lo Masto ed Armentano contestano il ruolo di «organizzatore» delle imprese criminose, attribuito al loro assistito dal pubblico ministero: ammesso anche che egli fosse un elemento «di destra», infiltrato in un circolo anarchico (quindi di tendenze politiche opposte), ciò non consente alcun aggancio logico ed obiettivo con la sua pretesa attività di preparazione degli attentati.

I difensori di Mario Merlino sostengono pure che le indagini, lacunose, ed incomplete, si sono svolte in senso unidirezionale: in particolare, essi sostengono che gli inquirenti non hanno sufficientemente approfondito la testimonianza di un capellone tedesco, un certo Lemke, che il 12 dicembre 1969 dormiva in una delle grotte sotto il Campidoglio. Svegliato dalle esplosioni all’Altare della Patria, raccontò alla polizia, vide fuggire tre giovani siciliani che egli conosceva. I difensori lamentano pure che il pubblico ministero non abbia tenuto in alcun conto i risultati delle perizie balistiche sui frammenti di ordigno rinvenuti sui luoghi degli attentati (da tali perizie dovrebbe risultare la diversa paternità della esplosione di Milano e di quelle di Roma); ugualmente censurano la distruzione della bomba trovata inesplosa alla Banca Commerciale di Milano; ancora, gli avvocati Lo Masto ed Armentano si dolgono del fatto che non siano state eseguite approfondite indagini sugli acquirenti dei contenitori delle bombe.

Per quanto riguarda Emilio Bagnoli, i difensori hanno sollecitato il suo proscioglimento con
formula piena dall’unica accusa
rimasta: quella di associazione per
delinquere.

Con la presentazione delle memorie difensive, l’istruttoria è completa: ora manca solo che il giudice Cudillo prepari la sentenza di rinvio a giudizio. Dopodiché il processo contro Valpreda e gli altri sarà fissato in Corte d’assise.

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