1970 04 17 Unità – «Sevizie per i fermati del 25 aprile: Così anche Pinelli?». Gravissima denuncia dell’«Espresso» che pone un altro inquietante interrogativo

1970 04 17 Unità p7 Sevizie per i fermati del 25 aprile Così anche Pinelli

Gravissima denuncia dell’«Espresso» che pone un altro inquietante interrogativo

«Sevizie per i fermati del 25 aprile: Così anche Pinelli?»

Secondo il settimanale un giovane avrebbe deposto dinanzi al giudice affermando di essere stato colpito con schiaffi, pugni, colpi alla nuca in questura – «Le botte gli venivano assestate dagli stessi agenti che erano vicini a Pinelli» – Gli atti dell’inchiesta «in visione» alla Procura generale.

 

Che cosa è successo realmente in quella stanza all’ultimo piano della questura milanese dove veniva interrogato Pinelli? I dubbi, i sospetti sono sempre più forti. L’ipotesi del suicidio (senza peraltro una qualsiasi spiegazione sia pure di stretta natura psicologica) non chiariscono certo tutti i punti oscuri che si sono accumulati in questi mesi. Ora anche l’Espresso avanza nuovi inquietanti interrogativi. In un lungo articolo a firma di Camilla Cederna vengono elencati tutti quei particolari avanzati soprattutto dal nostro giornale e dall’Avanti!, che non si conciliano con la versione ufficiale fino a giungere alla dichiarazione di Pasquale Valitutti, un anarchico fermato insieme a Pinelli, il quale come noto ha raccontato di aver sentito rumori come di rissa e di aver subito pensato che stessero picchiando Pinelli.

«Possibile che Pinelli non sia morto per suicidio ma in tutt’altra maniera? Possibile – afferma il settimanale –. Pare noto infatti da tempo che anche gli anarchici arrestati per i fatti del 25 aprile siano stati sottoposti a trattamenti estremamente duri. Uno di loro, in particolare, nella sua deposizione al giudice Amati avrebbe dichiarato d’aver firmato dei verbali completamente falsi in seguito alle sevizie subite in questura e che le cose sarebbero invece andate altrimenti, tre giorni di interrogatori continui senza mai dormire e sempre in piedi».

«Violenze continue e minacce – prosegue l’Espresso – schiaffi, colpi alla nuca, pugni e poi tirati decisamente i capelli, torti i nervi del collo. Il tutto – continua la dichiarazione in interrogatorio – peggiorato dal fatto che lo picchiavano all’improvviso e al buio. Minacce di decine di anni di galera gli venivano fatte dal commissario mentre le botte gli venivano assestate dagli agenti Mucilli e Panessa, i due che nelle ultime sue ore di vita sono sempre stati vicini a Pino Pinelli».

La gravità delle affermazioni della rivista sia in senso assoluto che in rapporto alla morte dell’anarchico non ha bisogno di commenti. Caso mai c’è da dire che finora nessuno ha ritenuto di smentire che esista fra gli atti di cui è in possesso il giudice Amati una simile dichiarazione. Fino a quando però poliziotti, magistrati e governo potranno rifugiarsi nel silenzio dinanzi all’incalzare di accuse e di domande? Fino a quando si risponderà col silenzio ad affermazioni del tipo «non si può più sostenere il suicidio» «Pinelli è stato ucciso con un colpo di karatè?» o fino all’ultima dell’Espresso che in parole povere vuol dire «Pinelli è stato seviziato»? E’ evidente che ormai dovrebbero esistere parecchie preoccupazioni delle «autorità» di fronte all’opinione pubblica che dimostra di non voler affatto accettare passivamente la tesi del suicidio. Forse in questo quadro è da inserire l’iniziativa della Procura Generale che ha assunto informazioni sull’istruttoria Pinelli condotta come è noto dalla procura della Repubblica. Risulta infatti che su richiesta del procuratore generale dottor Riccomagno, il sostituto procuratore generale dottor Crespi ha compiuto un esame del procedimento. Ciò non significa però che la procura generale abbia avocato a sé le indagini.

L’iniziativa probabilmente è stata anche provocata dalla recente istanza che i patroni della famiglia Pinelli professor Smuraglia e avvocato Contestabile, hanno indirizzato al sostituto procuratore della repubblica dottor Caizzi che conduce la istruttoria ma di cui è stata inviata copia anche al procuratore generale.

Come è noto, nella istanza i legali rinnovavano la richiesta di essere ammessi come parte civile nel procedimento e sollecitavano nuovi e più approfonditi accertamenti.

Resta ora da vedere se lo esame della procura generale sortirà qualche effetto e di qual genere, ma è comunque significativo che sia stato compiuto. La preoccupazione e l’allarme dell’opinione pubblica cominciano quindi ad avere un’eco anche dietro le solide pareti del palazzo o si è trattato di una pura formalità? Lo si dovrebbe sapere nei prossimi giorni.

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Una Risposta to “1970 04 17 Unità – «Sevizie per i fermati del 25 aprile: Così anche Pinelli?». Gravissima denuncia dell’«Espresso» che pone un altro inquietante interrogativo”

  1. Vinicio Frausin Says:

    También se sufrieron abusos de las fuerzas militares en Colombia con la toma del palacio de justicia por el M 19, en Noviembre de 1985.

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