1970 01 12 Stampa Sera – I verbali degli interrogatori esaminati dai difensori. Inoltre, da domani, i patroni potranno parlare per la prima volta con gli arrestati. di Guido Guidi

1970 01 12  Stampa Sera - I verbali degli interrogatori esaminati dai difensori

I verbali degli interrogatori esaminati dai difensori

Inoltre, da domani, i patroni potranno parlare per la prima volta con gli arrestati – Giudice istruttore e Pubblico Ministero si trasferiscono da Roma a Milano.

di Guido Guidi

 

Da oggi i diversi fascicoli nei quali sono raccolte le indagini sinora compiute per gli attentati dinamitardi di Milano e di Roma sono a disposizione degli avvocati difensori. Fascicoli molto scarni, perché ciascuno dei legali avrà diritto di leggere soltanto gli interrogatori del proprio cliente e non quelli degli altri imputati.

Inoltre, tutti avranno la possibilità di prendere in esame i risultati ai quali sono giunti i periti balistici dopo aver indagato sui frammenti delle bombe esplose in quel tragico pomeriggio del 12 dicembre. Entro domani sarà anche consentito loro di incontrarsi per la prima volta in carcere con i sei arrestati. Non verranno depositati, invece, gli interrogatori di tutti coloro che sinora sono stati ascoltati dai magistrati come testimoni.

Che cosa hanno detto Pietro Valpreda, Mario Merlino, Roberto Gargamelli, Emilio Bagnoli, Roberto Mander ed Emilio Borghese? Il primo ha respinto ogni accusa sostenendo di essersi recato a Milano il giorno in cui furono compiuti gli attentati soltanto perché l’indomani avrebbe dovuto presentarsi al magistrato per un’indagine su altri episodi avvenuti in precedenza a Milano. A sua difesa ha aggiunto che quel pomeriggio era a letto in casa della zia con una forte febbre.

Gli altri, più o meno, hanno negato di avere una qualsiasi responsabilità negli attentati, ma – sembra – talune loro ammissioni, seppure parziali, avrebbero finito per comprometterli tutti, almeno secondo l’accusa.

Il primo a cedere sarebbe stato Emilio Borghese, figlio di un consigliere di Cassazione, il quale avrebbe dichiarato di aver ascoltato un colloquio fra Valpreda e Roberto Mander a proposito di un attentato da compiere.

Roberto Mander, figlio di un musicista, pur negando di aver avuto un colloquio del genere con Valpreda, avrebbe ammesso di sapere che Borghese aveva parlato con l’ex ballerino di esplosivi e di attentati. E gli altri tre imputati – Merlino, Gargamelli e Bagnoli – si sarebbero lasciati andare a confidenze, dalle quali il pubblico ministero dott. Occorsio prima e il giudice istruttore dottor Cudillo poi hanno tratto il convincimento di essere sulla traccia buona per arrivare ai responsabili. «Qualcuno di loro – si è detto negli ambienti giudiziari – forse potrebbe anche essere estraneo materialmente all’esplosione delle bombe, ma non vi sono dubbi che dai cinque racconti si deduce che tutti sono responsabili di associazione per delinquere».

Così la prima fase delle indagini è conclusa. Da oggi ha inizio la seconda e più importante. Il giudice istruttore e il pubblico ministero si trasferiscono a Milano – arrivano alle 9,30 – e qui debbono compiere talune indagini, interrogando i sopravvissuti alla strage e qualche testimone. Non sembra che per il momento abbiano intenzione di procedere al sopralluogo alla Banca dell’Agricoltura e alla Banca Commerciale; infatti, non hanno avvertito i difensori come altrimenti avrebbero dovuto fare.

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