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FAI 8 maggio 2009 Piazza Fontana. I morti non sono tutti uguali. Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI

9 novembre 2011

Se abbiamo una certezza nella tragica vicenda della strage di Piazza Fontana di quarant’anni fa è che essa fu concepita, organizzata e attuata dallo Stato italiano, dai suoi servizi segreti e dalla manovalanza fascista. Decenni di processi farsa, di menzogne spudorate, di persecuzioni di innocenti non sono riusciti ad occultare una verità ormai acquisita dal popolo italiano più consapevole, una verità che nessun regime riuscirà mai ad occultare, anche in tempi come i nostri caratterizzati da rigurgiti fascisti, da istanze golpiste più o meno mascherate e da un razzismo crescente che rimanda al periodo più buio del regime mussoliniano.

L’iniziativa del Presidente della Repubblica di celebrare la data del 9 Maggio come giornata dedicata alla memoria di tutte le vittime del terrorismo e delle stragi, sintetizzata dalla presenza al Quirinale delle vedove del commissario Calabresi e del compagno Pinelli, sembra alla Federazione Anarchica Italiana e – riteniamo – a tutti gli anarchici di lingua italiana, iniziativa grave, ambigua e gratuitamente autoassolutoria per lo Stato e le sue istituzioni, anche se in qualche modo e per la prima volta si adombra, ufficialmente, la mano omicida dietro la defenestrazione del compagno Pinelli.

Non vi è dubbio, infatti, che nella strage di Piazza Fontana e in tutte le altre stragi che insanguinarono dopo di essa la Penisola, vi furono vittime e carnefici: delle vittime rimangono le lapidi e il ricordo straziante dei sopravvissuti; dei carnefici si sono perse le tracce, soprattutto per la complicità degli organi giudiziari e repressivi dello Stato. In questa situazione nella quale grande assente è la verità dei fatti, che dovrebbe essere ratificata in modo chiaro e inoppugnabile con l’individuazione e la condanna degli assassini e dei loro mandanti e con la scelta di campo non generica né consolatoria delle istituzioni, ci sembra francamente improponibile il richiamo a una riconciliazione che premierebbe ancora una volta i carnefici e lascerebbe non pacificata la memoria delle vittime.

La Commissione di Corrispondenza della FAI, nel rispetto dovuto al dolore individuale di chi in quegli anni terribili ha perduto un congiunto o una persona cara, intende decisamente dissociarsi da ogni tentativo di seppellire con celebrazioni di facciata un periodo storico cruciale per le sorti del Paese e ancora tutto da rivisitare in termini di verità.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI

Palermo, 08/05/2009

cdc@federazioneanarchica.org

http://www.federazioneanarchica.org

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Umanità Nova n12 2 aprile 2006 Milano: le provocazioni del vandalo Albertini La storia non si riscrive di Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI

1 ottobre 2011

Dopo l’incursione ad opera dei “vandali” comandati dal sindaco di Milano Albertini, è stata ricollocata la lapide originale dedicata a Giuseppe Pinelli nell’ambito di un presidio al quale hanno partecipato centinaia e centinaia di persone.

Era necessario ristabilire la verità storica: l’assassinio di Pinelli è strettamente legato alla strage di Stato del 12 dicembre 1969 e alle altre che seguirono con l’obiettivo reazionario di piegare il movimento dei lavoratori e di riaffermare un assetto di potere sempre più autoritario.

Perseguire gli anarchici e coprire la pista dei nazi-fascisti e dei servizi segreti, non fu un “tragico incidente” bensì una precisa volontà politica di cui il commissario Calabresi, il questore Guida (già direttore del confino politico di Ventotene durante il ventennio fascista) e la magistratura furono espressione, esecutori ossequiosi di ordini che venivano dal ministro dell’interno e dal governo in carica.

Di questa volontà politica il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli fu una vittima: invitato per informazioni in questura, trattenuto illegalmente e torchiato per tre giorni e tre notti, venne scaraventato da una finestra del quarto piano.

Il tentativo mistificatorio della sostituzione della lapide dedicata a Pinelli è avvenuto a distanza di una settimana dalla lugubre parata fascista di Fiamma Tricolore.

Sicuramente tutto ciò fa parte di una precisa strategia in una campagna elettorale in cui ogni arma è buona; infatti la partita che si gioca a Milano e in Lombardia è una partita importante: quando sono in discussione investimenti grandiosi, quando si disegnano progetti faraonici, quando si vuole ridisegnare il territorio, crescono gli appetiti e crescono i conflitti tra chi si vuole spartire la torta.

E si sviluppa così anche la volontà di creare artificiosamente un clima di violenza nel tentativo di riproporre all’opinione pubblica la tesi degli opposti estremismi pur di raccattare un pugno di voti da usare contro i lavoratori.

Bisogna rispedire al mittente ogni provocazione.

È necessario tenere alta la vigilanza in un momento in cui la classe politica di questo paese si esprime ogni giorno attraverso il terrorismo mediatico, la paranoia securitaria, la criminalizzazione del dissenso sociale e politico in un crescendo di segnali inquietanti che rimandano direttamente a un rinnovato impiego della strategia della tensione.

Di fronte ad ogni provocazione la nostra risposta non sarà emotiva, ma saprà ritorcere contro gli autori tutto il nostro disprezzo per il potere, la sua violenza e la sua arroganza, attraverso le lotte per la liberazione sociale, l’autogestione della società, la libertà e l’uguaglianza fra tutte e tutti.

25 marzo 2006

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI

http://www.federazioneanarchica.org