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1970 04 28 Paese Sera – Valpreda: tre quesiti per l’indagine psico-fisica

31 ottobre 2015

1970 04 28 Paese Sera - Valpreda tre quesiti per l'indagine psicofisica

Quali conseguenze ha avuto sull’ex ballerino il morbo di Burger?

Valpreda: tre quesiti per l’indagine psico-fisica

I difensori si oppongono («ma questa è una perizia psichiatrica!» – Il giudice, però, respinge le obiezioni – Fra 30 giorni le conclusioni dei periti

 

Tre quesiti su Pietro Valpreda. Li ha proposti ieri il giudice istruttore, dott. Cudillo, ai periti (professori Gerin, Pratesi, Antoniotti e Reda) che dovranno sottoporre l’ex-ballerino all’annunciata indagine psico-fisica sollecitata dal P.M.

I periti, convocati ieri dal giudice, dopo il giuramento di rito, hanno preso visione dei quesiti che sono i seguenti:

1) Accertare, dopo aver sottoposto a visita l’imputato Pietro Valpreda, se il medesimo era ed è tuttora affetto da morbo di Burger; 2) in caso affermativo, precisare quali conseguenze derivano da tale affezione, con particolare riferimento alla deambulazione, e ciò sia al momento dei fatti (12 dicembre 1969: giorno degli attentati a Milano e a Roma – NdR) sia allo stato attuale; 3) stabilire se tale affezione comporta deficienze fisiche di altra natura, oppure conseguenze neuro-psichiche».

Il termine assegnato ai periti per concludere l’indagine è stato fissato dal giudice in 30 giorni. Gli accertamenti medico-legali saranno effettuati nell’infermeria del carcere.

I difensori di Valpreda, professor Giuseppe Sotgiu e avvocato Guido Calvi, si sono opposti all’effettuazione dell’indagine medica definendola «tardiva e illegittima», e rilevando, altresì, che la richiesta del P.M. mirava, in sostanza, a far sottoporre l’imputato (anche se non ufficialmente) a una perizia psichiatrica.

Le argomentazioni dei difensori, però, sono state respinte dal giudice istruttore che ha ritenuto fondata la richiesta del P.M. Il dott. Occorsio, in sostanza, afferma che la perizia fu richiesta il 9 marzo, cioè non appena al suo ufficio furono restituiti gli atti, in seguito alla formalizzazione dell’istruttoria. Inoltre, in questi tempi Valpreda non ha subito alcun accertamento medico-legale. Di conseguenza, poiché dal morbo di Burger derivano conseguenze riduttive della capacità di locomozione del soggetto, e poiché risulta dagli atti che nella fase acuta della prima manifestazione Valpreda avrebbe subito un trauma violento, la perizia appare indispensabile.

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Una lettera sul processo a Valpreda

In relazione al processo svoltosi recentemente in Pretura, e nel quale Pietro Valpreda figurava imputato di avere diffuso volantini privi delle indicazioni, dell’editore e dello stampatore, alcuni degli altri accusati (Paolo De Medio, Fernando Visonà, Franco Montanari e Giovanni Ferraro) ci hanno scritto una lettera lamentando una inesattezza del resoconto. In particolare questo passo: «Naturalmente il clou del processo era costituito dall’interrogatorio di Valpreda, avvenuto dopo che alcuni degli imputati avevano indicato in lui l’ispiratore della protesta».

Dicono i firmatari della lettera che «nessuno, degli imputati ha chiamato in causa Valpreda, il cui interrogatorio è avvenuto, su richiesta del pretore, semplicemente perché coinvolto nella stessa imputazione».

Diamo atto ai quattro giovani di quanto affermano. In effetti nessuno aveva indicato l’ex-ballerino come l’«ispiratore della protesta»; tuttavia la circostanza era stata riferita al nostro cronista come avvenuta.

 

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27 agosto 1970 SID su presunto progetto rapimento diplomatico straniero e campeggio anarchico internazionale (Roberto Giuliani e Fefè Montanari)

27 aprile 2013

Velina al cianuro del SID su attività anarchiche e presunto progetto per il rapimento di diplomatici stranieri. Lo spione di turno segnala la presenza di alcuni anarchici italiani al campeggio internazionale anarchico a Colle Della Jalerestre (Lozère). Tra di essi vi sono i compagni Franco “Fefè” Montanari e Roberto “Cristus” Giuliani. Quale sia l’eventuale collegamento tra i due avvenimenti (quello falso del rapimento e quello vero del campeggio) non è dato sapere.  Unica cosa certa è che la strategia della provocazione contro gli anarchici è ancora in atto.

 

27 agosto 1970 SID su progetto rapimento e campeggio anarchico internazionale (Roberto Giuliani e Fefè Montanari) COMP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27 agosto 1970 SID su progetto rapimento e campeggio anarchico internazionale (Roberto Giuliani e Fefè Montanari)

Ricordando Francesco Montanari “Fefè” (Circolo 22 Marzo)

23 agosto 2012

Francesco Montanari “Fefè”

nato Roma 16 luglio 1952 morto nel 1993 

Francesco Montanari "Fefè"

Francesco Montanari “Fefè”

 

 

Quaderno n 1 Iniziativa a Roma del 6 luglio 2011 per ricordare Pietro Valpreda

15 novembre 2011

(NOTA: le foto sono usate solamente a fine di illustrazione. Per accedere al testo integrale del documento – in formato PDF – bisogna CLICCARE al testo – LINK – sotto la foto.) 

Quaderno n 1 Memoria Resistente Pietro Valpreda e circolo 22 marzo COMP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quaderno n 1 (iniziativa 6 luglio 2011 per ricordare Pietro Valpreda)

Commento n. 1 – Sulle “verità” del libro Il segreto di Piazza Fontana di Paolo Cucchiarelli – Sui presunti infiltrati nel circolo romano mai identificati. 27 novembre 2009

27 novembre 2009

22 novembre 2009

 

Commento n 1

Commenti e note in ordine sparso alla ‘’verita’’’ di Paolo Cucchiarelli
a cura di Enrico Di Cola
http://stragedistato.blogspot.com/A p. 318 Cucchiarelli scrive
“ Valpreda certo si era fidato di tanti amici. C’era chi offriva questo, chi quello: tutto sembrava possibile allora, a portata di mano, realizzabile e facile. Troppo facile. Il giro non era affatto fidato. I fascisti infatti seguivano da vicino tutta la preparazione dell’operazione, tramite Mario Merlino e altri infiltrati nel circolo romano, mai identificati. Tra questi c’era un certo Fefè, un certoD.; nel gruppo, dopo la strage, si indicò anche un certo F., anch’egli legato a filo doppio a Merlino. C’era il greco Cristus, esponente fascista dell’ESESI, l’organizzazione degli studenti greci in Italia che sosteneva il regime dei colonnelli. E poi a Milano, c’era la commistione con i maoisti e nazi-maoisti che inquinava i gruppi neo anarchici e marxisti-leninisti “Risposta:
Aumentando il numero delle bombe devono aumentare i bombaroli e se possibile anche il numero di infiltrati fascisti. Qui Cucchiarelli fa delle dichiarazioni estremamente gravi senza peraltro portare la benchè minima prova di quanto sostiene. Non vi sono infatti note o richiami a documenti e quindi dobbiamo dedurre che ci troviamo di fronte a farina del sacco dello scrittore stesso.
Da dove ricaverebbe il signor Cucchiarelli la presenza di altri infiltrati “mai identificati” nel circolo romano non è quindi dato sapere. Certo è che gli servono (altrimenti le bombe romane chi le ha messe?)
Così tra questi fantomatici infiltrati ci sarebbero stati un certo Fefè, un certo D. e anche un certo F.
Ora un Fefè c’era sicuramente tra di noi: si trattava di un compagno romano molto attivo e conosciuto nel movimento. Un compagno mai stato fascista e tantomeno infiltrato tra di noi. Secondo alcuni sarebbe morto alcuni anni fà e quindi non potrebbe difendersi oggi da questa odiosa accusa per cui lo faccio io per lui.
Riguardo ai certi “D.” e “F” , – iniziali che non dicono nulla e dietro le quali si potrebbe nascondere di tutto …o il niente totale – per essere un minimo credibile Cucchiarelli avrebbe dovuto fare almeno dei nomi. Usare due iniziali e’ un modo vile di insinuare, mettendosi anche al riparo da eventuali contestazioni.
Ma dove la fantasia di Cucchiarelli tocca le vette del ridicolo è quando dal suo cappello magico tira fuori perfino un fascista greco… “Cristus”!
Il “greco Cristus” di cui parla Cucchiarelli in realtà era un italianissimo compagno (Roberto Giuliani) come risulta anche agli atti e nella sentenza di Catanzaro (Capitolo XLIII, La conferenza “truccata”, pag. 982). Insomma un ennesimo tarocco costruito dal Cucchiarelli per puntellare la sua verita’ sulla strage.