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1971 03 21 l’Unità – Valpreda in Assise ma per un volantino. E’ accusato di vilipendio alla magistratura

10 novembre 2015

1971 03 21 l’Unità - Valpreda in Assise ma per un volantino

E’ accusato di vilipendio alla magistratura

Valpreda in Assise ma per un volantino

Il principale imputato per la strage di Milano scortato da 10 carabinieri. Accusati con lui altri cinque giovani – La causa viene subito sospesa

 

Valpreda in corte d’Assise per qualche minuto e non per le bombe. L’udienza, la prima del processo contro il principale accusato della strage di Milano e altri cinque anarchici per vilipendio della magistratura, è durata pochissimo perché la corte era impegnata nell’esame di un altro caso. Se ne riparlerà il 30 aprile.

Pietro Valpreda, che è comparso in aula scortato da dieci carabinieri. Paolo De Medio, Fernando Visonà, Leonardo Claps, Giorgio Spanò e Giovanni Ferraro sono sotto accusa per un volantino diffuso a Roma nel settembre del 69, nel quale si protestava per l’arresto ordinato dalla magistratura milanese di alcuni anarchici. Questi erano accusati di attentati alla stazione di Milano e alla Fiera. Nel manifestino era scritto tra l’altro: «Gli anarchici denunciano all’opinione pubblica il comportamento della magistratura nel confronti del cinque compagni arrestati accusati ingiustamente. Gli anarchici dichiarano che questa repressione non viene a caso, ma tende a colpire tutti militanti rivoluzionari per coprire le spalle alla reazione politica militare ed economica. Alcuni compagni anarchici iniziano lo sciopero della fame per indurre la magistratura ad assumere una posizione legale circa la scarcerazione e l’immediato processo ai compagni.»

Per questo manifestino Valpreda e i suoi compagni sono già stati processati in pretura: l’accusa era di averlo diffuso senza l’autorizzazione. La sentenza fu di assoluzione per insufficienza di prove. Il pretore però non entrò nel merito del volantino che era al di fuori della sua competenza. Successivamente è stato aperto un nuovo procedimento conclusosi con il rinvio a giudizio per vilipendio alla magistratura.

Ieri mattina ad attendere l’arrivo di Valpreda c’era un folto gruppo di giovani anarchici. I carabinieri e la polizia avevano predisposto un eccezionale servizio d’ordine: decine di camionette erano state collocate tutte intorno a palazzo di Giustizia.

Nel processo in pretura c’erano stati degli incidenti, ma questa volta la brevissima udienza si è svolta nella massima calma.

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1970 04 28 Paese Sera – Una lettera sul processo in Pretura a Valpreda (di Paolo De Medio, Fernando Visonà, Franco Montanari e Giovanni Ferraro)

2 novembre 2015

1970 04 28 Paese Sera - Una lettera sul processo Valpreda

Una lettera sul processo a Valpreda

 

In relazione al processo svoltosi recentemente in Pretura, e nel quale Pietro Valpreda figurava imputato di avere diffuso volantini privi delle indicazioni, dell’editore e dello stampatore, alcuni degli altri accusati (Paolo De Medio, Fernando Visonà, Franco Montanari e Giovanni Ferraro) ci hanno scritto una lettera lamentando una inesattezza del resoconto. In particolare questo passo: «Naturalmente il clou del processo era costituito dall’interrogatorio di Valpreda, avvenuto dopo che alcuni degli imputati avevano indicato in lui l’ispiratore della protesta».

Dicono i firmatari della lettera che «nessuno, degli imputati ha chiamato in causa Valpreda, il cui interrogatorio è avvenuto, su richiesta del pretore, semplicemente perché coinvolto nella stessa imputazione».

Diamo atto ai quattro giovani di quanto affermano. In effetti nessuno aveva indicato l’ex-ballerino come l’«ispiratore della protesta»; tuttavia la circostanza era stata riferita al nostro cronista come avvenuta.

 

 

1970 04 19 Paese Sera – Valpreda davanti al pretore: assolto. L’ex ballerino, arrestato per l’attentato di Milano, era accusato, con altri 7 anarchici, di aver diffuso volantini non autorizzati.

2 novembre 2015

1970 04 19 Paese Sera - Pretura assoluzione Valpreda di F.N

Valpreda davanti al pretore: assolto

L’ex ballerino, arrestato per l’attentato di Milano, era accusato, con altri 7 anarchici, di aver diffuso volantini non autorizzati. Alla lettura della sentenza un gruppo di giovani ha gridato: «Valpreda è innocente!, Valpreda libero!»; il pretore ne ha fatti arrestare tre.

di F.N.

 

La presenza di Pietro Valpreda in un’aula della pretura di Roma, dove l’ex ballerino
anarchico è comparso con altri otto giovani per rispondere di aver diffuso, nel settembre dello scorso anno, un manifestino senza i nomi dell’editore e del tipografo, è servita di pretesto ad alcuni suoi compagni di fede per inscenare un’indecorosa manifestazione che si è conclusa con tre arresti per resistenza alla forza pubblica e oltraggio a magistrato.

E’ accaduto al termine del processo. Il pretore dott. Luciano Infelisi, della quinta sezione penate, aveva appena letto la sentenza (assoluzione con formula dubitativa per tutti gli imputati), quando dal settore del pubblico alcuni giovani, evidentemente in attesa di questo momento, alzando il braccio destro con il pugno chiuso, hanno cominciato a gridare: «Fuori Valpreda! Fuori Valpreda!». Mentre i carabinieri di servizio cercavano di individuare i disturbatori, uno dei manifestanti ha aggiunto: «Basta con queste buffonate!» ed ha cercato di raggiungere rapidamente l’uscita, inseguito dal capitano Antonio Varisco, che è riuscito a bloccarlo dopo averlo rincorso per una ventina di metri.

Ma la manifestazione non era finita: i dimostranti, infatti, continuando a gridare, cominciavano a battere con i pugni sulla porta di ferro dell’aula, che nel frattempo era stata chiusa. Un usciere giudiziario veniva stretto contro il muro e riportava una leggera ferita al polso sinistro. Carabinieri e agenti dovevano faticare non poco per disperdere i manifestanti, tre dei quali, come si è detto, venivano tratti in arresto. Si tratta di Raniero Coari, accusato di resistenza e oltraggio a magistrato, di Cosimo Corania e Angelo Fascetta, denunciati entrambi per resistenza.

Fascetti è il giovane che l’11 dicembre dello scorso anno, cioè il giorno prima degli attentati, si incontrò a Roma con Pietro Valpreda, che era in partenza per Milano. L’arresto del Coari, studente di scienze biologiche ed iscritto alla federazione anarchica giovanile italiana, invece è stato ordinato dallo stesso pretore, dopo che il giovane aveva gridato: «Basta con queste buffonate!». Del provvedimento, il dott. Infelisi ha dato atto nel verbale di udienza, dove ha precisato anche di aver diffidato i giovani presenti in aula dal persistere nel loro atteggiamento irriguardoso. Alcuni avvocati hanno chiesto al magistrato di giudicare Coari per direttissima, in modo da consentirgli di tornare in libertà, ma il pretore è stato di diverso avviso ed ha continuato la udienza, affrontando altri processi.

Pietro Valpreda, ritenuto dalla accusa il responsabile della strage di Milano, che provocò sedici morti e il ferimento di ottanta persone, si è presentato in aula in completo grigio, con una maglietta celeste a collo alto, apparentemente abbastanza sicuro di sé.

Interrogato dal pretore, l’ex ballerino si è protestato innocente. L’accusa, come si è detto, era quella di aver diffuso un manifestino senza i nomi dell’editore e dello stampatore (in violazione dell’articolo 16 della legge 8 febbraio 1948, n. 47), per protestare contro l’arresto di alcuni anarchici a Milano.

Ma ecco le battute salienti dell’interrogatorio:

Pretore: Fu lei a far pubblicare i manifestini

Valpreda: Noi facemmo vedere i cartelli di prova alla polizia. Credo che li abbia visti anche un giudice, che ci permise di dar vita alla manifestazione.

Pretore: Io volevo sapere se i manifestini li ha fatti stampare lei.

Valpreda: No. Io agivo come partecipante al digiuno di protesta davanti a palazzo di giustizia stavo davanti a palazzo di giustizia, a piazza Cavour, e non mi sono allontanato giorno e notte dal luogo della manifestazione. Lo sciopero della fame è durato sette giorni.

Pretore: Ma sa chi ha pubblicato i manifestini

Valpreda: Non so perché dovrei
rispondere io e indicare chi ha
pubblicato i volantini. Lo chieda
agli altri imputati.

Gli altri imputati erano Paolo De Medio, Fernando Visona, Maurizio Di Mario, Rossella Palaggi, Leonardo Claps, Giorgio Spano, Franco Montanari e Giovanni Ferraro, tutti giovani sui venti anni.

Dopo la breve requisitoria del pubblico ministero, che ha concluso chiedendo la condanna ad un mese di arresto per tutti gli accusati, e le arringhe dei difensori, il pretore ha emesso la sentenza di assoluzione per insufficienza di prove. A questo punto gli anarchici presenti hanno cominciato a gridare, provocando i disordini che hanno portato all’arresto di tre giovani.

 

 

1970 04 17 Paese Sera – Processo a Valpreda (senza imputato?). Domani in Pretura (V sezione penale)

2 novembre 2015

1970 04 17 Paese Sera - domani Processo in Pretura a Valpreda

Processo a Valpreda (senza imputato?)

L’ex ballerino è accusato di aver diffuso manifestini illegali

 

Pietro Valpreda, l’ex ballerino maggiore indiziato per la strage di Milano dello scorso dicembre, dovrà comparire domani mattina in Pretura (V sezione penale) per un processo a suo carico. Deve rispondere di violazione dell’art. 16 della legge 8 febbraio 1948, n.47 per avere diffuso manifestini che non recavano il nome dell’editore e della tipografia che li aveva stampati. Il fatto avvenne durante una manifestazione organizzata al Palazzaccio nel settembre dello scorso anno. Insieme con Valpreda sono anche imputati: Leonardo Claps, Paolo De Medio, Fernando Visonà, Maurizio di Mario, Rossella Palaggi, Franco Montanari, Giovanni Ferraro e Giorgio Spanò.

Molto probabilmente, almeno stando alle voci che cominciano a circolare negli ambienti giudiziari, Valpreda non si presenterà in udienza. Se l’imputato dovesse però decidere il contrario (è un suo diritto essere presente ad un processo a suo carico) la sua traduzione creerebbe seri problemi.

L’ex ballerino, infatti, dovrebbe essere accompagnato sotto buona scorta in Pretura e ciò per vari motivi. Innanzitutto per tenere a freno la curiosità del pubblico che non mancherà certo di accorrere per vedere da vicino il protagonista di una delle più clamorose vicende giudiziarie, di questi ultimi anni; poi, per scongiurare di verificarsi di eventuali incidenti. Si imporrebbe, insomma, l’adozione di grosse misure precauzionali.

Valpreda, nel giudizio, sarà assistito dal prof. Giuseppe Sotgiu.

1970 04 28 Paese Sera – Valpreda: tre quesiti per l’indagine psico-fisica

31 ottobre 2015

1970 04 28 Paese Sera - Valpreda tre quesiti per l'indagine psicofisica

Quali conseguenze ha avuto sull’ex ballerino il morbo di Burger?

Valpreda: tre quesiti per l’indagine psico-fisica

I difensori si oppongono («ma questa è una perizia psichiatrica!» – Il giudice, però, respinge le obiezioni – Fra 30 giorni le conclusioni dei periti

 

Tre quesiti su Pietro Valpreda. Li ha proposti ieri il giudice istruttore, dott. Cudillo, ai periti (professori Gerin, Pratesi, Antoniotti e Reda) che dovranno sottoporre l’ex-ballerino all’annunciata indagine psico-fisica sollecitata dal P.M.

I periti, convocati ieri dal giudice, dopo il giuramento di rito, hanno preso visione dei quesiti che sono i seguenti:

1) Accertare, dopo aver sottoposto a visita l’imputato Pietro Valpreda, se il medesimo era ed è tuttora affetto da morbo di Burger; 2) in caso affermativo, precisare quali conseguenze derivano da tale affezione, con particolare riferimento alla deambulazione, e ciò sia al momento dei fatti (12 dicembre 1969: giorno degli attentati a Milano e a Roma – NdR) sia allo stato attuale; 3) stabilire se tale affezione comporta deficienze fisiche di altra natura, oppure conseguenze neuro-psichiche».

Il termine assegnato ai periti per concludere l’indagine è stato fissato dal giudice in 30 giorni. Gli accertamenti medico-legali saranno effettuati nell’infermeria del carcere.

I difensori di Valpreda, professor Giuseppe Sotgiu e avvocato Guido Calvi, si sono opposti all’effettuazione dell’indagine medica definendola «tardiva e illegittima», e rilevando, altresì, che la richiesta del P.M. mirava, in sostanza, a far sottoporre l’imputato (anche se non ufficialmente) a una perizia psichiatrica.

Le argomentazioni dei difensori, però, sono state respinte dal giudice istruttore che ha ritenuto fondata la richiesta del P.M. Il dott. Occorsio, in sostanza, afferma che la perizia fu richiesta il 9 marzo, cioè non appena al suo ufficio furono restituiti gli atti, in seguito alla formalizzazione dell’istruttoria. Inoltre, in questi tempi Valpreda non ha subito alcun accertamento medico-legale. Di conseguenza, poiché dal morbo di Burger derivano conseguenze riduttive della capacità di locomozione del soggetto, e poiché risulta dagli atti che nella fase acuta della prima manifestazione Valpreda avrebbe subito un trauma violento, la perizia appare indispensabile.

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Una lettera sul processo a Valpreda

In relazione al processo svoltosi recentemente in Pretura, e nel quale Pietro Valpreda figurava imputato di avere diffuso volantini privi delle indicazioni, dell’editore e dello stampatore, alcuni degli altri accusati (Paolo De Medio, Fernando Visonà, Franco Montanari e Giovanni Ferraro) ci hanno scritto una lettera lamentando una inesattezza del resoconto. In particolare questo passo: «Naturalmente il clou del processo era costituito dall’interrogatorio di Valpreda, avvenuto dopo che alcuni degli imputati avevano indicato in lui l’ispiratore della protesta».

Dicono i firmatari della lettera che «nessuno, degli imputati ha chiamato in causa Valpreda, il cui interrogatorio è avvenuto, su richiesta del pretore, semplicemente perché coinvolto nella stessa imputazione».

Diamo atto ai quattro giovani di quanto affermano. In effetti nessuno aveva indicato l’ex-ballerino come l’«ispiratore della protesta»; tuttavia la circostanza era stata riferita al nostro cronista come avvenuta.

 

27 ottobre 1969 Questura di Roma Uff. Pol. Appunto Spinella su scissione FAGI del Bakunin di Roma (fonte Salvatore Ippolito)

23 aprile 2013

Questa velina è particolarmente interessante perchè vi si trovano i germi delle menzogne che successivamente saranno utilizzate sia da destra che da sinistra per etichettarci e isolarci. La “scissione” della FAGI (come abbiamo già detto in altra parte nessuno di noi “aderiva” alla FAI o alla FAGI per cui non potevamo certo “scinderci” da un’organizzazione che non era nostra) viene attribuita al fascista Merlino che – addirittura – ci avrebbe fatto “aderire” al “movimento 22 marzo” (in realtà con le lettere romane XXII marzo) di cui era stato uno degli animatori.  All’epoca noi, essendo un gruppo di individualità anarchiche, firmavamo le nostre azioni o volantini in modi diversi a seconda del nostro estro. Il volantino antimilitarista, ad esempio, lo firmammo come Gruppo Durruti, mentre e il volantino dello sciopero della fame con un anonimo “Gli Anarchici”, così come lasciammo delle semplici  A-cerchiate sulle pareti dell’immobiliare dove costruimmo un muretto. Ci definimmo “22 marzo” con la rivista Ciao2001 solamente per poter ottenere le 40mila lire che ci servivano per le nostre attività. Solo alcune settimane dopo decidemmo di mantenere la sigla 22 marzo come nostro nome.  Da notare anche che la Questura già era al corrente di dove si fosse rifugiato Ivo Della Savia per evitare il militare.

 

 

27 ottobre 1969 appunto Spinella su scissione FAGI del Bakunin di Roma (fonte Ippolito)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27 ottobre 1969 appunto Spinella su scissione FAGI del Bakunin di Roma (fonte Ippolito)

22 settembre 1969 Questura di Roma Appunto Spinella su riunione a porte chiuse anarchici gruppo Bakunin (fonte l’infame infiltrato Salvatore Ippolito)

23 aprile 2013

Velina del 19 settembre  (fonte l’infame infiltrato Salvatore Ippolito) in cui si imbastiscono sospetti di presunti programmi violenti di compagni che frequentavano il circolo Bakunin.  Notare che il nome Valpreda ancora non compare (infatti non frequentava la sede) e non vi è nessun indizio per identificare i misteriosi interlocutori  (altre 5 persone di organizzazioni politiche diverse) che parteciparono alla riunione. Non è inutile ricordare che il provocatore Merlino non era in grado di organizzare nessun tipo di riunione all’interno del Bakunin – di cui nessuno possedeva le chiavi e che bisognava chiedere il permesso con giorni di anticipo – , e che tale riunione “segreta” appare ben strana in quel momento visto che Di Cola, Valpreda, Claps e altri compagni stavano nelle stesse ore preparando l’organizzazione dello sciopero della fame (che inizia il 25 settembre), a cui daranno supporto compagni di varie provenienze politiche (soprattutto studenti medi).

 

22 settembre 1969 Appunto Spinella su riunione  a porte chiuse anarchici gruppo Bakunin (fonte l'infame infiltrato Salvatore Ippolito)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

22 settembre 1969 Appunto Spinella su riunione a porte chiuse anarchici gruppo Bakunin (fonte l’infame infiltrato Salvatore Ippolito)

 

Ricordando Giovanni Ferraro (Circolo 22 Marzo) assassinato nel 1982

23 agosto 2012

Giovanni Ferraro

nato a Polistena 2 gennaio 1949, ferito mortalmente dalla polizia il 24 maggio 1982 morirà dopo alcuni giorni di agonia.

 

Giovanni Ferraro

Giovanni Ferraro del circolo 22 Marzo

Il ricordo:

Un Compagno

Il ricordo di Giovanni mi porta indietro di 30 anni, in una stanza dell’ospedale di Trastevere (Regina Margherita). Disteso sopra il marmo, con una “sventagliata” di pallottole che andavano dall’inguine x tutto il corpo.

Qualche giorno prima, risvegliandosi dall’operazione, nei suoi momenti lucidi, raccontò di un giovane in divisa che prima di dichiararsi fece partire dei colpi. Lui era solito parcheggiare la propria vettura a ridosso della caserma. Nei giorni a seguire subentrò una forte setticemia che lo portò alla morte. Nel giorno del funerale la famiglia volle un funerale religioso. Amici e compagni “col mal di pancia” all’uscita di Giovanni, col pugno chiuso, cantarono x lui.

Giovanni ciao.

Mino