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1972 04 15 Umanità Nova – Processo a Umanità Nova (e Enrico Di Cola)

29 aprile 2015

 

1972 04 15 Umanità Nova - Processo a UN e Di Cola 01

 

Processo a Umanità Nova

Lunedì 24 corr., di fronte alla seconda sezione del Tribunale penale di Roma, avrà inizio un importante processo contro il direttore responsabile di «Umanità Nova», Alfonso Failla, per la pubblicazione di un documento che il giovane anarchico espatriato in Svezia con passaporto falso, Enrico Di Cola, imputato insieme a Valpreda e compagni per la strage del 12 dicembre ’69, inviò in data 10 gennaio all’ambasciata di Italia ed al consolato italiano di Stoccolma nonché alle procure della repubblica di Roma e Milano e al governo svedese.

Nella citazione del tribunale vengono elencati ben dieci capi di imputazione che investono sostanzialmente le assurde indagini a senso unico e predeterminato sulla strage e la conseguente incredibile istruttoria dei giudici Occorsio e Cudillo.

Qualora l’inevitabile eccezione di incostituzionalità del famigerato articolo 656 del codice Rocco non venisse accolta ed il dibattimento dovesse svolgersi regolarmente, per dimostrare l’assoluta infondatezza dell’accusa – dato che le notizie contenute nel documento di Enrico Di Cola sono autentiche e vere e per nulla esagerate e tendenziose – saranno necessariamente rievocati ed esaminati tutti gli scandalosi atti polizieschi e giudiziari che hanno costretto a definire «aberrante» l’inchiesta sulla strage di Milano contro gli anarchici innocenti.

E’ da rilevare inoltre che nel documento incriminato Enrico Di Cola sfidava, con puntigliose e documentate argomentazioni, la magistratura italiana a chiedere la sua estradizione oltre che per i reati in base ai quali pendevano su di lui due mandati di cattura anche per altri undici reati da lui commessi eventualmente per espatriare. Ma le autorità italiane si sono rifiutate di chiedere l’estradizione asserendo che lo statuto dell’Interpol vieta che siano promosse azioni contro persone accusate di reati che hanno risvolti politici, mentre è noto che i reati attribuiti a Di Cola siano da considerarsi «comuni» e che in altri casi analoghi, come per le bombe del 25 aprile ’69 alla Fiera ed alla stazione di Milano, fu chiesta ed ottenuta l’estradizione di Angelo Della Savia.

Il processo, se non verrà sospeso, avrà certamente la stessa risonanza e le stesse ripercussioni politiche e giuridiche sulla vicenda della strage che ebbe quello di Baldelli-Calabresi per la morte dell’anarchico Pinelli. Il pubblico dibattito sull’istruttoria di Occorsio e Cudillo che si è voluto evitare con la nota sentenza di incompetenza territoriale esploderebbe ora con tutte le sue gravi implicazioni.

 

1972 04 15 Umanità Nova - Processo a UN e Di Cola 02

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1972 03 11 Umanità Nova – Stoccolma Corteo per la strage

28 aprile 2015

 

1972 03 11 Umanità Nova - Stoccolma Corteo per la strage

 

 

 

Stoccolma: Corteo per la strage

Da Sergelstorg, un corteo si è diretto verso l’ambasciata italiana scortato da considerevoli forze di polizia.

Alcuni grossi striscioni «Valpreda libero. Pinelli vendicato» e «Pinelli Lambrakis la mano è la stessa» e «Operai fermiamo il fascismo internazionale», numerose le bandiere nere dei gruppi anarchici e nel mezzo si notava la bandiera della L.S. dalla SAC (sindacato anarchico)

Giunti dinanzi all’ambasciata italiana è stata letta una risoluzione che afferma come fosse gratuito dire che gli anarchici mettono le bombe e come si fosse raggiunta la certezza che le bombe sono state messe dai fascisti. Veniva quindi accusata la polizia italiana dell’assassinio di Pinelli e si denunciava tutto lo apparato statala (polizia, magistratura, governo, partiti) di obiettiva collaborazione nella strage e di aver arrestato degli innocenti. Si aggiungeva che il Comitato Pinelli, promotore della manifestazione, avrebbe iniziato una forte campagna par far conoscere anche in Svezia la verità sulla strage di Stato.

Letta la risoluzione, prendeva la parola un compagno italiano che, dopo un breve discorso annunciava che sarebbe andato a parlare con l’ambasciatore per consegnargli, per la seconda volta, la lettera del compagno Di Cola in cui sfida la magistratura a chiedere la sua estradizione. La prima lettera era stata spedita un mese prima ma non aveva avuto risposta, la seconda è stata respinta con la scusa che l’ambasciatore non vuole che qualcuno passi il cancello. Alla risposta negativa dal gruppo si sono levate grida di protesta.

La manifestazione si è conclusa dopo un sit-in, dandosi l’appuntamento tra una settimana per coordinare il lavoro del Comitato Pinelli.

Uno scivolone passi, ma due… iniziano a diventare sospetti. di Enrico Di Cola

11 ottobre 2013

Recentemente mi ero permesso di criticare un blog – che peraltro segnalo come interessante  per alcuni suoi contenuti – per la loro scelta di pubblicare, in maniera totalmente acritica, un articolo del terrorista, fascista e assassino Vincenzo Vinciguerra. (per chi è interessato a questa polemica lo può leggere sul sito:  http://ioso.info/2013/09/21/le-ignobili-menzogne-che-vinciguerra-ha-scritto-su-di-noi-e-valpreda-di-enrico-di-cola-22-marzo/ )

Ora sono costretto a tornare a parlare di questo blog  (IoSo.info), per via di un loro commento sull’archiviazione dell’ultimo procedimento su piazza Fontana. (http://ioso.info/2013/09/30/opposizione-alla-richiesta-di-archiviazione-dellultimo-procedimento-su-piazza-fontana/)  I motivi di questa mia critica sono molteplici.

Non è questione di mero dettaglio, la scelta da loro operata di pubblicare SOLAMENTE il documento di opposizione alla archiviazione della nuova inchiesta sulla strage di piazza Fontana,  redatto dall’ avv. Sinicato, ex difensore di parte civile nonchè attuale difensore delle menzogne del giornalista Paolo Cucchiarelli.

Dato che  questo blog viene gestito da giornalisti, mi sarei aspettato che avessero seguito almeno l’ABC del giornalismo e mantenuto un minimo di buona prassi  che vuole che prima si diano le notizie e poi si facciano i commenti.

In questo caso si è invece preferito dare spazio, e credito, ad una unica fonte. Si è quindi scelto di dare una informazione faziosa e di parte.

Non si è data una notizia, ma solo parte di questa. È evidente che se si  censurano (non pubblicandoli) alcuni documenti,  si esercita un filtro informativo – si nega l’opportunità per i lettori di farsi un’opinione propria e di capire su quali basi si fondino le eventuali critiche o le cose che sostiene l’autore.

Questo modo di agire “tradisce” anche la “ragione sociale” del loro stesso blog, dove affermano che “… i nostri archivi saranno messi a disposizione di chiunque voglia consultarli, in modo libero e senza filtri.”

Riportando una sola voce, omettendo- censurando quella contraria si fa una scelta.  Scelta la ritengo molto grave perchè può portare a pensare che si sia voluto scientemente manipolare la notizia.

Il sospetto di aver voluto “manipolare” l’informazione viene addirittura rafforzato nel loro commento di accompagno laddove si scrive che “Oggi sono stati archiviati gli ultimi filoni d’inchiesta sulla strage di piazza Fontana. Ecco il documento di opposizione redatto dalle parti civili, con tanto di nomi e cognomi: peccato che nessuno li andrà mai a cercare…”

Scrivendo queste parole si è infatti portati a credere che gli autori della nota condividano in toto le tesi del Cucchiarelli e del suo avvocato. E questo pone, almeno per me, anche un problema di relazione con alcune persone che gestiscono il sito e quindi attenderò un loro chiarimento pubblico sulla questione per decidere se continuare a mantenere dei rapporti con loro o meno.

Va chiarito che quello che non hanno pubblicato non è un documento qualsiasi o di poco interesse, ma si tratta addirittura della sentenza di archiviazione scritta DOPO la “opposizione” presentata da Sinicato. Si tratta di un importante atto giudiziario, non dimentichiamolo, perchè almeno pone la parola fine ad alcune invenzioni, speculazioni e assurde teorie complottistiche contro gli anarchici del gruppo 22 marzo ed in particolare Valpreda. Il documento di “opposizione” dell’avvocato Sinicato – che ha avvalorato acriticamente tutte le bugie, invenzioni e provocazioni del “giornalista” Paolo Cucchiarelli viene qui posto sotto il microscopio e ne esce fuori letteralmente frantumato e ridicolizzato dal GI D’Arcangelo che con estrema attenzione ha provato a seguire il filo logico (sic!) delle elecubrazioni del “giornalista” per arrivare a negarne ogni sia pur minimo valore “indiziario”. Le due bombe – per intenderci – non sono mai esistite, così come vengono a crollare le presunte testimonianze dei vari Russomanno di turno.

Pubblicheremo, appena saremo pronti, tutto il materiale con le nostre annotazioni per andare oltre quello che è stato scritto dai magistrati (anche questi non esenti da errori) e dare la nostra versione dei fatti. Per il momento invitiamo a leggere, in particolare, la parte della sentenza relativa al “filone investigativo originato dal libro del giornalista Paolo Cucchiarelli” (al link: https://stragedistato.files.wordpress.com/2013/10/filone-investigativo-originato-dal-libro-del-giornalista-p-38-67.pdf  ) e l’articolo che io e Gargamelli abbiamo pubblicato sull’ultimo numero di Umanità Nova (http://www.umanitanova.org/n-30-anno-93/noi-non-archiviamo )

7 febbraio 1970 AARR Articolo Umanità Nova su perquisizioni e fermi anarchici Reggio Calabria

2 maggio 2013

 

 

7 febbraio 1970 AARR Articolo Umanità Nova su perquisizioni e fermi anarchici Reggio Calabria   COMP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7 febbraio 1970 AARR Articolo Umanità Nova su perquisizioni e fermi anarchici Reggio Calabria

7 gennaio 1970 Circolare interna riservata di Gruppi anarchici su posizione Mario Mantovani e Umanità Nova

12 aprile 2012

CIRCOLARE: INTERNA RISERVATA

Milano 7/1/’70

A Mario Mantovani

A Umanità Nova

Alla C.D.C. della FAI

Alla C.D.C. dei G.I.A

A L’Internazionale

A tutti i gruppi anarchici di lingua italiana

Denunciamo come errata, dannosa ed assurda la linea assunta da Umanità Nova e da alcuni compagni sui recenti fatti. In particolare denunciamo i seguenti fatti:

1) L’atteggiamento ambiguo nei confronti di Pinelli (U.N. del 20/12/’69 ) “Al momento di andare in macchina apprendiamo dalla stampa di un preteso suicidio alla questura di Milano e di un fermato… … In attesa che piena luce venga fatta sul drammatico episodio ecc….; intervista di Mantovani al giornale cattolico “Avvenire” in cui diceva che P. non era anarchico particolare poi smentito blandamente sul numero successivo di U.N.; scarso rilievo dato all’assassinio del nostro compagno ecc.(*)

2) L’atteggiamento stupido ed odioso nei confronti del compagno Valpreda, dato nell’editoriale di Mantovani (U.N. del 27/12/’69) per colpevole, definito sergente fascista, miserabile relitto umano ecc. ecc.

3) L’interpretazione politica “ingenua”: congiura fascista contro cui si invoca un’unità antifascista ecc.

4) Tardiva ed eccessiva condanna del gruppo XXII marzo, di cui, se facevano parte elementi ambigui, facevano anche parte dei sinceri compagni, sia pure con atteggiamenti parzialmente discutibili.

Questa linea politica ha praticamente avallato certe interpretazioni anti anarchiche dei fatti e si è prestata al gioco della repressione e della calunnia.

Chiediamo a U.N. ed a Mantovani, quale redattore e quale responsabile della ignobile diffamazione di Valpreda di smentire le assurdità pubblicate e di modificare la linea politica (vedi documenti allegati).

Chiediamo a tutti i compagni di pronunciarsi su questa faccenda con chiarezza e decisione.

Rendiamo noto inoltre che se U.N. non recederà dal suo atteggiamento, saremo costretti a sconfessarla pubblicamente.

“Errori” come quelli commessi da U.N. non sono tollerabili in momenti così gravi per il movimento anarchico.

Per concludere facciamo notare come sia stato assai più coraggioso ed intelligente rispetto ad U.N. l’atteggiamento assunto da molti non-anarchici (come ad esempio il comitato di avvocati e giornalisti contro la repressione, di cui alleghiamo un paio di comunicati stampa).

GRUPPO UGO FEDELI

GRUPPI DI BANDIERA NERA

GRUPPO AZIONE LIBERTARIA

GRUPPO G. G. MORA

I LIBERTARI DEL POLITECNICO

CIRCOLO PONTE DELLA GHISOLFA

CIRCOLO SCALDASOLE

SEZIONE U.S.I. BOVISA

LEGA ANARCHICA MILANESE

CROCE NERA ANARCHICA

—–

(*) con l’occasione denunciamo anche il fatto che ai funerali di Pinelli, il cui importante significato politico non poteva sfuggire a nessuno, hanno partecipato solo (oltre ai compagni di Milano tutti, ed a giovani anarchici di varie città), un compagno di Canosa a titolo personale e un compagno di Senigallia in rappresentanza del suo gruppo.

Giornali Anarchici (archivio Umanità Nova e A rivista anarchica)

14 gennaio 2012

1969

Giornale Terra e Libertà del gruppo Anarchico "l'Iconoclasta" del 21 marzo 1969

Giornale Terra e Libertà del gruppo Anarchico “l’Iconoclasta” del 21 marzo 1969

      Terra e Libertà 21 marzo 1969 di gruppo Anarchico “l’Iconoclasta” (da atti processo Valpreda

La Barricata di gruppo Anarchico l'Iconoclasta

La Barricata di gruppo Anarchico l’Iconoclasta del 12 giugno 196

La Barricata 12 giugno 1969 di gruppo Anarchico “l’Iconoclasta” (cortesia Franco Schironi)

 

 

ANSA 13 dicembre 1969 Proteste di FAI e FAGI di Roma

ANSA 14 dicembre 1969 Comunicato circolo del Ponte della Ghisolfa

ANSA 17 dicembre 1969 Conferenza stampa anarchici Milano

da Le Bombe dei Padroni (luglio 1970) Testimonianza di Sergio Ardau

da Le Bombe dei Padroni (luglio 1970) Testimonianza di Lello Valitutti

da Le Bombe dei Padroni (luglio 1970) Torture in Questura

da Le Bombe dei Padroni (luglio 1970) Lettera di Paolo Braschi da S. Vittore

13 Ottobre 1971 Comunicato stampa Anarchici Sciopero della fame a oltranza a Piazza S.Giovanni in Laterano in Roma  

1971 08 4 Solidarietà internazionale con i compagni arrestati. Mozione approvata all’unanimità, Parigi, 1-4 agosto 1971. Secondo Congresso Internazionale di Federazioni Anarchiche

MEMORIALE Tratto da: Lettere dal “carcere del sistema” di Pietro Valpreda (maggio 1972)

Bollettino Archivio Pinelli n 12 gennaio 1999 Aldo Rossi e Anna Pietroni di L.V.

Libertaria n1 ottobre-dicembre 1999 Ti ricordi Piazza Fontana? di Luciano Lanza

Libertaria n1 ottobre-dicembre 1999 CIA e così SIA intervista a Guido Salvini di Luciano Lanza

Libertaria n1 ottobre-dicembre 1999 PCI e Stragi La politica del silenzio di Aldo Giannuli

testata Umanità Nova

1969

Umanità Nova 15 novembre 1969 REGGIO CALABRIA Assolti quattro compagni di Il gruppo «22 Marzo» di Roma 

Umanità Nova 20 dicembre 1969 Dichiarazione di Gruppi FAI – FAGI di Roma

Umanità Nova 20 dicembre 1969 Gli anarchici di Milano condannano il terrorismo di Gli anarchici di Milano riuniti in assemblea straordinaria al circolo Ponte della Ghisolfa il 14 dicembre 1969

Umanità Nova 20 dicembre 1969 Una vittima di più

Umanità Nova 27 dicembre 1969 La Federazione Anarchica Italiana contro la provocazione terroristica di La Commissione di Corrispondenza della F.A.I.

Umanità Nova n44 27 dicembre 1969 Non ci difendiamo ACCUSIAMO!di Mario Mantovani

1969 12 27 Umanità NovaAl quotidiano milanese L’Avvenire. Precisazioni su un’intervista di Mario Mantovani

1969 12 27 Umanità NovaDopo Milano. I due «estremismi» di Emilio Giardino

1970 

14 Aprile 1970Carcere di Regina Coeli Testo della lettera inviata daPietro Valpreda alla Redazione di “Umanità Nova 

1971

Umanità Nova 3 luglio 1971 Omertà di Stato(articolo non firmato)

Umanità Nova 3 luglio 1971 Calabresi e sei funzionari accusati di omicidio volontario Dopo lo scandalo Biotti la denuncia di Licia Pinelli di Comitato Politico Giuridico di Difesa 

Umanità Nova 19 giugno 1971 La salma di Pinelli terrorizza i complici degli attentati di Il Comitato politico-giuridico di difesa

Umanità Nova 19 giugno 1971 Uno sporco affare Placido La Torre  

Umanità Nova 2 ottobre 1971 La polizia e Lener guazzano nel ridicolodi Comitato politico-giuridico di difesa

Umanità Nova 2 ottobre 1971 Giuseppe Pinelli è stato assassinato di Vincenzo Nardella 

Umanità Nova 16 ottobre 1971 Procedimento legale e procedimento reale di Antonio Cardella

Umanità Nova 16 ottobre 1971 Lo Stato è accusato di strage continuata Vogliamo subito il processo per le bombe Comitato Politico-Giuridico di Difesa

Umanità Nova 16 ottobre 1971 Messe in gioco carte false per salvare i sei assassini di Comitato Politico-Giuridico di Difesa 

Umanità Nova (Anno 51 n. 35) 20 ottobre 1971 La Strage di Stato voluta dai padroni DOCUMENTO DI CONTROINFORMAZIONE ANARCHICA

Umanità Nova 23 ottobre 1971 Si vuole a tutti i costi colpire gli anarchici Ancora una volta rinviato a nuovo ruolo il processo contro «Umanità Nova» (di il cronista giudiziario)

Umanità Nova 23 ottobre 1971 Perché l’assassinio di Pinelli è legato alla strage di Stato di Comitato politico giuridico di difesa

Umanità Nova 23 ottobre 1971 I compagni imputati precisano

Umanità Nova 23 ottobre 1971  Le reazioni degli avvocati di Merlino e risposta de I Gruppi anarchici Romani

Umanità Nova 23 ottobre 1971 Processo subito Roma Sciopero della fame a Porta S. Giovanni  

Umanità Nova 27 novembre 1971 Subito il processo al sistemaUlteriori prove e accuse per l’assassinio di Pinelli e la strage di stato di Comitato Politico-Giuridico di difesa

Umanità Nova 27 novembre 1971 L’imputato Enrico Di Cola spiega i motivi della sua latitanza e accusa per la strage l’apparato statale 

Umanità Nova 27 novembre 1971 «Noi accusiamo» Controrequisitoria sulla strage di Stato. intervista a Vincenzo Nardella

1971 12 4 Umanità Nova – Un processo che fa paura ai complici del sistema. Falsi della questura di Roma

1971 12 4 Umanità Nova – No al processo a porte chiuse

1971 12 4 Umanità Nova – Stuani parla ma non convince di Comitato Politico-Giuridico di Difesa

1971 12 25 Umanità Nova – I compagni non dimenticano. A Milano l’anniversario dell’assassinio di Pinelli

Umanità Nova 11 dicembre 1971 Spudoratezze fasciste

Umanità Nova 11 dicembre 1971 Dove era Almirante il 10 dicembre 1969? La grande assemblea popolare indetta dagli anarchici di Milano Comitato Politico-Giuridico di difesa 

Umanità Nova 11 dicembre 1971 manifesto A due anni dalla strage(Commissione di Corrispondenza della F.A.I.) 

1971 12 25 Umanità NovaRoma 15 dicembre

1972

1972 01 15 Umanità Nova – Il settimanale Arbetaren (SAC) dà notizia che l’anarchico Enrico Di Cola si trova in Svezia

1972 01 15 Umanità Nova – Roma. Sotto Regina Coeli. Per Valpreda e compagni

1972 01 15 Umanità Nova – Sarà rinviato il processo per la strage? Si riaprono le polemiche sull’aula. Intanto Valpreda muore lentamente. di Comitato Politico-Giuridico di Difesa

Umanità Nova 22 gennaio 1972 Lo Stato italiano accusato di strage.Enrico Di Cola dalla Svezia sfida la magistratura a chiedere la sua estradizione   

1972 01 22 Umanità Nova – Londra manifestazione per Valpreda

1972 01 29 Umanità NovaSfida alla magistratura italiana (Enrico Di Cola)

1972 02 5 Umanità NovaNo alla giustizia di Stato! No alla repressione!

1972 02 5 Umanità NovaAssassinato dalla polizia il compagno Georg Von Rauch

1972 02 12 Umanità Nova – Frenesie giudiziarie contro il nostro giornale

Umanità Nova 19 febbraio 1972 La difesa attacca Falco

Umanità Nova 19 febbraio 1972 Comunicato stampa della F.A.I.  

1972 02 19 Umanità Nova – Licia Pinelli chiede l’incriminazione di Lener

Umanità Nova 26 febbraio 1972 Dichiarazione politica dei compagni difensori di E. Di Cola ed E. Bagnoli nel processo per la strage.

Umanità Nova 26 febbraio 1972 Il processo a Umanità Nova per i documenti di Di Cola

1972 02 26 Umanità NovaProcesso allo Stato. Questo processo coinvolge in maniera totale tutti gli organi istituzionali perchè coinvolge lo Stato in prima persona

1972 02 26 Umanità NovaQual è la vera manovra dei fascisti a Centocelle? di Un compagno del gruppo Kronstadt di Centocelle

1972 02 26 Umanità NovaAnche il questore Parlato conferma: La strage è di Stato

1972 02 26 Umanità NovaMassiccia e significativa la manifestazione anarchica del 19 febbraio a Roma

1972 03 4 Umanità NovaIncriminati per aver scritto e pubblicato la verità su Lemke

1972 03 4 Umanità NovaProcesso politico processo allo Stato

1972 03 4 Umanità NovaLa reazione dell’uomo alle prevaricazioni legalitarie

1972 03 4 Umanità NovaOccorsio sotto accusa. Il sistema senza veli

1972 03 4 Umanità NovaSalvati dalla guerra l’assassino Valerio Borghese e i suoi accoliti

1972 03 4 Umanità NovaNapoli e Ragusa: denunciamo infiltrazioni e provocazioni

1972 03 4 Umanità NovaVentura implicato sempre più nella strage

1972 03 11 Umanità Nova – Stoccolma Corteo per la strage

1972 03 11 Umanità NovaA proposito del giudice Falco

1972 03 11 Umanità NovaLo Stato tenta di sottrarsi alla condanna per la strage. di Il comitato politico giuridico di difesa

1972 03 11 Umanità NovaIllegittima ogni decisione che non invalidi l’istruttoria

1972 03 11 Umanità NovaRauti: uno degli anelli della catena di criminali

1972 03 18 Umanità NovaLe menzogne di Cicero

1972 03 18 Umanità NovaScoperti gli ideatori e gli autori della strage

1972 03 18 Umanità NovaLa sinistra rivoluzionaria ha diritto ai 50 milioni di taglia. di Il Centro di Controinformazione della sinistra rivoluzionaria.

1972 03 18 Umanità NovaAstensionismo anarchico.

1972 03 18 Umanità NovaLa candidatura Valpreda è solo una volgare speculazione elettorale. Il Manifesto getta la maschera extraparlamentare

1972 03 18 Umanità NovaLa nostra posizione sulla candidatura Valpreda

1972 03 18 Umanità NovaIl lamento di un giovane fascista smascherato

1972 03 25 Umanità NovaScoperte altre prove contro i fascisti ma Occorsio difende l’assurda istruttoria

1972 03 25 Umanità NovaI falsi storici del Manifesto

1972 03 25 Umanità Nova La manovra reazionaria. di Commissione di Corrispondenza della F.A.I.

1972 03 25 Umanità NovaComunicato CdC FAI (su Gino Bibbi)

1972 03 31 Umanità NovaFascisti e provocatori di Stato.

1972 04 1 Umanità NovaNuovo attacco contro il movimento rivoluzionario

1972 04 1 Umanità NovaCrolla la montatura poliziesca e politica sulla strage di Stato. Coinvolte tutte le organizzazioni fasciste complici tutti gli organismi istituzionali

1972 04 1 Umanità Nova – Concesso in Svezia l’asilo al compagno Di Cola 

1972 04 1 Umanità NovaContro una certa magistratura. di Roberto Mander

1972 04 1 Umanità NovaReticenze, insulti, menzogne e calunnie del Manifesto

1972 04 1 Umanità NovaStrage di Stato Comunicato stampa di Commissione di Corrispondenza della FAI e Gruppi Anarchici Federati

1972 04 1 Umanità NovaDa Hamburg. I poliziotti continuano ad uccidere

1972 04 15 Umanità NovaProcesso a Umanità Nova (e Enrico Di Cola)

1972 04 15 Umanità NovaRoberto Mander dimesso dal riformatorio

1972 04 29 Umanità NovaIl procuratore ricorre contro scarcerazione di Roberto Mander 

1972 04 29 Umanità NovaSvezia. Appello sul caso Pinelli e sugli anarchici processati in Italia

1972 04 29 Umanità NovaChi manovra la provocazione?

1972 11 4 Umanità NovaScandali per i tentativi di insabbiare le «piste nere»

1972 11 4 Umanità NovaAffannosa ricerca di un compromesso. di Comitato Politico – giuridico di difesa

1972 11 4 Umanità NovaIl processo: dove, quando, come

1972 11 4 Umanità NovaLa scomoda posizione del fascista Merlino

1972 11 4 Umanità NovaSulla manifestazione del 28 ottobre a Roma. Da Organizzazione Anarchica Romana (O.A.R.)

1973

1973 03 24 Umanità NovaPer Della Savia calpestate le leggi

1973 03 24 Umanità NovaRinvio a giudizio del compagno Giovanni Marini

1973 03 31 Umanità NovaFascisti e provocatori di Stato

1973 03 31 Umanità NovaPer Daniele Gaviglio domicilio coatto

1973 03 31 Umanità NovaSospesa l’estradizione di Ivo Della Savia

1974

1974 01 26 Umanità NovaStrage di Stato insabbiata la seconda inchiesta

1974 02 16 Umanità NovaComplici e mandanti forniti dallo Stato

1974 02 16 Umanità NovaIl 28 febbraio a Salerno

1997

Umanità Nova n17 1 giugno 1997 Attenti a costui Intrecci giudiziari, rivelazioni giornalistiche, strani ritrovamenti fanno da contorno alle quotidiane convulsioni del governo Prodi. di M.V.

Umanità Nova n22 6 luglio 1997 Strage di Stato e dintorni: Quando Anna Bolena cantava in questura di Luciano Lanza 

Umanità Nova 14 dicembre 1997 Prima di una strage

 

1999

 

Umanità Nova n39 5 dicembre 1999 Dossier Strage di Stato30 anni di una storia mai conclusa. Lo Stato delle bombe di Salvo Vaccaro

Umanità Nova n39 5 dicembre 1999 Dossier Strage di Stato: Oltre la memoria di Luciano Lanza 

Umanità Nova n39 5 dicembre 1999 Dossier Strage di Stato:Dall’autunno caldo alle stragi di Cosimo Scarinzi

Umanità Nova n39 5 dicembre 1999 Dossier Strage di Stato: Così ricordo Pinelli di Paolo Finzi

Umanità Nova n39 5 dicembre 1999 Milano: una scultura per Pinelli

2000

Umanità Nova n7 27 febbraio 2000 Non ci sono poteri buoni. Milano: iniziato un nuovo processo per la strage di piazza Fontana di Luciano Lanza

Umanità Nova n25 9 luglio 2000 La politica del silenzio. Memorie di sinistra di Mario Coglitore

2001  

Umanità Nova 27 maggio 2001 Ricordando Sergio Ardau di ANTEO

Umanità Nova n25 8 luglio 2001 Strage di stato Sentenza all’italiana di Luciano Lanza

2002 

Umanità Nova n2 20 gennaio 2002 Ricordando… Giovanni Marini di Anteo

Umanità Nova n26 21 luglio 2002 È morto Valpreda, l’anarchico accusato di strage di Luciano Lanza

2004 

Umanità Nova n10 21 marzo 2004 Strage di piazza Fontana. Quella bomba? Nessuno l’ha messa. Lo Stato non processa se stesso di Luciano Lanza

Umanità Nova n40 12 dicembre 2004 Terrore di Stato 12 dicembre 1969 – 12 dicembre 2004: la criminalità del potere di M.V.

2005  

Umanità Nova n16 8 maggio 2005 Dalla tragedia alla farsa. Piazza Fontana: la Cassazione assolve i fascisti, Andreotti accusa gli anarchici di Massimo Ortalli

Umanità Nova n17 15 maggio 2005 Piazza Fontana La banalità dell’ovvio di Luciano Lanza

Umanità Nova n19 29 maggio 2005 Il revisionismo anni ’70: Cossiga passa il testimone a Pisanu. L’ombra del passato si allunga sul nostro presente di Massimo Ortalli

Umanità Nova n23 26 giugno 2005 Lo stato non può condannare se stesso Depositata la sentenza per piazza Fontana di La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana

Umanità Nova n39 4 dicembre 2005 Lo stato in piazza. 36 anni di stragi, menzogne e repressione di M. V.

Umanità Nova n40 11 dicembre 2005 La strategia del depistaggio. Da Milano a Bologna: il revisionismo sulle stragi di Anti

Umanità Nova n40 11 dicembre 2005 Lo stato in piazza Milano: a 36 anni dalla strage di piazza Fontana di m.v.

 

2006

Umanità Nova n11 26 marzo 2006 Giuseppe Pinelli: la memoria non si cancella La verità fa ancora paura di P.S.R.

Umanità Nova n11 26 marzo 2006 Milano: presidio in piazza Fontana.Modificata la “nuova” lapide a Pinelli di E.M.

Umanità Nova n12 2 aprile 2006 Pinelli: Ripristinata la lapide di mv

Umanità Nova n12 2 aprile 2006 Milano: le provocazioni del vandalo Albertini La storia non si riscrive di Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI

2007  

Umanità Nova 14 gennaio 2007 Milano: Piazza Fontana e l’omicidio di Pinelli, 37 anni dopo. La memoria che resiste di M.V.

Umanità Nova n8 4 marzo 2007 Calabresi, un altro assassino tra i cherubini di Massimo Ortalli

Umanità Nova n18 27 maggio 2007 L’ombra di PinelliCalabresi? Fatelo santo di Luciano Lanza

2008  

Umanità Nova 20 gennaio 2008 Ricordando Placido La Torre

Umanità Nova 3 febbraio 2008 Ballarò. Così ti sistemo Pinelli di Massimo V.

Umanità Nova 10 febbraio 2008 Sessantotto 1. Alle radici di una rottura di Massimo Ortalli

Umanità Nova 24 febbraio 2008 Sessantotto 2. Come pesci nell’acquadi Massimo Ortalli

Umanità Nova 2 marzo 2008 Sessantotto 3. Due treni paralleli di Massimo Ortalli

Umanità Nova 9 marzo 2008 Repressione. Fine del secondo atto. Cagliari: condannati Luisa Massimo e Matteo di Lo pseudo-chierico

Umanità Nova 16 marzo 2008 Sessantotto 4. Congresso dell’IFA tra vecchi e nuovi anarchici di Massimo Ortalli

Umanità Nova 20 aprile 2008 Cossiga e Sandalo. Onorare i debiti di MoM

Umanità Nova 27 aprile 2008 Memoria. Disertori, partigiani, anarchici. L’ora dell’azione di Pietro Stara

Umanità Nova 19 ottobre 2008 CasaPound, il volto attraente dei nuovi fascisti di bzK

Umanità Nova n40 14 dicembre 2008 Gli anarchici non archiviano di Massimo Ortalli

Umanità Nova n40 14 dicembre 2008 Gli anarchici non archivianoQuella sera a Milano era caldo…Il boomerang Pinelli di Paolo Finzi

Umanità Nova n40 14 dicembre 2008 Gli anarchici non archiviano. La Situazione politica e sociale prima del 12 dicembre UNA CRONOLOGIA A cura di m.v.

Umanità Nova 14 dicembre 2008 1969: un anno di speranze e di pauradi Enrico Moroni

Umanità Nova 14 dicembre 2008 Gli anarchici non archiviano. Fascismo oggi la strategia della paura di redb

2009  

Umanità Nova n1 11 gennaio 2009 Milano: 12 dicembre di Le compagne e i compagni della F.A.M. presenti al corteo

Umanità Nova 11 gennaio 2009 InformAzione – 1

Umanità Nova 11 gennaio 2009 InformAzione 2

Umanità Nova 22 febbraio 2009 La notte che Pinelli di Luciano Lanza  

Umanità Nova 15 marzo 2009 Bombe e segreti. intervista a Luciano Lanzadi A.S.

FAI 8 maggio 2009 Piazza Fontana. I morti non sono tutti uguali.Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI

Umanità Nova 17 maggio 2009 Napolitano: il terrorismo della memoriadi Gianfranco Marelli

Umanità Nova n22 7 giugno 2009 Lo stato ci vede doppio di Luciano Lanza

Umanità Nova 7 giugno 2009 Bruno Vespa, piazza Fontana e il sisde informale di COMIDAD

Umanità Nova 30 agosto 2009 Francesco Mastrogiovanni. Morte securitaria di un maestro cilentano di Shevek dell’OACN-FAI

Umanità Nova 20 settembre 2009 Verità per Mastrogiovanni di A. Soto

Umanità Nova 8 novembre 2009 Francesco Mastrogiovanni. Una morte che viene da lontano di Shevek dell’OACN-FAI

Umanità Nova 22 novembre 2009 Morti coatte di A.Pagliaro

Umanità Nova 13 dicembre 2009 C’è rumore intorno al 12 dicembre

Umanità Nova 13 dicembre 2009 Strage di Stato di Massimo Varengo

Umanità Nova n44 13 dicembre 2009 Chi si ricorda di Piazza Fontana?di Luciano Lanza

Umanità Nova 13 dicembre 2009 Giuseppe Pinelli: militante anarchicodi Franco Schirone

Umanità Nova 13 dicembre 2009 Pinelli e l’USI milanese di Guido Barroero

Umanità Nova 13 dicembre 2009 Piazza Fontana. Quarant’anni dopo di Francesco Mancini

Umanità Nova 20 dicembre 2009 Gianadelio Maletti. Il generale lancia messaggi

Umanità Nova 20 dicembre 2009 Accadde nel 1969 A cura dell’Archivio antifascista

Umanità Nova 20 dicembre 2009 Piazza Fontana quarant’anni dopodi Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI

2010 

Umanità Nova n1 gennaio 2010 12 dicembre e dintorni Milano di L’incaricato

Umanità Nova n2 gennaio 2010 La Gioventù Anarchica di emmerre

Umanità Nova n7 febbraio 2010 Umberto Marzocchi e la guerra di spagna Una polemica con “L´Espresso” di Nicola Revelant

Umanità Nova n9 marzo 2010 Ancona: campi di concentramento e foibe da una corrispondenza dell’ Archivio Nazionale USI-AIT

Umanità Nova n15 maggio 2010 Fischia il vento L’antifascismo di oggidi WS

Umanità Nova n15 maggio 2010 25 aprile – Cronache resistenti:Pistoia La nostra memoria non è condivisa di L’insuscettibile di ravvedimento, Evgenij Vasil’ev Bazarov.

Umanità Nova n18 maggio 2010 Napolitano fedele alla linea Le piste «imprevedibili» del revisionismo di Stato di RedB

Umanità Nova n20 giugno 2010 Urgenza antifascista 1919-2010, truci similitudini di L.L.

Umanità Nova n24 luglio 2010 Caso Mastrogiovanni L’ultima conferenza stampa prima del processo di Angelo Pagliaro

Umanità Nova n26 luglio 2010 Contro ogni revisionismo. Bologna 2 agosto di Nodo Sociale Antifascista Bologna

Umanità Nova n26 luglio 2010 Salerno e il fascista FalvellaMonumento al morto del (suo sporco) lavoro di Gianfranco Marelli

Umanità Nova n27 agosto 2010 Una strana querela

Umanità Nova n28 settembre 2010 Nick e Bart: giustiziati da un giustiziere di TAZ laboratorio di comunicazione libertaria

Umanità Nova n31 settembre 2010 Botta e risposta Fernanda Sacco eGiuseppe Galzerano

Umanità Nova n33 ottobre 2010 Gallico (RC) 26 settembre 2010 Gli anarchici non dimenticano Angelo, Annelise, Franco, Gianni, Luigi di L’incaricato

Umanità Nova n42 dicembre 2010 Tra segreti e legalità. La strage 41 anni dopo di Massimo Varengo

Umanità Nova n42 dicembre 2010 Piazza Fontana: salvati in 9 cd gli atti processuali digitalizzati di Angelo Pagliaro

Umanità Nova n42 dicembre 2010 Roma. La Garbatella non vuole Cucchiarelli di Anarchiche e anarchici della Garbatella

2011

Umanità Nova n16 maggio 2011 Processo Mastrogiovanni: interrogati importanti testimoni di Angelo Magliaro

Umanità Nova n16 maggio 2011 Ricordare Serantini: riflettere sull’oggi di Luca

Umanità Nova n17 maggio 2011 Pinelli vittima dello squallore elettorale di L’Osservatore lombardo

Umanità Nova n17 maggio 2011 Come ti delegittimo la Resistenza …e gli anarchici di Mauro De Agostani e Franco Schirone

Umanità Nova n19 giugno 2011 Gino Lucetti: “Niente frasi fatte” (su libro Gli angeli neri di Manlio Cancogni) di emmerre

Umanità Nova n20 giugno 2011 Processo Mastrogiovanni Il racconto di una giovane ricoverata di Angelo Pagliaro

Umanità Nova n24 luglio 2011 Bastardi senza storia (la storia rimossa dell’antifascismo europeo) di Emmerre

Umanità Nova n27 ottobre 2011 Ribelli senza congedo di Andrea Staid

2012 

Umanità Nova 22 aprile 2012 Lettera aperta a Dario Fo e Franca Rame di Enrico Di Cola 

Umanità Nova 22 aprile 2012 Quel film è una porcheria. Intervista a Lello Valitutti di l’incaricato

 

testata A rivista giustizia-di-stato-a-rivista-anarchica-n11-ma-L-LIhgxi

1971

A rivista anarchica nr 1 Febbraio 1971 La zia Rachele Intervista con la principale testimone dell’alibi di Valpredadi Antonella Schroeder  

A rivista anarchica n1 Febbraio 1971 12 dicembre 1970 Milano un anno dopo A cura della redazione

A rivista anarchica n1 Febbraio 1971 “È morto un cane…” di A. Di Solata

A rivista anarchica n1 Febbraio 1971 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica nr 2 Marzo 1971 Lo stato contro ValpredaIntervista con l’avv. Calvi di A. B.

A rivista anarchica nr 2 Marzo 1971 Cronache sovversive Ancora un processo a Valpreda a cura della Redazione 

A rivista anarchica n 2 marzo 1971 Sei anarchico dunque terrorista di Croce nera anarchica 

A rivista anarchica n2 Marzo 1971 Chi ha paura del lupo cattivoDiscorso sul neo-fascismo e sul neo-antifascismo di Guido Musso

A rivista anarchica n2 Marzo 1971 La Croce Nera Anarchica di Paolo Finzi

A rivista anarchica nr 3 Aprile 1971 Valpreda è innocente di Guido Montana  

A rivista anarchica n3 Aprile 1971 Ma che colpo di stato! di Anonimo

A rivista anarchica n3 Aprile 1971 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n 4 maggio 1971 Gli imputati accusano di E. M. 

A rivista anarchica n4 Maggio 1971 Il prete mafioso. Tre anarchici calabresi colpevoli di essersi opposti al capo-mafia di Africo Nuovo, don Stilo, sono in carcere da sette mesi

A rivista anarchica n4 Maggio 1971 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n5 Giugno 1971 Fuori tutti i compagni! Dopo due anni di carcere preventivo(senza autore)

A rivista anarchica n5 Giugno 1971 Pseudo anarchici (senza autore)

A rivista anarchica n5 Giugno 1971 Preparati dai fascisti di Treviso gli attentati del 1969? di Gruppo anarchico “P. Pinelli” di Treviso

A rivista anarchica n5 Giugno 1971 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n6 Luglio Agosto 1971 “Non l’abbiamo ucciso noi…”La ricusazione del giudice Biotti e la denuncia per omicidio sporta dalla vedova Pinelli hanno riportato sulle prime pagine dei quotidiani il caso del ferroviere anarchico (senza autore)

A rivista anarchica n6 Luglio Agosto 1971 Sempre quelli (senza autore)

A rivista anarchica n6 Luglio Agosto 1971 Roma – Centocelle di Gruppo anarchico Kronstadt – Roma

A rivista anarchica n6 Luglio Agosto 1971 “È ora di eliminarlo”. “Suo figlio sta diventando una bandiera per la gioventù di Vercelli, è ora di eliminarlo”. Con queste parole il Questore ha giustificato di fronte alla madre del nostro compagno Daniele Gaviglio la provocazione poliziesca attuata nei suoi confronti. di A. V. P.

A rivista anarchica n6 Luglio Agosto 1971 La calunnia come arma politica di A. B.

A rivista anarchica n6 Luglio Agosto 1971 Pavia: come t’incastro l’”anarchico” (senza autore)

A rivista anarchica n6 Luglio Agosto 1971 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica nr 6 Estate 1971 Aiutare Valpreda a cura della Redazione 

A rivista anarchica n.7 ottobre 1971 Valpreda è innocente, liberiamo Valpreda, a cura della Crocenera anarchica 

A rivista anarchica n7 Ottobre 1971 Azzeccagarbugli di E. M.

A rivista anarchica n7 Ottobre 1971 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n8 Novembre 1971 La strage continua “Suicidato” anche l’avvocato Ambrosini

A rivista anarchica n8 Novembre 1971 La spranga al potere Breve storia del Movimento Studentesco a Milano di S. M.

A rivista anarchica n8 Novembre 1971 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n17 Dicembre 1972 Gennaio 1973 Bonanno, Gaviglio, Marinidi La Redazione

1972

A Rivista Anarchica n. 9 1972 Parla l’ultimo latitante Intervista con Enrico Di Cola

A rivista anarchica n9 Gennaio 1972 Giuseppe Pinelli: un anarchico a cura della Redazione

A rivista anarchica n9 Gennaio 1972 Processiamo lo stato (senza autore)

A rivista anarchica n9 Gennaio 1972 Il “mostro” che fa paura allo statoa cura della Crocenera Anarchica

A rivista anarchica n9 Gennaio 1972 Ambrosini, Stuani, Restivo, Longoa cura della Crocenera Anarchica

A rivista anarchica n9 Gennaio 1972 Cronache sovversive a cura della Redazione

A Rivista Anarchica N10 febbraio 1972 M.A.R. I fascisti “rivoluzionari”di Gianluigi Cereda

A Rivista Anarchica N10 febbraio 1972 Noi accusiamo

A Rivista Anarchica N10 febbraio 1972 Aspettando il manichino di E.M.

A Rivista Anarchica N10 febbraio 1972 Valpreda è colpevole. Processo allo stato (a cura della Redazione)

A Rivista Anarchica N10 febbraio 1972 Fra un mese il processo A più di due anni dalla strage di stato a cura di E.M.

A rivista anarchica n.10 1972 Di Cola sfida Occorsio  

A rivista anarchica n10 Febbraio 1972 La cospirazione degli arrabbiati.l processo agli anarchici inglesi Prescott e Purdie, accusati di cospirazione, è stato solo l’anteprima del processo a Christie indicato dalla polizia come il cervello di una fantomatica Angry Brigade a cura di Josse

A rivista anarchica n10 Febbraio 1972 Era della croce nera. Georg Von Rauch, assassinato dalla polizia a Berlino di C. N.

A rivista anarchica n10 Febbraio 1972 Cronache sovversive a cura della Redazione

A Rivista Anarchica N.11 Marzo 1972 Giustizia di stato di E.M.

A Rivista Anarchica N.11 Marzo 1972 Processo allo statoManifestazione nazionale anarchica a Roma per l’inizio del processo Valpreda a cura della Redazione 

A rivista anarchica nr 11 Marzo 1972 La candidatura Valpreda di La redazione 

A rivista anarchica n12 Aprile-Maggio 1972 Il solito imbroglioLe elezioni del 7 maggioUna falsa eccezionalità – La candidatura Valpreda. – Scheda rossa e scheda rosa – L’astensionismo rivoluzionario degli anarchici di A. di Solata

A rivista anarchica n12 Aprile-Maggio 1972 Gli anarchici e le candidature protesta (di anonimo)

A rivista anarchica n12 Aprile-Maggio 1972 Scontro di piazza e rivoluzione a cura della Redazione

A rivista anarchica n13 Giugno1972 Valpreda, Christie, Palamara di La Redazione

A rivista anarchica n13 Giugno1972 Morte di un anarchico. Domenica 7 maggio è morto nelle carceri di Pisa il giovane anarchico Franco Serantini, massacrato di botte da “ignoti” poliziotti. a cura della Redazione

A rivista anarchica n13 Giugno1972 Morte di un poliziotto. Il poliziotto dottor Luigi Calabresi, già commissario dell’ufficio politico della questura di Milano, promosso commissario capo dopo la strage di stato, è stato ammazzato con una revolverata alla nuca. A cura della Redazione

A rivista anarchica n13 Giugno1972 Morti senza telegramma. Per i cittadini italiani uccisi dalle forze dell’ordine in 25 anni di Repubblica nessun presidente ha inviato telegrammi di sdegno e cordoglioA cura della Redazione

A rivista anarchica n14 Settembre 1972 Legittima difesa di La Redazione

A rivista anarchica n14 Settembre 1972 La pista tricolore. Oltre Freda e Ventura: la strage è di stato. Il processo Valpreda s’allontana sempre di più: liberiamo i compagni. A cura di Crocenera

A rivista anarchica n14 Settembre 1972 La cospirazione di Scotland Yard di P. F.

A rivista anarchica n15 Ottobre 1972 Facce di bronzo e stato latitante a cura della Redazione

A rivista anarchica n16 Novembre 1972 Se Valpreda esce. Bilancio di tre anni di controinformazione e di mobilitazione sulla strage di stato di A. B.

A rivista anarchica n 17 Dicembre 1972 Gennaio 1973 Una vittoria nostra La Redazione

A rivista anarchica n 17 Dicembre 1972 Gennaio 1973 La libertà di Valpreda e la nostra di Giuliano Spazzali 

A rivista anarchica n17 Dicembre 1972 Gennaio 1973 Bonanno, Gaviglio, Marinidi La Redazione

A rivista anarchica n17 Dicembre 1972 Gennaio 1973 Ammazzato due volte. Dalla perizia medico-legale appare evidente che l’anarchico Serantini fu assassinato non solo dalla bestialità dei baschi neri ma anche dall’irresponsabilità del medico del carcere. di Laura Landi

A rivista anarchica n17 Dicembre 1972 Gennaio 1973 Stuart Christie assolto. Quattro assoluzioni e quattro condanne al processo “Angry Brigade” – Liberato fra gli altri Christie, della Croce Nera Anarchica. di C. N.

1973

A rivista anarchica n18 Febbraio 1973 Le manette sulla città. Più uomini e più potere alla polizia – Licenza di sparare – La nuova-vecchia politica dell’ordine pubblico – Lo “stato di polizia” è una costante nella storia d’Italia. di R. D. L.

A rivista anarchica n19 Marzo 1973 Daniele Gaviglio:L’anarchico al bando di La Redazione

A rivista anarchica n20 Aprile 1973 “Fascismo” di stato Prosegue la grottesca persecuzione di Daniele Gavigliodi La Redazione

A rivista anarchica n20 Aprile 1973 Antifascismo anarchico di La Redazione

A rivista anarchica n20 Aprile 1973 Gli anarchici contro il fascismo di A.A.V.V.

A rivista anarchica n20 Aprile 1973 Libertà per Giovanni Marini.Lottare per la liberazione dell’anarchico Marini significa affermare il diritto a difendersi dalla violenza fascista a cura della Crocenera Anarchica di Milano

A rivista anarchica n20 Aprile 1973 Fascisti a SalernoA cura della Crocenera Anarchica di Milano

A rivista anarchica n21 Maggio 1973 Salerno: fascisti e giudici di La Redazione

A rivista anarchica n21 Maggio 1973 Valpredaa cura della Redazione

A rivista anarchica n21 Maggio 1973 Sovversivi a ReggioI fascisti di Ciccio Franco? No, gli anarchici. Ovvero, il giudice Galli celebra a modo suo il trentennale della Resistenzadi Gruppo Anarchico Reggio Calabria

A rivista anarchica n21 Maggio 1973 Goliardo Fiaschi di P. F.

A rivista anarchica n22 Giugno Luglio 1973 La bomba alla questura di Milano: l’attentato e l’attentatore di La Redazione.

A rivista anarchica n22 Giugno Luglio 1973 Violenza rivoluzionaria e nodi R. Brosio

A rivista anarchica n22 Giugno Luglio 1973 Libertà per Marini di E. M.

A rivista anarchica n23 Agosto Settembre 1973 Continua la persecuzione dell’anarchico Marini: a Caltanissetta picchiato bestialmente e rinchiuso in un cunicolo sotterraneo a cura della Redazione

A rivista anarchica n23 Agosto Settembre 1973 Repressione e rivolta di Monica G.

A rivista anarchica n24 Ottobre 1973 Per Marini di C. N.

A rivista anarchica n25 Novembre Dicembre 1973 Parlando di Giovanni MariniInterviste con parenti, amici e compagni dell’anarchico detenutodi Andrea M.

A rivista anarchica n25 Novembre Dicembre 1973 La pista tricolore. a cura della Redazione

1974

A rivista anarchica n26 Gennaio Febbraio 1974 Anarchici oggiXI Congresso della F.A.Idi P.F.

A rivista anarchica n27 Marzo 1974 Cronache sovversive a cura della Redazione  

A rivista anarchica n28 Aprile 1974 Iniziato e sospeso il processo a Giovanni Marini a cura della Redazione

A rivista anarchica n28 Aprile 1974 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n29 Maggio 1974 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n31 Agosto Settembre 1974 Vile condanna di Marinia cura della Redazione

A rivista anarchica n31 Agosto Settembre 1974 Tutte le piste portano a Roma di A. D. S.

A rivista anarchica n31 Agosto Settembre 1974 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n32 Ottobre 1974 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n33 Novembre 1974 Libertà per Belgrado Pedrini di Federazione Italiana Associazioni Partigiane (Carrara)

A rivista anarchica n33 Novembre 1974 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n34 Dicembre 1974 Violenza di stato in Germania

A rivista anarchica n34 Dicembre 1974 Cronache sovversive a cura della Redazione

1975 

A rivista anarchica n35 Febbraio 1975 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n36 Marzo 1975 Il sovversivoA colloquio con Corrado Stajano di Lodovico F.

A rivista anarchica n36 Marzo 1975 La repressione non è uguale per tuttiSpagna: intervista con l’avvocato Francesco Piscopo di C.S.L.

A rivista anarchica n36 Marzo 1975 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n37 Aprile 1975 Ma gli anarchici non archiviano

A rivista anarchica n37 Aprile 1975 Condannato per antifascismoA colloquio con Belgrado Pedrini di P.F.

A rivista anarchica n37 Aprile 1975 Liberiamo Marini di La Redazione

A rivista anarchica n38 Maggio 1975 9 anni a Marini La Redazione

A rivista anarchica n38 Maggio 1975 No all’antifascismo legalitario.Campagna MSI-Fuorilegge di A. B.

A rivista anarchica n39 Giugno Luglio 1975 Reale peggio di Rocco di P.F.

A rivista anarchica n39 Giugno Luglio 1975 Tutto fuorché la veritàLa verità di Stato sul caso Pinelli

A rivista anarchica n41 Ottobre 1975 Nuovi processi all’anarchico Marini di La Redazione

A rivista anarchica n42 Novembre 1975 Processi Marini La Redazione

A rivista anarchica n42 Novembre 1975 Mazurka bluIl tragico attentato al teatro Dianadi P. F.

1976

A rivista anarchica n43 Dicembre 1975 Gennaio 1976 Un malore per il compromesso storico. Pinelli: sentenza D’Ambrosio di La Redazione

A rivista anarchica n43 Dicembre 1975 Gennaio 1976 Dopo la sentenza D’Ambrosio. Ma il caso non è chiusoIntervista con l’avvocato Gentili di La Redazione

A rivista anarchica n44 Febbraio 1976 Marini e la giustizia di Stato di Giuseppe Bonavolontà

A rivista anarchica n45 Marzo 1976 Il fascino discreto dello Stato fortea cura della Redazione

A rivista anarchica n45 Marzo 1976 Scarcerato Sostre a cura della Redazione

A rivista anarchica n45 Marzo 1976 Fascismo di StatoMarini. a cura della Redazione

A rivista anarchica n45 Marzo 1976 Lotta politica e criminalità. Europa 1976: la repressione si accentua di Enrico Maltini

A rivista anarchica n47 Maggio 1976 Generale Maletti, Rumor ha parlato: confessa! La pista tricolore della strage di Stato di R. Brosio

A rivista anarchica n47 Maggio 1976 Aspettando l’espulsione.Intervista con Franco Trincale di P. F.

A rivista anarchica n47 Maggio 1976 La primavera delle Molotov di L.L.

A rivista anarchica n51 Novembre 1976 Pinelli e la giustizia di stato a cura della Redazione

1977

A rivista anarchica n53 Febbraio 1977 Nuova vile condanna contro l’anarchico Giovanni Marini a cura della Redazione

A rivista anarchica n53 Febbraio 1977 Strage di stato A Catanzaro come a Casablanca per rifarsi la verginità di L. L.

A rivista anarchica n57 Giugno Luglio 1977 Contro il terrorismo di statoa cura della Redazione

A rivista anarchica n57 Giugno Luglio 1977 La Germania è vicinaIntervista all’avv. Giuliano Spazzali a cura della Redazione

A rivista anarchica n58 Agosto Settembre 1977 Riabilitazione di stato per un delitto di statoSacco e Vanzetti cinquant’anni dopo di Camillo Levi

A rivista anarchica n58 Agosto Settembre 1977 Un invito a pranzo con pistolaIl primo rapimento politico in Italiadi P. F. (Paolo Finzi)

A rivista anarchica n60 Novembre 1977 Schmidt = NoskeTriplice omicidio di stato in Germaniadi Paolo Finzi

A rivista anarchica n60 Novembre 1977 Processo di Catanzaro: il revival comunista degli opposti estremismi a cura della Redazione

A rivista anarchica n61 Dicembre 1977 Gennaio 1978 Spie sì, ma per il PCI di L. L. (Luciano Lanza)

A rivista anarchica n61 Dicembre 1977 Gennaio 1978 Con un po’ di Malizia. Catanzaro: la farsa continua. Intervista a Pietro Valpreda a cura della Redazione

1978

A rivista anarchica n62 Febbraio 1978 I G.A.F.: fine di un’esperienza a cura della Redazione

A rivista anarchica n62 Febbraio 1978 Costituzione: la codificazione dello stato totalitario di diritto di Gruppo Gioventù Anarchica (Milano)

A rivista anarchica n63 Marzo 1978 Gulag a cura della Redazione

A rivista anarchica n63 Marzo 1978 Il carcere come scuola di L. Bucci – G. L. Pascarella

A rivista anarchica n63 Marzo 1978 Azione Rivoluzionaria a cura della Redazione

A rivista anarchica n64 Aprile 1978 Il Moro rapito… di Luciano Lanza

A rivista anarchica n64 Aprile 1978 …e le leggi speciali di Gioventù Anarchica – Milano

A rivista anarchica n64 Aprile 1978 P.C.I. e stalinismo a cura della Redazione

A rivista anarchica n64 Aprile 1978 Il mito della lotta armata di Andrea Papi

A rivista anarchica n65 Maggio 1978 Il ’68. Parliamone tra compagni a cura della Redazione

A rivista anarchica n65 Maggio 1978 Sui gruppi di affinità di Louis Mercier Vega (tradotto dal n.13 di Interrogations)

A rivista anarchica n65 Maggio 1978 Libertà per Valitutti di Carla Castelnuovo

A rivista anarchica n66 Giugno Luglio 1978 Nonostante lo svacco di L. L.

A rivista anarchica n66 Giugno Luglio 1978 Valitutti a cura della Redazione

A rivista anarchica n66 Giugno Luglio 1978 Marini semi/libero a cura della Redazione

A rivista anarchica n66 Giugno Luglio 1978 L’avvocato del diavolo.Quando la polizia può fermare una persona e condurla in questura? a cura di un compagno avvocato

A rivista anarchica n67 Agosto Settembre 1978 L’avvocato del diavolo.Al confino si va così con l’accordo DC-PCI a cura di un compagno avvocato

A rivista anarchica n67 Agosto Settembre 1978 rivista “libertaria” ClaustrofobiaAbbasso lo stato Viva lo sfruttamento di Franco Melandri

A rivista anarchica n67 Agosto Settembre 1978 Marini e Valitutti a cura della Redazione

A rivista anarchica n69 Novembre 1978 Vittorio Vidali. Quando il boia commemora le sue vittime di Pio Turroni

A rivista anarchica n69 Novembre 1978 L’avvocato del diavolo.Esistono armi non da fuoco di cui siano consentiti la detenzione e il porto? a cura di un compagno avvocato

1979

A rivista anarchica n71 Febbraio 1979 L’avvocato del diavolopuò un gruppo di persone non iscritte al sindacato indire uno sciopero senza incorrere in sanzioni penali? a cura di un compagno avvocato

A rivista anarchica n72 Marzo 1979 Strage di Piazza Fontana.Sentenza all’italiana di P.F.

A rivista anarchica n74 Maggio 1979 Tempi NegriL’avvocato Francesco Piscopo su processone che si sta montando in queste settimane contro Negri, Scalzone, Ferrari-Bravo e gli altri esponenti dell’Autonomia a cura della Redazione

A rivista anarchica n74 Maggio 1979 TorinoLa spia della scala B di Piero Flecchia

A rivista anarchica n75 Giugno Luglio 1979 Le regole del gioco di E. Z.

A rivista anarchica n79 Dicembre 1979 Gennaio 1980 Dieci anni dopo di Luciano Lanza

A rivista anarchica n79 Dicembre 1979 Gennaio 1980 Parlando con Valpreda Intervista a cura di E. Z.

A rivista anarchica n79 Dicembre 1979 Gennaio 1980 La burocraC.I.A. del terrore di Noam Chomsky (traduzione dal periodico “In these times” di Chicago)

1980 

A rivista anarchica n80 Febbraio 1980 Il medioevo prossimo venturo di Luciano Lanza

A rivista anarchica n80 Febbraio 1980 Tra repressione e garantismo.Intervista all’avvocato Gabriele Fuga di Paolo Finzi

A rivista anarchica n83 Maggio 1980 Una retata antianarchica di Paolo Finzi

A rivista anarchica n84 Giugno Luglio 1980 Quel diavolo di avvocato.Arrestato l’avvocato anarchico Gabriele Fuga di Paolo Finzi

A rivista anarchica n84 Giugno Luglio 1980 Giorno dopo giorno.Blitz dopo blitz. I giornali come bollettini di guerra riportano i “successi” dell’armata Dalla Chiesa di Luciano Lanza

A rivista anarchica n84 Giugno Luglio 1980 Cantadelatore di Sandro Consolato

A rivista anarchica n84 Giugno Luglio 1980 Wanted. Si parla di taglie, di questo istituto giuridico-poliziesco che incentiva la delazione per combattere la criminalità di Ugo Dessy

A rivista anarchica n85 Agosto Settembre 1980 I signori del massacro.La strage alla stazione di Bologna di Paolo Finzi

A rivista anarchica n85 Agosto Settembre 1980 Carissimi, dolcissimi compagni di Monica Giorgi

A rivista anarchica n85 Agosto Settembre 1980 Repressione A colloquio con l’avv. Zezza a cura della Redazione

A rivista anarchica n87 Novembre 1980 Dal carcere di Livorno Non basta la singola libertà di Monica Giorgi

1981 

A rivista anarchica n89 Febbraio 1981 Ritorna il mostro di Paolo Finzi

A rivista anarchica n89 Febbraio 1981 Crocenera Anarchica Correva l’anno 1969…a cura della Redazione

A rivista anarchica n89 Febbraio 1981 Crocenera anarchica a cura della Redazione

A rivista anarchica nr 90 Febbraio 1981 Chi processa chi? di Luciano Lanza

A rivista anarchica n91 Aprile 1981 Strage di Stato. Lo stato assolve se stesso di Luciano Lanza

A rivista anarchica n91 Aprile 1981 Avvocati nel mirino. Intervista a Francesco Piscopo di Paolo Finzi

A rivista anarchica n91 Aprile 1981 Processo Firenze a cura della Redazione

A rivista anarchica n92 Maggio 1981 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n93 Giugno Luglio 1981 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n94 Agosto Settembre 1981 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n95 Ottobre 1981 Repressione. Campagne SI Campagne NO di Paolo Finzi

A rivista anarchica n96 Novembre 1981 Monica Giorgi condannata. Motivazione: anarchica di Camillo Levi

1982

A rivista anarchica n98 Febbraio 1982 Quando i signori della guerra… di Monica Giorgi (Carcere di Reggio Emilia, 12/1/’82)

A rivista anarchica n99 Marzo 1982 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n99 Marzo 1982 Libertà per Monica Giorgi. Perché questa campagna di Paolo Finzi

A rivista anarchica n99 Marzo 1982 Caso Monica Giorgi. Se queste sono prove… di Avv. Ezio Menzione

A rivista anarchica n99 Marzo 1982 Cara Monica, scusa… di Omero Marraccini

A rivista anarchica n100 Aprile 1982 Tortura. Torquemada in Italia di Paolo Finzi

A rivista anarchica n100 Aprile 1982 Cronache sovversive a cura della Redazione

A rivista anarchica n100 Aprile 1982 Strage di Brescia. Brescia come Catanzarodi Gruppo anarchico di controinformazione (Brescia)

A rivista anarchica n101 Maggio 1982 Scarcerata Monica Giorgi. Una nostra vittoria di Paolo Finzi

1993

A rivista anarchica nr 199 Marzo 1993 I miei dubbi sul “garantismo” di lor signori. Manette a Carra: parla Valpreda di Mauro Decortes – Maddalena Sternai

1996

A rivista anarchica n231 Novembre 1996 Calabresi, Pinelli, ecc. Marco Cilloni

1997 

A rivista anarchica n234 Marzo 1997 Rimozione e rivoluzione. La condanna e la detenzione di Bompressi, Pietrostefani e Sofri riguarda tutti noi. di Carlo Oliva

A rivista anarchica nr 235 Aprile 1997 La madre di tutte le stragi di Luciano Lanza

A rivista anarchica n237 Giugno 1997 Il 25 aprile scoppia una bomba al Comune di Milano. Puntuale, la solita rivendicazione “anarchica”. Un grave caso di analfabetismo di Carlo Oliva

A rivista anarchica n239 Ottobre 1997 Su la pubblicità di Radio Popolare di Tobia Imperato (Torino)

A rivista anarchica n239 Ottobre 1997 Dal carcere di San Vittore di Patrizia Cadeddu

A rivista anarchica n239 Ottobre 1997 Palinodia con citazione. Ancora sull’attentato al municipio di Milano di Carlo Oliva

A rivista anarchica nr 241 Dicembre 1997 Gennaio 1998 Lo stato e i suoi servitori di Luciano Lanza

A rivista anarchica nr 241 Dicembre 1997 Gennaio 1998 Quei 150.000 fascicoli “dimenticati” di Luciano Lanza

1998

A rivista anarchica N 242 Febbraio 1998 Pino Pinelli. Ventotto anni fa, praticamente ieri di Marco Cilloni

1999

A rivista anarchica nr 259 Dicembre 1999 Gennaio 2000 Ti ricordi piazza Fontana? di Luciano Lanza

2000

A rivista anarchica nr 268 Dicembre 2000 Gennaio 2001 Siamo tutti sudafricani di Luciano Lanza

2001

A rivista anarchica N 274 estate 2001 Cinque anarchici del sud

2002

A rivista anarchica anno 32 n284 ottobre 2002 ricordando Pietro ValpredaCiao Peder! di Paolo Finzi 

A rivista anarchica n 300 giugno 2004 Nessuno ha messo la bomba Ci risiamo: nessun colpevole per la strage del 12 dicembre 1969 di Luciano Lanza

2005

A rivista anarchica n 309 giugno 2005 Piazza Fontana ultimo atto Lo Stato non può condannare se stesso per la strage da lui compiuta.di Luciano Lanza 

A rivista anarchica n 313 dicembre 2005 gennaio 2006 Pinelli Piazza Fontana Assassinio? No: malore attivo degli avvocati Marcello Gentili, Bianca Guidetti Serra e Carlo Smuraglia

A rivista anarchica n 313 dicembre 2005 gennaio 2006 Pinelli Piazza Fontana Il commissario-finestra di Patrizio Biagi

 2007

Bollettino Archivio Pinelli n 29 luglio 2007  Roma, 1974. Funerale di Aldo Rossi e Anna Pietroni di L.V.  

A rivista anarchica n 330 novembre 2007 Pinelli Piazza Fontana Quel distratto silenzio di Luciano Lanza

A rivista anarchica n 330 novembre 2007 I funerali di Pinelli. Un freddo pomeriggio milanese di tanti anni fa. La testimonianza di uno scrittore. di Franco Fortini

A rivista anarchica n 330 novembre 2007 Pino? In prima persona, come al solito di Piero Scaramucci

A rivista anarchica n 330 novembre 2007 L’anarchico defenestrato. Dal quartiere Ticinese alla questura: vita e morte di un ferrovieredi Paolo Finzi

A rivista anarchica n 330 novembre 2007 Piazza Fontana Cronologia

 2011

A rivista anarchica n 361 aprile 2011 Fino alla sera del 12 dicembre di Zelinda Carloni 

2012

A rivista anarchica anno 42 n. 372 giugno 2012 Una storia non solo mia di Paolo Finzi

2013

2013 dicembre A Rivista anarchica Ancora bufale su piazza Fontana. Quando la smetteranno? Enrico Maltini

Umanità Nova 11 dicembre 1971 – manifesto A due anni dalla strage (Commissione di Corrispondenza della F.A.I.)

17 settembre 2011

Umanità Nova 11 dicembre 1971 manifesto FAI a due anni dalla strage

A Rivista Anarchica N10 febbraio 1972 Fra un mese il processo A più di due anni dalla strage di stato a cura di E. M.

3 settembre 2011

A rivista anarchica n10 febbraio 1972   Valpreda in clinica

  L’11 gennaio 1972 il presidente della corte d’assise Rolando Falco dopo aver esaminato la relazione inviatagli dall’ispettore sanitario di Regina Coeli Giovanni Armaleo, ha disposto il  trasferimento di Pietro Valpreda nella clinica medica dell’Università di Roma.

 Stupisce tanta premura, la realtà è che la decisione è tardiva e strumentale. Quando fu arrestato, Valpreda fu descritto come un relitto umano a tal punto corroso dal morbo di Burger, da  essere costretto a prendere il taxi per  un percorso di 135 metri. Fu descritto come un uomo disperato, dilaniato dal male, privo delle dita dei piedi (da una a cinque, secondo le versioni).  Così insiste Cudillo nella S.I., per giustificare la incredibile storia del taxi di  Rolandi. Inspiegabilmente però, quando Valpreda a Regina Coeli comincia a soffrire di reali disturbi e chiede di  essere ricoverato e curato, gli si risponde che non ve ne è bisogno, che sta benissimo in cella. A nulla valgono le richieste della difesa, documentate da relazioni cliniche che non lasciano  dubbi sull’aggravarsi continuo delle sue condizioni. Secondo i medici di Regina Coeli il “relitto umano” è in piena salute, e solo dopo 16 mesi nell’aprile del ’71, viene trasferito nella fetida e  sotterranea infermeria del carcere, dove le sue condizioni non accennano a migliorare e le “cure” sono del tutto inadeguate. Il morbo di Burger è una malattia a decorso progressivo,  quando Valpreda entrò in carcere il “morbo” era in forma latente e non comportava nessuna limitazione fisica, dopo 2 anni di “cure” in carcere, la malattia si è fatta molto grave, tanto da  rappresentare un pericolo mortale. Questa è la verità che i rapporti clinici documentano, ed è esattamente il contrario di quanto si cerca di far credere. Volevano un relitto umano  colpevole di strage, hanno preso un innocente in buona salute e lo hanno ridotto in due anni di “trattamento” psico fisico. È una storia che evoca sinistri ricordi degli interrogatori e dei  processi della Russia di Stalin.

L’aula inagibile

Ora siamo vicini al 23 febbraio, e il giudice Falco non vuole lasciarsi sfuggire il più bel processo della sua carriera, quello dove dimostrerà ai “sovversivi” di tutti i colori e alla Nazione affamata di ordine che i sacerdoti in ermellino comandano ancora in Italia. Il processo si svolgerà (forse) nell’aula Magna del palazzo di Giustizia in piazzale Clodio cioè nell’aula che per la sua ristrettezza era stata scartata per prima. L’aula è stata definita, da chi l’ha vista, un bunker (sbarre alle finestre e porte murate), pericolosa per l’incolumità pubblica e contraria a tutte le regole vigenti per i pubblici locali. L’aula è una vera trappola, al minimo incidente si trasformerà in un serraglio, è un’aula che sembra fabbricata apposta per la provocazione. Il sistema si premunisce in anticipo. Al processo, in queste precarie condizioni, parteciperanno i giudici, gli imputati, parte degli avvocati della difesa (se vengono tutti non ci stanno), 18 giornalisti (anziché i 150 prevedibili) che si scriveranno reciprocamente sulla schiena in quanto hanno a disposizione 18 sedie e nemmeno un tavolo. Il pubblico (la costituzione stabilisce che ai processi partecipa il popolo) sarà composto da 50 poliziotti in borghese (di più non ci staranno) e i compagni staranno fuori, probabilmente fuori dal quartiere dove è situato il palazzo di Giustizia, che sarà trasformato in un accampamento di poliziotti e relativi mezzi gommati e cingolati sul tipo del “castro romano”. In queste condizioni la Giustizia si accinge ad eseguire il suo mandato. A meno che alla prima udienza l’aula non venga considerata inagibile (ed in effetti lo è) e tutto venga rimandato nella speranzosa attesa che la “terapia di Corelli” a cui Valpreda sarà sottoposto non funzioni. Rimandare non è una buona politica e sappiamo che i nodi verranno al pettine, ma quello che ci preoccupa sono le condizioni di Valpreda. Un uomo non può resistere chiuso in una cella, con il terrore dell’ergastolo con lo stillicidio dei rinvii, nella confusione politica dove l’omertà, le menzogne, la strumentalizzazione e il baratto trova tutti disponibili e compromessi, dove il sospetto e la provocazione serpeggia anche nelle espressioni della solidarietà più sincera filtrate attraverso la censura del carcere. Chi vuole che Valpreda e i suoi compagni siano degli eroi deve stare molto attento. Sacco e Vanzetti, fuori dalle mura della prigione sentivano l’appoggio e la solidarietà reale di milioni di persone, di tutta la sinistra politica e di un movimento realmente di massa. Valpreda, Gargamelli e Borghese, contano su pochi compagni e la sinistra ufficiale li ha già venduti.

Facciamo pure il processo sotterrati in un bunker. Se la pressione dell’opinione pubblica, del popolo e degli sfruttati ci sarà, quello non basterà a salvarli, se non ci sarà, sarà stata una precauzione inutile.

Di Cola sfida Occorsio

Il compagno Enrico Di Cola, rifugiatosi in Svezia dove ha chiesto l’asilo politico, ha indirizzato una particolareggiata lettera-denuncia, in data 10 gennaio c.a., all’ambasciata italiana di Stoccolma. Copia di tale lettera è stata anche inviata al consolato italiano di Stoccolma e alle procure di Roma e di Milano.

In tale lettera, il compagno Di Cola dopo aver ricordato che i carabinieri di Roma il 12-13 dicembre 1969 già erano a conoscenza dell’accusa che poi sarebbe stata elevata a carico di Pietro Valpreda (cfr. “A 9” “Parla l’ultimo latitante“), ricordato inoltre che il commissario di P.S. Umberto Improta si vantò che i poliziotti italiani in certe situazioni possono avere il grilletto facile, sfida la magistratura italiana a chiedere la sua estradizione. Infatti, perché l’estradizione possa venir concessa, la magistratura italiana si vedrebbe costretta a far giungere alla magistratura svedese competente gli atti del processo istruttorio per la strage di stato.

Il compagno Di Cola nella sua lettera-denuncia fa rilevare che purtroppo la magistratura italiana si trova nella disgraziata situazione di non poter richiedere la sua estradizione. La magistratura italiana non può permettersi il lusso di far conoscere alle magistrature di altri paesi i falsi che sono alla base dell’accusa elevata contro gli anarchici.

La lettera-denuncia del compagno di Cola è stata integralmente pubblicata nel nr.2 del settimanale anarchico “Umanità Nova”.

Compagni svedesi hanno provveduto a tradurre integralmente in svedese tale lettera che è stata poi inviata a tutti i quotidiani periodici svedesi politicamente impegnati.

Il compagno Di Cola si è poi recato personalmente al palazzo del governo di Stoccolma, per consegnare tale lettera al primo ministro svedese Olof Palme.

Dov’è Udo Lemke

Udo Lemke sembra essere scomparso. Il suo avvocato ha dichiarato di avere avuto solo rapporti scritti con lui e che un anno fa, essendo la sentenza diventata definitiva, ha troncato anche questi. Arrestato a Roma nel marzo 1970 sembra sia stato rinchiuso nelle Carceri giudiziarie di Perugia dove però attualmente non risulta detenuto.

La stessa ambasciata tedesca, interpellata, non ha saputo o voluto fornire spiegazioni. Nel marzo prossimo dovrebbe essere scarcerato avendo ottenuto un anno di condono.

Udo Lemke comparve sulla scena della strage di stato, il 12 dicembre 1969 presentandosi volontariamente come teste alla legione dei carabinieri di Roma. Lemke aveva riconosciuto in un fascista uno degli attentatori al monumento al milite ignoto. La sua deposizione viene rapidamente archiviata dai carabinieri inquirenti, ma in compenso si provvede, in maniera veramente romanzesca a rinchiudere il Lemke in una sicura prigione di stato. Il 12 gennaio l’autista romano Walter Palazzi si presenta al commissariato di Castro Pretorio affermando che un capellone da lui intravisto in un bar di piazza Navona, deve essere arrestato per furto. Secondo le dichiarazioni di Walter Palazzi, il capellone in questione si chiama Udo Lemke e commercia in stupefacenti. Il Walter Palazzi è anche a conoscenza dell’albergo nel quale il Lemke alloggia, e di quante persone dormano nella stessa stanza del Lemke. Il Lemke viene arrestato il giorno dopo, durante la perquisizione effettuata nella stanza abitata dal Lemke. Durante la perquisizione difatti, vengono rinvenuti, a detta dei poliziotti, dieci chilogrammi di hashish. Nel processo che ne segue il Lemke viene assolto dall’accusa originaria di furto, e condannato a tre anni per possesso di materiale stupefacente. Di notevole, oltre al fatto che non venne mai dimostrato come il Lemke potesse entrare in possesso di merce del valore di dieci milioni di lire, il valore dei dieci chili di hashish, va notato che il pubblico ministero al processo Lemke si chiamava Vittorio Occorsio, e che agli atti del processo non è mai stata depositata una perizia che dichiarasse che quello che i poliziotti romani qualificarono per hashish, fosse veramente hashish e non cenere cristallina di nessun valore. In ogni caso, la persona che sul caso Lemke ne doveva sapere in anticipo tanto quanto il volenteroso Walter Palazzi, è un certo Wolfang, l’unico che ebbe la possibilità di introdurre nella stanza del Lemke il famoso pacco di hashish. Il Wolfang, alla presenza dei poliziotti che lo avevano fermato, scomparve senza che nessuno cercasse di fermarlo.

Epidemia di giudici popolari

Francesco Paparozzi, 56 anni funzionario e attivista di un sindacato apolitico (?) è fino ad ora, l’unico che ha accettato la nomina a giudice popolare per il processo Valpreda sebbene ciò lo lasci “un po’ disorientato”.

Luigi Albano, 41 anni, tarantino, si dichiara affetto da “una grave forma di esaurimento nervoso”, mentre Renzo Parma, “terrorizzato da questo scherzo della sorte”, si è tappato in casa, tattica seguita anche da Carlo Mauro, 48 anni di Pomezia. Quanto agli altri, quelli che non stanno preparando certificati medici e scuse varie, si sono praticamente resi latitanti e facendo orecchie da mercante evitano perfino di rispondere in qualche modo alla chiamata (obbligatoria).

Il popolo ha il naso fino, i prescelti giudici popolari probabilmente non hanno letto “La Strage di Stato” e non sanno chi è Delle Chiaie, ma la puzza di marcio si sente da lontano…

A questo punto sarà necessario cercare altri giudici, ma la cosa si presenta complessa: chi non si occupa di politica, preferisce darsi ammalato; tra chi se ne occupa, gli anarchici e quelli di sinistra difficilmente entrano negli elenchi dei cittadini tra i 30 e i 65 anni di provata onestà e integrità morale, con diploma di scuola media e senza precedenti penali, restano gli altri… Ma di che si preoccupano? Non è forse la Giustizia libera e imparziale?

Umanità Nova 19 giugno 1971 La salma di Pinelli terrorizza i complici degli attentati di Il Comitato politico-giuridico di difesa

31 agosto 2011

«Se uno ride in un tribunale il giudice togato lo caccia via, ma ridere di fronte a questa giustizia, piuttosto che dar di stomaco, è oggi segno di compostezza»

 Umanità Nova 19 giugno 1971

 Siamo alla nausea

 Dobbiamo attenderci ancora altri clamorosi e spudorati tentativi per salvare la «verità di Stato» sull’assassinio del compagno Pinelli, ma ne abbiamo ormai abbastanza, siamo stufi e nauseati  di questa sporca faccenda.

 Ieri 12 giugno a Milano, nel corso della manifestazione extraparlamentare per la casa, erano più di ventimila, forse trentamila a gridare: «Calabresi assassino». In diciotto mesi questo grido è  risuonato inconfondibile in tutte le piazze, in ogni assemblea, perfino nelle aule dei tribunali. Eppure nella «patria del diritto» non si è trovato un magistrato capace di far aprire quella  tomba, di condurre una indagine pulita che troncasse la sfacciata mobilitazione contro l’evidenza, contro la verità, di tutti gli organi dello Stato.

 «Si può immaginare una cosa più schifosa? No, una cosa più schifosa della “giustizia” borghese in generale e della “giustizia” sull’assassinio di Pinelli in particolare, non si può immaginare».  Così Luigi Pintor apre un articolo su Il Manifesto dell’11 giugno (del quale abbiamo ripreso anche l’occhiello che è in testa a queste note) e francamente potremmo troncare qui,  disinteressarci definitivamente delle vergognose capriole giuridiche che seguiranno se non fossimo convinti che i motivi che determinarono la morte dell’anarchico sono strettamente legati  agli attentati, compresi quelli del 12 dicembre 1969.

 Pinelli – non lo si dimentichi – ha pagato con la vita il rifiuto di collaborare per incastrare Valpreda e l’imprudente urlare, sul muso dei suoi aguzzini, di aver capito quale criminale macchinazione si stava ordendo contro gli anarchici.

Questa è la verità che si vuole a tutti i costi nascondere. Altrimenti non si spiegherebbero le reiterate violazioni di ogni diritto e della legge da parte di chi è preposto a fare rispettare e ad applicare la legge stessa.

 Dove si vuole arrivare?

 Il commissario Calabresi, è ormai chiaro, non intende mollare, non intende cioè fare la testa di turco, pagare per errori ed orrori non da lui o non da lui solo commessi.

Indubbiamente ci troviamo di fronte ad una unica colossale montatura poliziesca e Calabresi non è che una rotella dell’ingranaggio che si è messo in moto per abbattere sul Movimento anarchico i più pesanti magli della reazione.

La morte di Pinelli non era certamente in programma, è stato un «provvedimento» imprevisto e maldestro che si è dimostrato subito pericoloso; minaccia infatti sempre più seriamente di far crollare tutta la impalcatura.

Nel corso del processo a Braschi, Pulsinelli e compagni, accusati degli attentati fascisti del 25 aprile, 1969, si è rivelata, giorno per giorno sempre più chiara, la inattendibilità di falsi macroscopici, in aperta violazione dei diritti della difesa e calpestando ogni una istruttoria costruita su forma procedurale. Ebbene il magistrato responsabile di questo enorme cumulo di arbitri è Antonio Amati, lo stesso che il 12 dicembre indirizzò le ricerche della polizia sugli anarchici, che archiviò l’istruttoria sulla morte di Pinelli, che decise di non dar corso alla denuncia per diffamazione contro il questore Guida, e che fece arrestare Valpreda sulla porta del suo ufficio.

Perchè non sono state scaricate sulle spalle di un solo consigliere tutte queste pesanti incombenze, tutte palesemente collegate a avvenimenti che da circa due anni stanno suscitando seri e fondati dubbi sul comportamento di una certa polizia e di una certa magistratura? Perchè, dal momento che questi dubbi ingigantivano nella opinione pubblica fino a suscitare scalpore e gravissime e non certo larvate denunce di collusioni e complicità, gli organi superiori della magistratura, non sono intervenuti a porre fine allo scandalo? Ed infine, perchè si è affidata al consigliere Biotti la causa Baldelli-Calabresi quando era notorio che tra Biotti e lo avvocato Lener intercorrevano stretti rapporti di varia natura, oltre che di amicizia, tali da esporlo ad essere ricusato dalla difesa Baldelli?

Ma c’è di più e di peggio. Ora un gruppo di parlamentari comunisti chiede l’intervento del Consiglio superiore della Magistratura al quale vengono segnalati anche i «comportamenti arbitrari o addirittura oggettivamente delittuosi di funzionari e agenti di P.S.». Sennonché questo supremo organo di autogoverno della magistratura è chiamato esso stesso in causa nella persona di un suo ancora anonimo membro esplicitamente compromesso, stando alla versione di Lener, per avere tentato di corrompere il presidente del tribunale Biotti.

 Ma chi ci crede?

 Non si può dare alcun credito però alla versione di Lener perchè nella magistratura della repubblica italiana non si fa carriera in quel modo, perchè un magistrato qualificato e con tanti anni di esperienza’ giudiziaria sulle spalle non va a confidare certe cose proprio alla «parte lesa». Accettando quella versione dovremmo chiedere alla Corte di Appello, che l’ha convalidata, perchè non sono stati disposti accertamenti sul presunto tentativo di corruzione.

E se invece tutto il losco intrico fosse stato concordato per evitare ad ogni costo di aprire la tomba di Pivelli e Biotti «facesse carriera» (magari in sordina come Guida) proprio per avere fornito a Calabresi la possibilità di mandare a monte il processo?

A questo punto ogni supposizione è legittima, visto che la bestia, ferita e braccata, sferra feroci colpi di coda persino contro membri della sua stessa specie pur di salvarsi. Non trascuriamo il fatto che Biotti era ritenuto un «moderato» e che tutto l’andamento del processo era stato caratterizzato da continue acquiescenze verso i poliziotti testimoni che mentivano sfacciatamente, erano reticenti o si contraddicevano, senza che fossero diffidati o almeno richiamati.

Ora Biotti si difende attaccando e quando rivela che la polizia lo pedinava e gli controllava il telefono (le stesse attenzioni erano riservate anche agli altri due giudici della corte), la polizia si ribella e lo accusa di falso. Ma noi sappiamo che centinaia di intercettazioni telefoniche sono state operate dalla polizia in questa losca faccenda, senza che appaiano depositate agli atti dei relativi procedimenti le debite autorizzazioni della magistratura. Valgano per tutte le intercettazioni telefoniche effettuate sull’apparecchio del Pinelli, delle quali è fatto cenno in un verbale del 13 gennaio ’70 di Allegra, ma che non risultano autorizzate da nessun magistrato.

In tutto questo bordello c’è un puzzo d’intrico che sta ammorbando il paese e dal quale nessun organo dello Stato può uscirne pulito. Si potrà sopportare, senza eccessivo clamore o danno, che un quotato magistrato come Biotti venga fatto fuori da un giorno all’altro e presentato all’opinione pubblica come uno stupido e un corrotto, ma non sarà possibile che 50 milioni di italiani accettino la patente di imbecilli.

Dovranno metterci le mani tutti in questo infido marasma, anche il parlamento. Potranno anche riuscire a non scoperchiare quella tomba o potranno lasciarla aprire quando ormai ogni accertamento sarà impossibile e potrebbero persino trovarla vuota, come già si sussurra su diversi giornali, ma «il nome di Giuseppe Pinelli sembra destinato a rimanere legato ad uno di quegli “affari di Stato” che segnano una data nella storia dei Paesi».

E’ quello che andiamo dicendo dal dicembre del 1969: un «delitto di Stato» per coprire i responsabili della «Strage di Stato». Soltanto che adesso a sostenerlo, sia pure, con circospezione, con le parole della frase precedente riportata tra virgolette, c’è anche Il Messaggero quotidiano notoriamente filogovernativo.

Cavilli ed astuzie per ingannare la giustizia.

La ricusazione del giudice Biotti, ha sollevato nel paese indignazione e scalpore. L’opinione pubblica è sconcertata e scandalizzata. La stampa ha stigmatizzato l’accaduto con irate e sdegnate invettive.

Tutto ciò servirà però a ben poco se una massiccia azione politica non interverrà per imporre lo scavalcamento di tutti i cavilli e le astuzie giuridiche messe in atto con il preciso intento di insabbiare la verità ed ingannare la giustizia.

Si è avuta una ondata di proteste, oltre ai comunisti anche deputati socialisti hanno presentato interrogazioni ed annunciato richieste per la istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sull’atteggiamento di tutti gli organi dello Stato sulla Strage di Milano, ma noi siamo assolutamente scettici sulla efficacia di simili iniziative che, allo stato dei fatti e dopo numerose esperienze del genere, tutte negative, ci appaiono come espedienti demagogici destinati piuttosto a sopire lo scandalo che ad ottenere una «giustizia» diversa da quella che lo Stato ci somministra ed impone.

Del resto richieste ed interrogazioni parlamentari del genere sono già state avanzate, sempre sullo stesso « affare di Stato» circa un anno fa, anche allora alla vigilia di elezioni, ma sono rimaste senza esito, senza risposta.

Pinelli è stato assassinato e non solo non si vuole colpire i suoi carnefici ma si tenta di ostacolare in ogni modo l’accertamento della verità sulla strage di Milano perchè quella verità è strettamente connessa con i motivi che decretarono la morte di Pino. Si sono così accumulate altre vittime al già pesante bilancio della strage.

Mentre si professa fiducia nella legalità repubblicana e nella fallimentare democrazia parlamentare e ci si affida a strumenti tradizionalmente inutili come le inchieste parlamentari, il corpo del compagno Pinelli avrà tutto il tempo di decomporsi e Gargamelli, Valpreda, Borghese, Mander, tutto il tempo di marcire in galera.

Tutto ciò è mostruoso e se non si troverà al più presto una soluzione che tronchi di netto gli ignobili disegni degli assassini, l’accusa di complicità investirà anche quegli uomini e quei partiti la cui inettitudine politica ha lasciato e seguita a lasciare al fascismo ed ai suoi alleati ogni libertà di manovre eversive e liberticide negli organi dello Stato, nel governo, nel parlamento, nel paese.

Questo non è più un caso giudiziario. Siamo in pieno clima di sovversione fascista. Si è sorpassata ogni misura, persa ogni dignità, calpestato ogni elementare sentimento umano, vilipeso il senso della giustizia.

L’ombra del Pinelli e le vittime della «strage di Stato» e di tutti gli orrori polizieschi e giudiziari di questi tempi hanno tramutato la «patria del diritto» in «patria del delitto».

Il Comitato politico-giuridico di difesa

11 dicembre 1971 Umanità Nova Dove era Almirante il 10 dicembre 1969? La grande assemblea popolare indetta dagli anarchici di Milano – Comitato Politico-Giuridico di difesa

24 maggio 2011

Il «Lirico», la più grande sala di Milano, il pomeriggio del 4 corr., era letteralmente gremito da una folla valutabile intorno alle 3500 persone venute per partecipare al dibattito organizzato dagli anarchici milanesi sulla «strage di Stato». Sono intervenuti al dibattito gli avvocati della difesa Piscopo, Latorre, Di Giovanni, Gentili, Canestrini; degli imputati è intervenuto Emilio Bagnoli, mentre Roberto Mander ha inviato una lettera. Hanno anche preso la parola compagni dell’Organizzazione Anarchica Milanese. Un delegato dei comunisti internazionalisti, il raggruppamento al quale aderiva Saverio Saltarelli, ha dato lettura di un comunicato con il quale questa organizzazione aderisce alla manifestazione anarchica del 12 dicembre.

Tutti gli interventi che non possiamo, per mancanza di spazio, neanche sintetizzare, hanno avuto un loro particolare interesse ed hanno portato contributi importanti alla opera di controinformazione.

Tra tutti fondamentale l’intervento dell’ex deputato del PCI Achille Stuani che, amico intimo di Vittorio Ambrosini, ebbe da lui in consegna tre lettere (per Restivo, Caradonna e per il PCI) ed un pacco di documenti dai quali emergeva la responsabilità dei fascisti nella preparazione e nell’attuazione della strage del 12 dicembre 1969.

E’ la prima volta che Stuani parla in pubblico del suo ruolo in quella manovra che, scattata il giorno delle bombe, era tutta tesa alla copertura dei veri assassini, con la complicità di quelle forze parlamentari che facevano passare sulla testa dei compagni arrestati e di tutto il movimento rivoluzionario le loro infami contrattazioni di potere.

Stuani, dopo aver spiegato l’origine della sua vecchia amicizia con Ambrosini, ha confermato di aver consegnato le tre compromettenti lettere ai destinatari. Abbiamo capito perfettamente perchè Restivo, solo quando seppe che Il Manifesto stava per presentare una interrogazione parlamentare sul caso, si sia deciso (dopo due anni) a consegnare le lettere in suo possesso alla magistratura: abbiamo capito i motivi che costringono il fascista Caradonna a non consegnare le sue: quello che non capiamo altrettanto bene è l’uso che il PCI vuole fare della lettera e delle informazioni in suo possesso.

Sulla morte di Ambrosini, Stuani è stato esplicito: ha riferito una serie di significativi particolari per giungere alla conclusione che il suo vecchio amico sapeva troppe cose sulla strage ed è stato eliminato.

La rivelazione più clamorosa di Stuani riguarda il ruolo svolto nella preparazione degli attentati dal criminale fascista, fucilatone di partigiani e parlamentare della repubblica italiana nata dalla Resistenza, Giorgio Almirante. Dopo aver parlato della responsabilità di Pino Rauti, di Valerio Borghese e di altri extra‑parlamentari fascisti, soprattutto di Ordine Nuovo, Stuani ha affermato che Ambrosini ebbe a dirgli che «Almirante si sarebbe trovato in serie difficoltà se il magistrato gli avesse chiesto come aveva trascorso la sera del 10 dicembre». Dal momento che noi sappiamo con certezza, e ciò risulta senza ombra di dubbio dai documenti finora raccolti, che la sera del 10 dicembre ’69 i fascisti tennero una riunione, presente Ambrosini, dalla quale scaturì l’ordine di attuare la strage, dobbiamo dedurre che l’onorevole Almirante, secondo Ambrosini, è stato uno dei mandanti.

Da documenti in nostro possesso risulta inequivocabilmente come sia Ordine Nuovo di Pino Rauti, sia il Fronte Nazionale di Valerio Borghese, tra le cui file vanno individuati gli esecutori materiali della strage, non fossero altro che degli strumenti del MSI di Giorgio Almirante.

Ambrosini infatti disse esplicitamente che gli attentatori andavano ricercati tra i partecipanti al viaggio in Grecia che erano rimasti in stretti contatti «operativi» con Ordine Nuovo ed il Fronte Nazionale e specificatamente fece il nome di «D’Auria» (Pio D’Auria) come uno degli esecutori.

Altri personaggi che ruotano intorno a costoro e che sono risultati presenti sulla scena degli attentati sono Schirinzi, Cartocci e Pecoriello.

Tutti costoro sono collegati con il gruppo criminale di Ventura, implicato in tutti gli attentati di questi ultimi anni, a partire da quelli del 25 aprile a Milano, dell’8 agosto sui treni, fino alla strage del 12 dicembre.

Attualmente il gruppo Ventura, Freda, Trinco è di nuovo in galera. Solo da poco Schirinzi e Pardo, amici personali di Almirante, sono stati rimessi in libertà dopo aver scontato una mite condanna per attentati dinamitardi in Calabria, attuati pochi giorni prima della strage.

Tutta questa gente per i magistrati inquirenti Occorsio e Cudillo sono brave persone insospettabili e pertanto ogni indagine sul loro operato è stata incredibilmente omessa, malgrado il cumulo considerevole di indizi a loro carico. Per noi essi sono certamente implicati nella strage.

L’inchiesta sulle bombe del 12 dicembre e sugli attentati precedenti è ancora tutta da fare e sarà inevitabile la riunificazione di tutte le indagini che riguardano i vari raggruppamenti paramilitari fascisti legati al MSI e ai colonnelli greci.

Pio D'Auria

   SchirinziPardo

Comitato Politico-Giuridico di difesa